Recordati ha annunciato la nomina di Mike McClellan come nuovo chief financial officer a partire dal 1° gennaio 2026.
Cittadino statunitense, McClellan porta quasi 30 anni di esperienza internazionale nel settore farmaceutico. Dal 2019 al 2025 è stato cfo di Almirall, contribuendo a crescita, redditività e sviluppo del business. In precedenza ha ricoperto ruoli apicali in Teva e Sanofi.
«La sua profonda competenza e i suoi notevoli risultati nell’industria farmaceutica saranno fondamentali per sostenere la nostra strategia di crescita costante, sviluppo mirato del business/m&a e un dialogo significativo con tutti i nostri stakeholder», ha sottolineato il ceo di Recordati, Rob Koremans, certo che la sua passione ed esperienza garantiranno una transizione fluida e di successo. Koremans ha poi ringraziato Luigi La Corte, che lascerà il ruolo di cfo alla fine dell’anno ma rimarrà nel cda, «per il contributo straordinario offerto al gruppo».
«Ci aspettiamo piena continuità nella strategia del gruppo presidiata dal ceo Koremans, un passaggio graduale con il cfo uscente, Luigi La Corte, che resterà nel cda e un arricchimento di competenze del management team grazie all’eccellente background di McClellan nel settore», ha commentato Intermonte, confermando il rating outperform e il target price a 68 euro sull'azione (-0,39% a 51,30 euro in chiusura in borsa il 23 ottobre). A questo livello il titolo tratterebbe a 15 volte l’ev/ebitda e a 20 volte il p/e sulle stime 2026, rispetto agli attuali multipli di 12 e 15, sostanzialmente in linea con le medie storiche a 5 anni.
C’è attesa per i risultati del terzo trimestre del 2025 (11 novembre) che dovrebbero mostrare una solida performance sottostante nonostante l'impatto negativo del forex, con un segmento Specialty & primary care (Spc) più debole (destocking in Italia, assenza di aumento dei prezzi in Turchia, stagione influenzale più debole in Russia), ma un risultato forte nelle Rare diseases (Rrd), spinto dal momentum di Isturisa.
In particolare, Intermonte si attende ricavi nel trimestre a 629 milioni di euro (+13% anno su anno di cui +10,4% like-for-like e a tassi di cambio costanti; 631 milioni la stima del consenso), un ebitda adjusted di 238,5 milioni (margine al 37,8%, in linea con la stima del consenso; 238,3 milioni la stima del consenso), un utile netto adjusted di 154 milioni e un debito netto di 2 miliardi, in miglioramento trimestre su trimestre (-130 milioni) grazie a un free cash flow di 154 milioni, parzialmente assorbito dal programma di buyback (esborso di 24 milioni).
Tuttavia, avverte la Sim, il trimestre dovrebbe aver risentito di un impatto maggiore dei cambi valutari, oltre 3 punti base, principalmente per la debolezza del dollaro rispetto all’euro, con un impatto più visibile sul segmento Rare disease. Banca Akros (rating buy e target price a 67 euro) nei primi nove mesi dell’anno si attende ricavi a 1,952 miliardi (+12%; 1,954 miliardi la stima del consenso) e un ebitda a 736,5 milioni (+10,6%; 734,6 milioni il consenso).
I nuovi farmaci Vazkepa (Spc) ed Enjaymo (Rrd) dovrebbero crescere più vigorosamente nel quarto trimestre. Nonostante l’impatto più forte del forex, sia Intermonte sia Banca Akros non vedono la guidance 2025 (ricavi a 2,635 miliardi ed ebitda adjusted a 985 milioni) a rischio (è stata confermata con i conti del secondo trimestre nonostante il maggior impatto negativo dei cambi valutari). «Ci aspettiamo che i risultati dei primi nove mesi del 2025 costituiscano una buona base per raggiungere i risultati dell’esercizio 2025 in linea con le indicazioni della società», ha detto Banca Akros che per fine esercizio stima ricavi ed ebitda in crescita rispetto al 2024, rispettivamente, a 2,632 miliardi e a 987 milioni. (riproduzione riservata)