La Popolare di Sondrio chiude il suo miglior semestre di sempre sul fronte dei profitti. La banca guidata dal direttore generale Mario Alberto Pedranzini ha archiviato i primi sei mesi del 2024 con un utile netto di 263,6 milioni (+27,3%) dovuto al rafforzamento dell’attività bancaria caratteristica, i cui proventi hanno toccato i 750,7 milioni (+20,7%).
In questo caso il merito è dell’incremento del margine d’interesse, salito a 538 milioni (+25,9%), e delle commissioni nette, aumentate a 213 milioni (+9,3%) grazie al contributo della bancassurance, del risparmio gestito e dei servizi di incasso e pagamento. I risultati raggiunti però non hanno spinto il titolo che il 6 agosto ha terminato gli scambi a 6,23 euro, in calo dello 0,9%.
Nemmeno l’incremento delle stime sul margine d’interesse dell’intero 2024 è riuscita a dare una scossa in borsa. «Anche alla luce dell’andamento particolarmente positivo dell’attività caratteristica della banca, miglioriamo l’outlook del 2024 con un target di almeno 950 milioni», è l’annuncio del cfo Massimo Perona. In precedenza l’istituto valtellinese prevedeva un margine di interesse di circa 900 milioni, mentre il 2023 si era chiuso con 937 milioni.
«Crediamo che sia giunto il momento per rivedere il nostro piano industriale e stabilire un nuovo punto di partenza su cui confrontarci», rivela allora Pedranzini. «Ci aspettiamo una crescita delle commissioni nette tra il 5 e il 10%, ma vorremmo avvicinarci di più al 10%. Continuiamo a presidiare il costo del rischio e il cost/income, e abbiamo deciso di mantenere il payout del 2023 pari al 55%».
Il primo semestre della Popolare di Sondrio si è chiuso anche con un miglioramento della raccolta diretta da clientela a 42,8 miliardi (+0,9%). Il merito è dell’incremento della componente riveniente dagli investitori istituzionali legata al collocamento di nuovi prestiti obbligazionari. Anche la raccolta indiretta è aumentata a 48,4 miliardi (+4,6%) grazie all’andamento favorevole dei mercati finanziari.
I finanziamenti verso clientela invece sono rimasti sui livelli di fine 2023, cioè a 34,6 miliardi (+0,3%), ma le erogazioni del periodo sono salite a 2,7 miliardi (+6,3%). Da notare anche l’incremento dei costi operativi a 317,8 milioni (+14,1%), con la voce riferita alle spese per il personale salita a 151,6 milioni (+6,8%) per effetto del rinnovo del contratto bancario. Nonostante tutto il cost-income ratio è sceso al 39,1% dal 40,6% del giugno 2023.
Segnali positivi sono arrivati poi dal fronte dei crediti deteriorati. Nel semestre l’indicatore npl ratio lordo si è ridotto al 3,8% (4,2% a giugno 2023), valore in linea con il 3,7% di dicembre, mentre quello netto è sceso all’1,6% (1,7% a giugno 2023). Al contrario il costo del rischio è salito a 60 punti base (47 punti base a giugno 2023), valore comunque inferiore ai 65 punti base di dicembre.
Nella prima parte del 2024 la Popolare di Sondrio è riuscita inoltre a rafforzare i coefficienti patrimoniali. Nel semestre il cet1 ratio fully phased è aumentato al 15,8% dal 15,7% del giugno 2023 e il total capital fully phased è cresciuto al 18,6% dal 18,3% del giugno 2023.
«I risultati conseguiti nel secondo trimestre confermano il trend più che positivo di crescita osservato sin da inizio anno, consentendoci di presentare una semestrale proiettata di nuovo verso l’alto, con l’utile netto che si attesta a 263,6 milioni di euro, trainato dallo sviluppo dell’attività bancaria caratteristica in rialzo di oltre il 20% anno su anno», aggiunge Pedranzini.
«Siamo fiduciosi di poter proseguire in questo percorso virtuoso di crescita della performance anche nella seconda parte del 2024. I risultati sono il frutto di un modello di business solido, equilibrato e opportunamente diversificato che mira a soddisfare i bisogni e le aspettative della clientela, remunerando appieno il capitale di rischio che soci e investitori hanno voluto consegnarci». (riproduzione riservata)