Il Banco Bpm ha chiuso il 2022 con un utile netto da record pari a 702,6 milioni di euro, in crescita del 23,5% rispetto all'anno precedente. L'utile netto adjusted è ammontato a 886,3 milioni (+24,8%). Nel quarto trimestre i profitti sono quasi raddoppiati a 209,9 milioni e l'utile netto adjusted è salito dell'82,9% a 251,7 milioni. Il cda proporrà un dividendo cash di 0,23 euro ad azione (+21%) per un ammontare complessivo di 348,5 milioni.
Per quanto riguarda i ratio patrimoniali, il Cet 1 fully phased era al 13,3%. L'istituto ha sottolineato che l'utile per azione si è attestato a 46 centesimi da 38 cent del 2021, «superando la guidance». Nel 2022 il margine di interesse è aumentato a 2,314 miliardi (+13,4%), mentre le commissioni nette sono scese a 1,887 miliardi (-1,2%). Il cost-income è diminuito dal 55,8 al 54% con «solidi livelli di copertura dei crediti deteriorati pari al 50,6% rispetto al 48,9% di fine 2021». Gli impieghi netti a clientela sono ammontati a 109,5 miliardi (+0,1%). La raccolta diretta è stata pari a 123,4 miliardi (+0,2%) e quella indiretta a 91,3 miliardi (-7,8%). L'Npe ratio netto si è attestato al 2,2%, risultando «già migliore del target del piano strategico al 2024».
Per quest'anno il Banco prevede «un significativo miglioramento dell'utile netto rispetto allo scorso anno, con un trend che, anche in proiezione, supera sia la traiettoria di redditività che i target complessivamente delineati nel piano strategico. Gli ottimi risultati registrati nel 2022 consentono di incrementare il target di utile 2023: Eps maggiore di 60 centesimi di euro rispetto a circa 49 centesimi originariamente previsti dal piano strategico». Un ritmo di crescita «ritenuto sostenibile anche negli anni successivi, in base all'attuale scenario macroeconomico».
L'istituto valuterà nel 2023 se alzare la dividend policy. La banca ha migliorato a oltre 0,60 euro la stima di utile per azione per il 2023 dai precedenti 0,49 euro. Per il 2024 la stima è di 0,75 euro contro 0,69 previsti dal piano e nel 2025 è atteso un ulteriore incremento di 0,15 euro. «Nella seconda parte dell'anno potremmo rivedere il piano, estendendolo al 2026, ma già adesso l'outlook a lungo termine ci consente di dare una guidance migliore», ha spiegato l'a.d. Giuseppe Castagna. Per l'anno in corso le previsioni di margine di interesse, in particolare, sono state migliorate a oltre 2,7 miliardi dalla stima precedente di oltre 2,5 miliardi. (riproduzione riservata)