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Poltrone, Meloni prepara la seconda tornata di nomine delle partecipate pubbliche: 112 posti in gioco
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Poltrone, Meloni prepara la seconda tornata di nomine delle partecipate pubbliche: 112 posti in gioco

07 novembre 2025, 21:30

Entro la prossima primavera sono da rinnovare o confermare i vertici di 17 partecipate pubbliche. Ci sono le big Enel, Eni, Leonardo, Poste e Terna. Ma anche PagoPa, Stretto di Messina e Sport e Salute 

Entro la primavera del 2026 Giorgia Meloni dovrà indicare 112 consiglieri di amministrazione da posizionare in 17 società partecipate in scadenza nei prossimi mesi. Lo ha calcolato per Milano Finanza il centro Studi CoMar diretto da Massimo Rossi. La seconda tornata di nomine dei vertici delle partecipate pubbliche timbrata dall’esecutivo Meloni è l’ultima prima delle elezioni del 2027 - che si dovrebbero tenere a giugno, non settembre come nella scorsa tornata - quindi serve a cercare di prolungare l’influenza del governo anche in caso di sconfitta alle urne. La via dell’esecutivo è la tendenziale continuità sugli amministratori delegati, forti degli importanti risultati raggiunti, ma la sostituzione di alcuni presidenti.

Partendo dalle big four, il colosso della difesa e degli armamenti Leonardo cerca 12 consiglieri. Mentre si va verso la riconferma dell’ad Roberto Cingolani. D’altronde, complici le tensioni internazionali, il titolo dal suo insediamento ha visto un rialzo del 549% e la capitalizzazione è passata da 4,5 a 29,2 miliardi di euro. Al contrario la permanenza del presidente Stefano Pontecorvo è improbabile per incomprensioni politiche.

Stesso dualismo riscontrato anche per Enel ed Eni. Da un lato il presidente Paolo Scaroni non dovrebbe essere riconfermato mentre l’ad Flavio Cattaneo - avendo abbattuto il debito e quasi siglato il raddoppio del peso dell’azienda a Piazza Affari a 86,2 miliardi - sembra blindato per un rinnovo. Dall’altro lato, all’Eni Claudio Descalzi è destinato a un quinto e storico mandato: il titolo del Cane a sei zampe ha guadagnato il 22% negli ultimi tre anni, salendo a 15,13 euro. In bilico invece il presidente Giuseppa Zafarana, ex generale della Guardia di Finanza. Si ipotizzano come sostituti il capo della Gdf Andrea De Gennaro, che scade proprio in primavera, ed Elisabetta Belloni, già direttrice del Dis.

Doppia conferma in vista per il quarto mandato in Poste Italiane per l’ad, Matteo Del Fante e il dg Giuseppe Lasco. Duo che ha esteso ampiamente il raggio di azione di Poste, che adesso detiene un quarto delle quote di Tim e ha una partecipazione in Mediobanca, e ha visto la sua quotazione triplicare.

Le altre quotate in scadenza

Oltre alle big four il governo Meloni è chiamato a scegliere i vertici di altre tre partecipate quotate, ricordano gli analisti di CoMar: Mps, Enav e Terna. Ad aprile compie tre anni il board dell’Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo, guidato dall’ad Pasqualino Monti, e per quel mese la banca controllata dalla famiglia Del Vecchio, Francesco Gaetano Caltagirone e (con il 4,8%) dal Mef, dovrà scegliere 15 nuovi consiglieri. Nonostante la capitalizzazione di Monte dei Paschi di Siena sia lievitata a 21,4 miliardi (dai 2,5 miliardi di ottobre 2022) e la scalata vittoriosa in Mediobanca, non sembra sicura la riconferma dell’attuale ad Luigi Lovaglio. Al suo posto si fa il nome di Del Fante, che sembrerebbe in lizza insieme a Cattaneo anche per la sedia del ceo di Generali Philippe Donnet.

Terna conta invece 13 consiglieri in scadenza. Non sembrano esserci motivi per sostituire Giuseppina Di Foggia, dato che la spa della rete di trasmissione elettrica ha toccato nel 2025 il massimo storico a 9,1 euro per azione e ha distribuito 2,1 miliardi di dividendi in tre anni.

Gli equilibri da trovare nel mondo dell’energia

L’energia è protagonista indiscussa dei giri di poltrone della prossima primavera. Oltre a Terna sono in scadenza i vertici di Sogin, in un momento in cui il nucleare è tornato in auge come strumento per raggiungere l’autosufficienza energetica nazionale in modo sostenibile. E tra le partecipate di secondo livello del Mef spiccano tre controllate e società per azioni del Gse (Gestore dei servizi energetici) con cinque consiglieri da rinnovare ciascuna: Gme (gestore dei mercati energetici), Rse (Ricerca sul Sistema Energetico) e l'Acquirente Unico. Su questi pende l’incognita Arera. Al posto del presidente Stefano Besseghini è in pole Pietro Maria Putti, ad del Gme, mentre per uno dei quattro posti da consigliere è in lizza il forzista Giuseppe Moles (ad di Acquirente Unico).

Novità in primavera per Stretto Messina e PagoPa

Tra le partecipate pubbliche con caselle da riempire ci sono diverse società di cui il Mef detiene direttamente quote azionarie recentemente sotto i riflettori. La bocciatura della Corte dei conti al progetto del Ponte sullo Stretto ha reso ancora più delicata la scadenza dei vertici della spa Stretto di Messina. Anche se il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha ribadito l’intenzione di proseguire nell’intento, prospettando l’inizio dei cantieri nel 2026.

Cercasi anche nove consiglieri per Amco, per cui il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha auspicato in audizione sulla manovra 2026, un ruolo rafforzato per aiutare i Comuni a riscuotere i loro crediti. Il governo è chiamato a scegliere anche cinque nomi per il consiglio della Zecca dello Stato e l’amministratore unico di PagoPa, al centro delle cronache per le mire sul suo 49% da parte di Poste. Novità in vista anche per Consap, la Concessionaria di servizi assicurativi che è pronta a fare la sua parte nell’attuazione del Piano Casa lanciato dalla premier Meloni, ha più volte ribadito l’attuale presidente Sestino Giacomoni. Tra i consigli da rinnovare c’è anche quello di Sport e Salute, la spa pubblica a cui è affidata l’attuazione dei grandi eventi sportivi che l’Italia ospiterà nei prossimi anni, dall’America’s Cup agli europei di calcio 2032. Passando alla Difesa è da rinnovare il board di Difesa servizi spa, che ha gestito il tour mondiale dell’Amerigo Vespucci - con un ritorno di 3 miliardi per lo Stato - e sta riqualificando tutti i musei delle forze armate. (riproduzione riservata)



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