Prysmian abbraccia il green e mercoledì 29 recupera terreno a Piazza Affari (+3,2% a 65,56 euro a un’ora dalla chiusura) dopo lo scivolone causato dall’effetto DeepSeek. Nel 2024 la società guidata da Massimo Battaini ha annunciato di aver fornito con successo 58.000 chilometri di cavi che contengono materiali a base biologica e che hanno un’impronta di carbonio – ovvero un totale di emissione di gas a effetto serra – ridotta rispetto a quelli che contengono polimeri convenzionali a base di petrolio.
All’interno di questi cavi sono utilizzati materiali biologici, che provengono da fonti rinnovabili con un valore negativo in termini di impronta di carbonio. Questo significa che il gruppo ha fornito un volume di cavi per le reti elettriche tale da poter coprire l’intera circonferenza del pianeta Terra (40.000 km) quasi una volta e mezza, consentendo una significativa riduzione del valore dell’impronta di carbonio.
L’azienda ha spiegato di introdurre costantemente sul mercato soluzioni innovative che contribuiscono a ridurre l’impronta di carbonio nel settore dell’energia. «L’impatto di quest’iniziativa permetterà a Prysmian di supportare i propri clienti in un percorso di sostenibilità e nel soddisfare obiettivi di transizione energetica, contribuendo al raggiungimento dei loro obiettivi di riduzione delle emissioni e a plasmare un futuro più pulito e sostenibile», si legge nella nota della società, all’avanguardia nell’approvvigionamento di biomateriali, materiali a basso contenuto di carbonio e materiali riciclati.
«Come leader globale della transizione energetica, la nostra visione è fornire prodotti innovativi e sostenibili che servano i nostri clienti in tutto il mondo, sfruttando la nostra vasta presenza globale per promuovere il progresso sostenibile e l’efficienza, e soddisfare la crescente domanda delle reti elettriche», ha commentato Cinzia Farise, Executive Vice President, Power Grid Business di Prysmian. Gli sforzi nello sviluppo di materiali innovativi come l’alluminio verde, i materiali riciclati e i bio-polimeri, ha aggiunto Sathish Kumar Ranganathan, Global Vice President of R&D Power Grid & Materials, «ci permettono di offrire valore ai nostri clienti, rispettando le normative del settore e riducendo significativamente l’impronta di carbonio dei nostri prodotti».
Mentre Prysmian accelera con i bio-materiali, il mercato si interroga ancora sull’impatto del modello AI open source della startup cinese DeepSeek, che consuma meno energia ed è meno costoso da sviluppare. Prysmian, attraverso Encore Wire, ha aumentato la sua esposizione al business dei data center il cui sviluppo richiede importanti infrastrutture e un forte consumo di energia. Prysmian è esposta a questo business, con un'esposizione diretta di 800 milioni di euro di fatturato, ma soprattutto indirettamente attraverso il business legato alle reti elettriche, dove Encore Wire si distingue come uno dei principali operatori. Le vendite al mercato dei data center (che rappresentano circa il 5% dell’esposizione) potrebbero registrare una crescita a doppia cifra, secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence.
E l’emergere dei modelli AI a basso costo di DeepSeek probabilmente non ridurrà la domanda di cavi di Prysmian e Nexans, che è stata sostenuta dagli investimenti statunitensi nell'AI, poiché tutti hanno un elevato fabbisogno energetico, prevedono gli analisti di Bloomberg Intelligence. Modelli più economici potrebbero favorire una maggior adozione e utilizzo dell’AI, il che può far aumentare la domanda di elettricità, anche se il costo per l’addestramento dei modelli AI si riduce.
Il fatturato di Prysmian può essere spinto dai trend di elettrificazione e digitalizzazione, portando a un aumento dell’ebitda rettificato di circa l’8% annuo per il produttore italiano di cavi, fino a superare i 2,9 miliardi di euro entro il 2027, secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence. La sua espansione nel mercato nordamericano ad alto margine, dopo l’acquisizione della texana Encore Wire, può generare sinergie operative e di cross-selling superiori alle aspettative, sostenute delle vendite di quest’ultima nel 2025.
Inoltre, dal punto di vista della valutazione, il multiplo p/e di Prysmian, sebbene superiore alla media storica, è in linea con quello dei competitor europei nel settore capital goods. Ma rispetto ai suoi concorrenti diretti, Nexans e Nkt, Prysmian scambia a sconto di circa il 5%.
Al contempo, i piani di Prysmian per una doppia quotazione negli Stati Uniti – dove i multipli p/e delle aziende industriali tendono a essere superiori di circa il 15% rispetto ai loro omologhi europei – potrebbero ampliare la base di investitori. Inoltre, la strategia di espansione del gruppo nel segmento dei prodotti di connettività potrebbe aumentare l'esposizione diretta di Prysmian ai data center, migliorando le prospettive di crescita degli utili.
Certo, le esigenze di spesa in conto capitale di Prysmian potrebbero rimanere elevate, pari al 3-5% delle vendite, spinte dagli investimenti in aumento per cogliere opportunità di crescita strutturale. Questo, comunque, sarà probabilmente sostenuto dalla solidità del bilancio – con un rapporto debito netto/ebitda pro forma di circa 2,1 volte – inclusa Encore Wire. (riproduzione riservata)