skin track
Vi basta il 10%? Ecco 50 azioni e obbligazioni che rendono più del Btp – LE TABELLE
Corporate Italia Leggi dopo

Vi basta il 10%? Ecco 50 azioni e obbligazioni che rendono più del Btp – LE TABELLE

05 gennaio 2024, 20:00 Ultimo aggiornamento: 08 gennaio 2024, 11:09

Il 2024 si è aperto volatile. Ma sul mercato vi sono occasioni interessanti: bond generosi e titoli di Piazza Affari adatti a cavalcare la discesa dei tassi d’interesse. E una serie di titoli a Piazza Affari adatti alla transizione verso tassi più bassi e in odore di M&A | Bond 2024, sarà ancora Re Btp? Le ricche obbligazioni in euro da mettere in portafoglio – LA TABELLA | Il 2024 è l’anno dei bond che rendono in doppia cifra. 10 consigli di Jefferies su come investire (anche nelle azioni) | Piazza Affari, nuovi massimi nel 2024? 70 titoli a confronto, quale mettere nel tuo portafoglio

Il 2024 sarà l’anno dei bond. E di un’attenta selezione tra le azioni. Lo pensa gran parte degli analisti delle più importanti banche d’affari. Perché i tassi resteranno alti a lungo, ma Fed e Bce inizieranno a tagliarli e quindi le obbligazioni già sul mercato sono destinate a rendere di più, mentre le società rischiano un calo degli utili con un costo del denaro che resta ancora elevato. Gennaio, nel frattempo, è iniziato in maniera volatile, i verbali della Fed, dominati dall’incertezza, hanno messo scompiglio sui mercati che oggi scommettono sempre meno su un taglio dei tassi a marzo ma più aggressivo verso la fine dell’anno. Ne hanno pagato le conseguenze soprattutto le azioni tecnologiche a Wall Street.

Nel frattempo, a dimostrazione che i bond saranno centrali, Citadel Securities, colosso finanziario Usa fondato da Kenneth Griffin, sta ampliando lo staff senior a Parigi e Londra. Secondo quanto riporta Bloomberg, è in arrivo Sergio Colantuono da Nomura Holdings come responsabile del trading europeo sui tassi, così come Nicolas Jacques da Goldman Sachs che si occuperà di titoli di Stato in euro.

Uno storico rally dei bond

La corsa di fine anno dei bond, che ha fatto alzare i prezzi e contrarre i rendimenti, «si è arrestata poco prima di Capodanno con l’inizio di vendite dovute probabilmente anche a delle presa di profitto degli operatori  prima della chiusura fiscale – interviene Giacomo Alessi, analista obbligazionario di Finint Private Bank - Il Btp decennale dopo aver chiuso il 27 dicembre al 3,47%, è salito di oltre 30 punti base in poche sedute, simile destino per i più importanti decennali mondiali come Bund e T bond che hanno allargato di oltre 20 punti base. Il movimento è abbastanza fisiologico dopo la discesa verticale degli ultimi due mesi dell’anno». Un movimento che è continuato a inizio gennaio, venerdì 5 il Btp decennale rendeva il 3,8%.

I primi dati inflattivi dell’anno sono «sostanzialmente in linea con le attese. Il mercato primario è partito a tutta forza con tanti governi e istituti finanziari accorsi al mercato dei capitali. Si prospetta un anno molto prolifico sul primario europeo con i rendimenti decisamente più bassi rispetto agli scorsi anni», prosegue Alessi.

Obbligazioni da 10%

I bond già sul mercato offrono in questa fase rendimenti ancora interessanti e sopra il tasso di inflazione europea, che si è assestato al 2,9% a dicembre 2023. Nella tabella allegata viene elencata una decina di titoli in euro a basso rischio di credito tra i quali spiccano diversi emittenti tedeschi e Paesi emergenti (con emissioni in dollari) per trovare rendimenti superiori alla media dei paesi sviluppati, che toccato il 10%. «Il mercato dei titoli emergenti – interviene Alessi – ha performato con forza nel 2023 ed il trend dovrebbe ripetersi nel 2024». Tra i titoli più rischiosi e ad alto rendimento emergono Pemex e Petrobras, gruppi petroliferi di rilevanza nazionale rispettivamente in Messico e Brasile con debito elevato «ma che sono sempre stati sovvenzionati nei momenti di vulnerabilità dai rispettivi governi Stati», spiega l’analista di Finint Private Bank.

Occhio ai default in aumento

I mercati del credito hanno realizzato ottime performance negli ultimi due mesi del 2023, ricorda Francesco Castelli, responsabile obbligazionario di Banor. Dopo un anno e mezzo di «rapidissimo restringimento monetario, le banche centrali sono probabilmente arrivate al picco dei tassi. Dalle dichiarazioni della Fed, risulta una chiara volontà di considerare una riduzione, se l'inflazione continuasse a scendere. Meno esplicita la Bce, ma anch'essa ormai da mesi in pausa».

Questo contesto di politica monetaria, ormai in pausa, assieme all'indebolimento del ciclo economico, «hanno scatenato un rialzo di proporzioni storiche, con guadagni medi, in soli due mesi, nell'ordine del 10%. Abbiamo visto alcuni titoli ultra lunghi, come le scadenze cinquantennali, realizzare recuperi di oltre 40%. Bene anche il credito, con lo spread in contrazione».

Dopo questa bellissima performance, però, Castelli ritiene che gli investitori obbligazionari debbano entrare «in una fase di maggiore prudenza. Temiamo che le aspettative di forti ribassi (quasi 1,5% di tagli per fine 2024) possano essere eccessive». E di conseguenza il gestore sceglie «un posizionamento prudente di duration. Prudenti anche sul credito, dove preferiamo gli emittenti ad alta qualità: l'indebolimento del ciclo andrà a colpire gli emittenti più deboli, con un aumento dei fallimenti già visibile nei dati». 

La doppia sfida di Piazza Affari

Per quanto riguarda invece il settore azionario, nel corso del 2023 Piazza Affari si è affermata come la «protagonista indiscussa del panorama finanziario europeo, registrando un +28%, trainato dalla solidità del settore bancario – spiega Gabriel Debach, market analyst di eToro - Tuttavia la piazza milanese ora si trova di fronte a una duplice sfida: da un lato la necessità di spezzare il ciclo altalenante che caratterizza gli andamenti annuali dal 2014, con alternanza tra rendimenti positivi e negativi». La seconda sfida si presenta sotto forma di una partenza incerta, seguendo l'evoluzione globale, che ha portato il principale indice italiano a registrare un «valore negativo nel suo rally di Santa Claus (-0,86%), sottolinea Debach. Da notare che, storicamente, il Ftse Mib ha mostrato un progresso medio del 6% negli anni, con un rally di Santa Claus positivo dal 2001».

La forza del dividendo

In questo scenario, il peso del dividendo emerge come elemento chiave per gli investitori a lungo termine. Debach cita in tal senso titoli come Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Unipol, Poste Italiane, Stellantis, Banca Mediolanum, Italgas, Generali, Enel ed Eni che «potrebbero offrire opportunità interessanti». Oltre a questa prospettiva, è fondamentale tenere «sotto stretta osservazione il declino di Campari – sottolinea l’analista - che ha registrato una caduta superiore al 20% rispetto ai massimi dello scorso luglio e continua a cercare il proprio livello di supporto. Nonostante le incertezze legate a un possibile rallentamento economico, il multiplo prezzo/utili atteso nei prossimi 12 mesi di 25 volte, il titolo si colloca appena sopra la sua media storica di 21,9 volte, suggerendo potenziali opportunità di investimento».

Un altro titolo interessante per Debach è Alerion Clean Power, che ha attraversato un 2023 «contrassegnato da una significativa correzione del 17% dopo tre anni di crescita eccessiva. Con la prospettiva di un possibile termine del ciclo di rialzi sui tassi, si osserva una riduzione delle preoccupazioni legate al debito aziendale. L'interesse rinnovato per il settore delle energie rinnovabili, considerato un perdente nel 2023, potrebbe portare a una rinnovata competitività nel 2024».

Due banche sotto la lente

Anche Fabio Caldato, portfolio manager del fondo AcomeA Strategia Dinamica Globale, ha aiutato MF-Milano Finanza a individuare una serie di titoli di Piazza Affari da tenere ora sotto osservazione. Per esempio Mps, dal momento che «la banca ha ritrovato la fiducia degli investitori e l’uscita annunciata dello Stato italiano dall’azionariato sarà un fattore positivo poiché renderà la banca senese attiva in ottica m&a». Il secondo titolo finanziario è Banco Bpm, perché con «banche centrali meno colombe di quanto atteso e prezzato dal mercato, potremmo assistere a tassi di mercato leggermente più alti e tatticamente le azioni bancarie dovrebbero giovarne. Banco Bpm rimane, in questo contesto, una delle preferite».

La finanza specializzata

Nel segmento dei titoli finanziari specializzati, il gestore di AcomeA indica Bff, la banca attiva nel settore del factoring: «rimane una cash cow di spicco e con un dividendo in area doppia cifra va inserita in portafoglio, nonostante la crescita dei volumi sia da monitorare». L’altro titolo è Generalfinance, small cap che «si sta evidenziando per solidità patrimoniale, gestionale e di crescita del business. Rimane un’azione poco liquida, ma dalle ottime prospettive».

Tech e semiconduttori

Sebbene il settore dei semiconduttori sia «volatile e di difficile interpretazione in questa fase di economia, StM rimane un’eccellenza e un’allocazione almeno marginale, in un portafoglio diversificato in titoli italiani, risulta preferibile, con ottica però di medio termine e non di breve», riprende Caldato. Che su Telecom Italia sottolinea la situazione di «special situation su cui crediamo molto e il cui valore pare essere ben superiore agli attuali corsi di borsa. Aggiungiamo che il settore telco europeo potrebbe riservare sorprese positive nel 2024».

Le torri di trasmissione, aggiunge poi il gestore di AcomeA, rimangono un settore da tenere d’occhio: «Raiway unisce multipli a sconto a un possibile catalyst di prezzo legato al m&a. Bilancio sano e dividendo interessante permettono un investimento paziente».

Petrolio, rinnovabili e utilities in portafogli

Eni, secondo Caldato, potrebbe risultare ancora una «buona copertura in portafoglio in caso di tensioni geopolitiche globali che possano generare fiammate sul prezzo del petrolio. In aggiunta, presenta buoni multipli e un importante dividendo». Quanto invece al capitolo energie rinnovabili, «si sono sgonfiate ma rimangono in trend di crescita secolare. Chi detiene gli asset ha subito il rialzo dei tassi. Erg si trova oggi in un contesto di re-rating che potrebbe continuare nel corso del 2024. Valutiamo un investimento su prezzi più bassi, ma giudichiamo positivamente l’azienda ligure».

Le utilities giovano allo stesso modo di tassi «al ribasso e Italgas, assieme a Iren, si pongono come esempio classico per sfruttare questo trend nel 2024».

Sul fronte dell’industria di base, Danieli, azienda friulana, è una delle «eccellenze italiane, potendo competere a livello mondiale per tecnologia e dimensioni nella produzione di impianti siderurgici. I multipli rimangono attraenti e un’operazione di conversione delle azioni risparmio è ancora possibile», nota Caldato.

Quanto al betting, Lottomatica, società di scommesse, è tornata in borsa «con un’accoglienza tiepida da parte degli investitori», riprende. I numeri degli ultimi trimestri sono tuttavia a sostegno dell’investimento. E’ un business difensivo anche in caso di recessione. Nel campo dei trasporti su rotaia, la milanese Fnm riscuote «pochi favori tra gli investitori a causa di una visione probabilmente influenzata dal connubio politico. Il business, tuttavia, è solido e i multipli non giustificabili, seppur applicando uno sconto. Per questo motivo la riteniamo un ottimo investimento per chi volesse avere esposizione alle infrastrutture», spiega Caldato.

Bellezza, lusso e m&a

Nel settore della moda e del beauty di Piazza Affari, il gestore indica Intercos, attiva nel settore della cosmetica, «compete a livello globale soprattutto con aziende coreane. Il comparto ha avuto un boom negli ultimi anni attraverso anche l’allargamento delle fasce di consumatori con i più giovani attivamente presenti. I multipli non sono a sconto, ma il business è resiliente e in crescita».

Su Salvatore Ferragamo, Caldato ricorda che la maison fiorentina «non riesce a invertire il trend laterale che caratterizza sia il valore delle azioni che il business industriale. Non riteniamo utile inserire in portafoglio il titolo nel breve, ma in caso di ribassi potrebbe risultare sensato. Il valore del brand rimane immutato e in un contesto internazionale di m&a nel lusso, Ferragamo potrebbe essere una preda».

Salute

Diasorin ha sofferto «dalla tragica euforia del post Covid con il business della diagnostica in forte calo. Le azioni hanno raggiunto livelli interessanti e l’azienda potrebbe essere attraente in ottica difensiva, in caso di indici in calo», ragiona il gestore. El.En, invece, small cap attiva nel settore del laser, «risente di un mercato in contrazione e del versante Cina di scarsa visibilità. Non riteniamo che il trend sia destinato a cambiare radicalmente, ma le azioni vanno messe in watching list in caso di cali, in ottica di accumulo per il medio termine». Svas Biosana è un’altra micro cap che si distingue «per qualità e comprensibilità del business attiva in ambito sanitario; multipli opportuni e profilo di crescita all’estero si accompagnano a una modesta liquidità, che impedisce un investimento se non di lungo termine».(riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO ILLIMITATO + MF GPT LIGHT
Accesso al sito, alle newsletter e il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + MF GPT PRO
Accesso al sito, alle newsletter e il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT

188,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)