Poste chiude il 2022 con ricavi per 11,889 miliardi, da 11,220 di un anno prima e un utile netto di 1,511 miliardi, dai 1,580 miliardi precedenti. L’utile per azione, di conseguenza, passa da 1,214 a 1,158 euro. Gli analisti di Equita Sim si erano attesi 11,756 miliardi di entrate (e qui il gruppo guidato dall’ad Matteo del Fante ha battuto le attese) e 1,662 miliardi di utile (in questo caso il risultato è stato inferiore). L’Ebit 2022 del gruppo a 2,3 miliardi risulta in aumento del 24,1% sul 2021, a livelli record e più del doppio del 2017, quando è partito il piano industriale Deliver22. Il titolo apre in rosso giovedì 30 marzo a Piazza Affari, cede lo 0,9% a 9,43 euro per 12,45 miliardi di capitalizzazione. La società ha previsto un aumento del dividendo 2022 a 0,65 euro per azione (+10% anno su anno) che, ai valori attuali, corrisponde ad un dividend yield del 6,8% e a 0,71 euro nel 2023.
Con la nuova guidance, Poste ha fissato l'obiettivo di Ebit 2023 a 2,5 miliardi, con il contributo di tutti i settori di business che piú che compensa gli effetti negativi generati dall'inflazione sui costi e dai costi di avviamento del business di Poste Energia. L'utile netto è visto in crescita a 1,7 miliardi e anche l'obiettivo di dividendo è rivisto al rialzo a 0,71 euro (+9% su base annua), grazie a una maggiore visibilitá del capitale e alla generazione di flussi di cassa da parte di tutti i settori di business. I ricavi hanno raggiunto 11,9 miliardi nel 2022, +6% su base annua (3,1 miliardi nel quarto trimestre 2022, +13,3% anno su anno rispetto al quarto trimestre del 2021). I ricavi da corrispondenza, pacchi e distribuzione risultano stabili a 3,7 miliardi, quelli dei servizi finanziari aumentano del 3,9% a 5,8 miliardi, spinti dalla continua crescita del margine di interesse, i servizi assicurativi registrano nel 2022 risultati in crescita sia nel comparto assicurativo vita che nel ramo danni, con i ricavi che salgono del 15,7% a 2,2 miliardi.
Equita Sim conferma giovedì la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 12,5 euro su Poste dopo i conti 2022 del gruppo e la guidance sull'anno in corso. «L’Ebit (237 milioni, ndr) del quarto trimestre 2022 risulta sotto le attese per la svalutazione dei crediti fiscali, ma posizione di capitale resta solida. La guidance 2023 è in linea sul conto economico, meglio il dividendo», commentano gli analisti. Secondo gli analisti di Citi, i risultati di Poste (buy, target price 12,5 euro) hanno evidenziato un «Ebit 2022 migliore delle attese, mentre l’utile è stato influenzato da diverse voci una tantum». Anche se in calo, l’utile per azione risulta migliore del previsto in base al consenso. «La guidance per il 2023 è stata aumentata ancora una volta, alla luce delle tendenze di business favorevoli e della visibilità sui costi, mentre l'Ebit è in linea con il consenso e l’utile leggermente al di sotto, entrambi probabilmente a conferma dell'approccio conservativo dei manager». In relazione ai risultati del quarto trimestre, prosegue Citi, Poste ha riportato un utile netto di 86 milioni. Gli asset finanziari complessivi (Tfa) sono rimasti stabili a 562 miliardi rispetto al trimestre precedente, con 2 miliardi di deflussi dai depositi, controbilanciati da afflussi nei servizi amministrati (AuC, titoli quali azioni e bond, fra cui Btp) per 2 miliardi e nei fondi comuni (1 miliardo). (riproduzione riservata)