Il Ftse Mib archivia l'ultima seduta della settimana in rosso: -0,46% a 47209 punti.
Sul fronte macroeconomico, una serie di dati in arrivo dagli Stati Uniti: l'indice dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti è aumentato dello 0,5% a livello mensile a gennaio, dopo un incremento dello 0,4% a dicembre, al di sopra dello 0,3% atteso dal consenso degli economisti. L'indice Napm di Chicago è salito a 57,7 punti nel mese di febbraio, in aumento rispetto ai 54 punti registrati nel mese precedente. Gli analisti prevedevano una lettura pari a 52 punti. Infine, la spesa per costruzioni è cresciuta dello 0,3% a dicembre, dopo il calo dello 0,2% registrato nel mese precedente. Il dato ha superato le attese degli analisti, che prevedevano un aumento più contenuto, pari allo 0,2%.
A Piazza Affari, scivolano Mediobanca (-6,24%) e B.Mps (-6,76%) dopo la presentazione del piano industriale 2026-2030 da parte del ceo di B.Mps, Luigi Lovaglio. Il piano mira a creare il terzo player bancario italiano, con sinergie a regime stimate intorno a 700 milioni di euro. Il fatturato è previsto in crescita fino a 9,5 miliardi nel 2030 grazie a un portafoglio più diversificato, mentre l'utile netto adjusted è atteso a 3,7 miliardi, con un Rote al 18%. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un’intervista concessa a Bloomberg, ha dichiarato che il ruolo del governo in B.Mps è terminato e che l’esecutivo non sarà coinvolto nelle future decisioni di governance e strategia della banca.
Tra le utility, sale Prysmian (+2,35%) dopo la diffusione dei conti 2025 e gli aumenti di target price da BofA, Equita Sim e JpMorgan. Bene anche Saipem (+2,61%), su cui Ubs ha alzato il prezzo obiettivo da 3,4 a 3,8 euro, confermando la raccomandazione buy.
Denaro su Buzzi (+1,53%) dopo l'annuncio di un buyback fino a 200 mln di euro, pari circa al 2,3% del capitale, su un totale di 400 mln autorizzati dall'assemblea. L'iniziativa mira a riconoscere agli azionisti una remunerazione aggiuntiva oltre ai dividendi.
Fuori dal paniere principale, doValue festeggia i conti solidi del 2025 con un balzo dell'8,14%. L’utile triplicato a 25 milioni di euro, ricavi e nuovo business oltre le attese degli analisti.
Tonfo di Tisg (-8,39%). A pesare sul titolo è la spaccatura del cda, che arriva in un momento particolarmente delicato connesso agli extra costi che Tisg ha dovuto sostenere per la realizzazione dei progetti in corso.
In rialzo Erg (+4,18) dopo che A2A (+2,18%) ha confermato che "valuta regolarmente opzioni strategiche coerenti con il proprio piano industriale e discute con diversi potenziali partner in merito. Si tratta di un processo normale, in linea con la missione del management di creare valore per gli azionisti, i dipendenti e i clienti".