L'azionario milanese chiude la seduta in territorio negativo, con il Ftse Mib che lascia sul campo lo 0,66% toccando i 39.921 punti.
La lettura di giugno sull'andamento dell'inflazione negli Stati Uniti "non ha fornito indicazioni particolarmente significative: il dato headline si è attestato in linea con le attese", facendo registrare un +0,3% su base congiunturale e +2,7% tendenziale (dopo il +2,4% di maggio), "mentre l'inflazione core ha mostrato un lieve miglioramento", commenta il cio di Moneyfarm, Richard Flax, che ritiene come sia "incoraggiante notare che, finora, l'aumento delle tariffe non sembra aver avuto un impatto significativo sui prezzi al consumo".
Di diverso avviso David Rees, head of Global Economics di Schroders, secondo cui "i dazi dazi hanno pesato sull'aumento dell'inflazione odierna negli Stati Uniti, in parte sostenuta dal costo dei beni di base. Ad esempio, l'arredamento per la casa è aumentato dell'1% su base mensile a giugno. Altrove, i prezzi dei beni sono stati relativamente contenuti, ma potrebbero profilarsi sfide più impegnative se tutte le minacce tariffarie dell'amministrazione Trump saranno attuate il primo agosto".
Due diverse letture dello stesso dato, insomma, il che evidenzia ancora una volta l'incertezza che imperversa sui mercati dal fatidico Liberation Day, lo scorso 2 aprile, quando Trump ha annunciato per la prima volta i dazi da introdurre nei confronti dei partner commerciali.
A Piazza Affari prese di profitto su Bper (-2,28%) e B.P.Sondrio (-1,78%), reduci di una performance da oltre +6% alla vigilia. Realizzi anche su Banco Bpm (-2,56%). Il sentiment del mercato influenza pure Unicredit, che archivia la seduta in calo dell'1,13%. In una lettera inviata dalla DgComp al governo italiano, l'Antitrust europeo ha rilevato una possibile infrazione dell'art.21 del Regolamento Concentrazioni derivante dall'applicazione del Golden Power sull'Ops promossa da Piazza Gae Aulenti sul Banco. La Commissione resta in attesa, entro 20 giorni, delle osservazioni del governo italiano sulla questione, prima di pronunciarsi in via definitiva.
In evidenza Prysmian (+1,91%) che incassa un nuovo aumento di target price da Ubs, dopo quello di ieri di Barclays. La banca svizzera, confermando il buy, vede l'azione a 72 euro rispetto ai precedenti 70, prevedendo un possibile aumento della guidance 2025 sull'Ebitda di circa 50 milioni di euro (a 2,35 miliardi) dopo un impatto di circa 60 milioni derivante da un usd più debole.
In denaro poi Stellantis (+1,14%), Campari (+0,92%) e Interpump (+0,88%) mentre tra i titoli venduti figura anche Iveco (-0,95%) nonostante la divisione dei veicoli per la difesa si sia aggiudicata un contratto triennale dalla Nato Support and Procurement Agency (Nspa) per lo sviluppo concettuale e la sperimentazione di sistemi robotici e autonomi (Ras -Robotic and Autonomous Systems).
Fuori dal paniere principale, Mfe A scivola di uno 0,64% e chiude le contrattazioni a 2,802 euro. Banca Akros ha avviato la copertura sul titolo, attribuendo un rating accumulate e un prezzo obiettivo di 3,20 euro.