Potenza suadente. Con Bmw X5 50e: sui percorsi di storiche cronoscalate
Con 490 cavalli non è la X5 più potente e le manca davvero poco paragonata a M60. Questa plug-in con il sei cilindri a benzina scatta e percorre oltre 100 km a batteria. Dinamica e prestante, con dotazioni e finiture allineate all’alta gamma Bmw. A prova di weekend su percorsi montani che ricordano sfide epiche
Nome in codice xDrive50e. Per gli amici puro divertimento. Con il rinnovamento di X5 e X6, l’offerta si arricchisce della versione xDrive 50e: la prima parte della denominazione indica la trazione integrale, la seconda con la cifra che orienta tra le più potenti (indicate con le decine, oltre le 30 e 40, poco al di sotto della M60), mentre il suffisso «e» precisa il sistema ibrido plug-in.
Carta d’identità di un’auto al di sopra di ogni aspettativa
Dotata di una gran batteria: integrata nel pianale, ha capacità di 25,7 kWh, permettendo di percorrere da 94 a 110 km in elettrico, secondo l’omologazione: ma Gentleman è riuscito a fare anche di meglio, superando, con prudenza, i 120.
Il modello siglato G05 è attuale, sempre identificabile come erede della stirpe X5 che sul finire del millennio, nel remoto 1999, prodotta in America, aprì la strada al successo incredibile delle Sport activity BMW.
Il facelift esterno è profondo e concentrato nel frontale, con nuovi fari assottigliati e con luci diurne a freccia, anche a matrice di led autoadattanti e abbaglianti automatici selettivi, calandra con opzione illuminabile e fascione aggressivo ed elegante. Modificate in senso intensamente tridimensionale le luci di coda.
Elementi che fanno riconoscere la quarta generazione di un modello che, sin da quando tutti chiamavano «X faive» (forse per la serie tv di allora, X-Files, dal 1993 al 2002), ha marcato lo stile del marchio, con dilagare di altre Bmw con la X seguita da cifre pari e dispari, che ha dato vita a un’intera gamma.
All’interno il doppio schermo curvo da 12,3 più 14,9 pollici (purtroppo non integrato nella plancia, sebbene non posticcio come altri), esibisce le prestazioni del nuovo sistema operativo Bmw 8, che grazie anche all’evoluzione del riconoscimento vocale e gestuale, elimina molti tasti fisici rimasti sul volante e attorno alla manopola di controllo sul tunnel. Un classico di efficienza del marchio.
Barra luminosa davanti al passeggero, design di stile e rivestimenti adeguati al lignaggio del modello, con dotazione e pacchetti che avvolgono nel comfort: specialmente dei sedili, che regolano indipendentemente anche la parte superiore dello schienale. Quelli introdotti con l’avveniristica Bmw 5 GT del 2009. Questi riscaldabili e raffreddabili su tre livelli per ogni scelta, e con un intero menu di massaggi.
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Con il Pacchetto Comfort si accede al riscaldamento del pannello delle porte, alla funzione scalda o raffredda per i portabicchieri, al tetto apribile panoramico in vetro illuminato e all'audio Bowers & Wilkins.
Tra motori a gasolio e benzina mild hybrid, la novità è l’ibrida plug-in a benzina: Bmw X5 xDrive 50e con motore a sei cilindri in linea di tre litri e un elettrico all’interno del cambio automatico a otto rapporti. La potenza complessiva arriva a 360 kW (490 cavalli) e la coppia massima a 700 Nm con aumenti consistenti rispetto al precedente modello: in questo modo le prestazioni promettono di accelerare da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi.

Non resta che provarla, con un weekend non lontano da Milano, verso la Castione della Presolana in Val Seriana, con il rilassante paesaggio della Conca attorno alla Presolana e spingendoci fino a Colere, a Nord del massiccio, per piacere di guida, visite turistiche e completezza nella missione che Gentleman ha ideato per quest’auto.
La Gloria delle Cronoscalate Storiche: Bergamo e la Valle di Scalve
Le storiche cronoscalate di Bergamo rappresentano un’epopea che si snoda in tre epoche distintive. Il viaggio inizia con la Coppa della Presolana (1929-31), che parte dal cuore di Bergamo su strade sterrate, riprende dal 1954 al 1956 con una scalata dalla Valle di Scalve al Passo della Presolana, e culmina con la Castione-Presolana (1965-70).
Nobili, industriali e gentleman driver sono stati i protagonisti delle prime edizioni, attirando piloti da tutta Italia. Tra berline e auto sportive, la Lancia Lambda VIII domina le prime tre edizioni, registrando una media di 53,872 km/h sull'ardua Via Mala. Alfa Romeo trionfa nelle successive, con il bergamasco Mario Tadini, noto come il «Re dello Stelvio», vincitore della classe oltre 1500 cc nel 1930. La sua passione e il suo supporto sono cruciali per l'inizio della Scuderia Ferrari.

Negli anni 50, la Dezzo-Presolana vede sfilare Alfa Romeo 1900, Fiat 1100 e Lancia Aurelia, insieme a piloti stranieri su Panhard Dyna e Opel Rekord, sotto lo sguardo di un pubblico entusiasta. Tuttavia, tra il 1965 e il 1970, la folla raggiunge dimensioni problematiche, con 10.000-15.000 spettatori ammassati sui sei chilometri tra Castione e il Passo, dove i paracarri in pietra offrono scarsa protezione.

Nel frattempo, le auto si evolvono: Ferrari Dino, 250 LM, Abarth 1000 SP, Porsche 904, 906 e 910 (Carrera 10), fino alle categorie sport-prototipo e monoposto. La competizione attira fino a 150 partecipanti, con leggende come Lella Lombardi e Arturo Merzario. Quest'ultimo vince l'ultima edizione su Abarth 3000 Sport, raggiungendo una media mozzafiato di 137,421 km/h.
Queste storie leggendarie mostrano come la passione per le corse abbia forgiato la storia dell'automobilismo italiano.
Hit the road
Già poco oltre Castione, le prime curve tra Dorga e Bratto sono ancora nell’abitato, dove la X5 50e può anche procedere disciplinatamente con marcia solo elettrica. Fuori dall’abitato, si regolano le sospensioni su Sport, con la massima erogazione di potenza: lo scatto è immediato e l’assetto agevola la guidabilità senza far sentire massa e baricentro. Lo sterzo diventa ancor più consistente e precisissimo: agendo anche sulle ruote posteriori, permette di girare stretti sui tornanti, con lo stile di guida da Bmw che trasmette emozioni sicure. Molto lontane da quelle dei piloti che corsero su quelle stesse curve: pensando ai quali è istintivo notare la pericolosità dei paracarri tuttora presenti, specie per i motociclisti.

La parte di test più dinamico porta rapidamente al Passo, per scendere oltre verso Colere. Dove vedere paesaggi molto diversi sia sulla Val di Scalve, sia della Presolana stessa. Oltre il centro del paese, interessante visitare l’Ecomuseo delle Miniere, testimonianza di parte importante della storia locale.
Con l’impianto in funzione (fine settimana e tutti i giorni in agosto) si può salire in quota: poco oltre il Rifugio Albani (la cui cucina è di qualità), c’è l’antico villaggio minerario restaurato, dal quale la vista spazia fino alla diga del Monte Gleno, il cui tragico crollo del 1923 è da poco stato ricordato in occasione del centenario.

Infine, per concludere il weekend con relax di stile, l’Hotel Milano a Bratto (Castione della Presolana) è un resort di famiglia fondato sulla cultura alpina. Accoglienza curata, attenzioni, attività esterne, cucina di elevato profilo nei ristoranti e lounge bar, più la celebre enoteca, e la Wellness Spa per rigenerarsi. Con un programma di eventi tematici interessanti, come le serate Champagne & Co. Perché le bollicine si intonano perfettamente con l’aria di montagna. Magari raccontando storie di vecchie gare di auto.
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