Poste Italiane chiude il 2025 con risultati record: 2,2 miliardi di utili (+10%) e 13,1 miliardi di ricavi (+4%). Traguardi arrivati in anticipo rispetto al piano 2024-2028, che hanno consentito al gruppo di aumentare del 16% la cedola pagata agli azionisti, a 1,25 euro, per un totale di 1,6 miliardi. «Un anno eccezionale», lo ha definito il ceo Matteo Del Fante che, in attesa del rinnovo del mandato con l’assemblea di aprile, ha iniziato a lavorare al nuovo piano strategico che sarà presentato entro fine anno e che accelererà sull’uso dell’intelligenza artificiale. Quello attuale, che scade a fine 2028, appare del resto superato dai fatti. Da aggiungere ci sono le sinergie con Tim, di cui Poste è diventata in questi mesi primo azionista con il 27% del capitale.
L’investimento iniziale di 1,3 miliardi già oggi ha più che raddoppiato il suo valore, e ci sono 10 gruppi di lavoro avviati per creare partnership di lungo termine tra Poste e Tim.
Intanto è iniziata la migrazione dei clienti Poste mobile verso l'infrastruttura mobile di Tim, in grado di generare circa 25 milioni di risparmi sui costi, e sono stati lanciati «prodotti assicurativi per le pmi a disposizione dei punti vendita di Tim e online, con risultati iniziali incoraggianti», ha ricordato Del Fante, aggiungendo che «al tempo stesso, stiamo andando verso l'insourcing di servizi selezionati, un intervento che potrebbe generare ricavi aggiuntivi fino a 100 milioni per Poste Italiane».
Si lavora poi alla possibilità di distribuire prodotti Tim negli uffici postali e Poste è anche in trattativa per rilevare da Cdp il 20% Polo strategico nazionale (di cui Tim ha già il 45%), la cui missione è creare un'infrastruttura cloud, sicura e sostenibile, per tutta la P.A. italiana.
Mentre è arrivata la notizia dell’ingresso del cfo di Poste, Camillo Greco, nel cda di Tim Brasil, con Andrian Calaza, ex cfo di Tim, presidente (con Nicandro Durante dimissionario).
Del Fante ha poi annunciato l’avvio di un’importante riorganizzazione, anche questa da definire nel nuovo piano: i servizi di pagamento di PostePay saranno integrati in BancoPosta con la creazione di un hub finanziario, a capo del quale, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, sarà chiamato Andrea Novelli. L’intenzione è ottimizzare l’impiego di capitale e potenziare le attività di cross-selling, con le attività di energy e telco, oggi in Poste Pay, che rimarranno nella capogruppo. Tra le novità di questi ultimi mesi c’è poi l'acquisto del 49% di PagoPa, su cui si deve pronunciare l’Antitrust.
Il mercato resta quindi in attesa del piano ma intanto Poste ha fornito la guidance 2026 che prevede un utile di 2,3 miliardi, al netto del contributo di Tim, e un pay out ratio di almeno il 70%. Nel nuovo piano ci sarà tanta AI, «acceleratore di crescita chiave, per ridurre i costi in modo sostenibile e aumentare i ricavi», ha anticipato Del Fante. Per il resto bisognerà attendere fine anno, con il titolo che ieri ha però sofferto, chiudendo a 23 euro (-1,5%). Una presa di beneficio dopo le rincorse degli ultimi mesi, con gli analisti che hanno promosso i conti. (riproduzione riservata)