Creare valore e distribuirlo ai mercati finanziari. È in parte questo l’obiettivo di Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste: il gruppo che sabato 29 marzo ha rilevato il 15% di Tim dai francesi di Vivendi, per un corrispettivo di 684 milioni di euro). Poste, diventando primo azionista del gruppo con il 24,81%, ha riportato in mani italiane la compagnia di telefonia.
«Quest’operazione è molto importante per Poste», ha commentato Del Fante al Tg1 delle 20 di domenica 30 marzo. Una sinergia che «arriva a conclusione di un percorso di otto anni, dove abbiamo rilanciato i pacchi, la telefonia, i pagamenti, i contratti luce e gas, permettendo agli italiani di avere più servizi dalla nostra azienda e facendo anche guadagnare i nostri azionisti che partivano da un valore di azienda di 8 miliardi e sono arrivati a 27 miliardi».
L’obiettivo è quello di fare sinergie e offrire agli italiani più servizi: digitali, cloud, energia, intrattenimento. Sul futuro di Tim è proprio Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste, a parlarne al Tg1: «Crediamo che la transizione e l’evoluzione della tecnologia dovrà essere accompagnata da Tim per famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni».
Antitrust permettendo, il passaggio del 15% da Vivendi a Poste potrebbe chiudersi in tempo per l’assemblea dei soci del 24 giugno. Resta da capire se Poste avrà già deciso, per quella data, come intervenire sul board della compagnia. Intanto domani, 1 aprile, è convocato il primo consiglio di amministrazione di Tim. (riproduzione riservata)