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Poltrone, il governo Meloni è chiamato a fare 58 nuove nomine entro marzo. I nodi Arera e Consob
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Poltrone, il governo Meloni è chiamato a fare 58 nuove nomine entro marzo. I nodi Arera e Consob

31 ottobre 2025, 22:00

I vertici dell'autorità guidata da Stefano Besseghini sono stati prorogati fino a fine 2025, perché non si riesce a sciogliere lo stallo. Mentre Federico Freni, sottosegretario leghista, è il favorito per sostituire Paolo Savona in Consob . La scelta avverrà in primavere in concomitanza con le scadenze delle grandi partecipate pubbliche

La manovra 2026 è arrivata al Senato. È iniziato quindi l’iter parlamentare di due mesi in cui i quattro partiti di centrodestra che formano la maggioranza di governo sono - per il quarto anno consecutivo - alla ricerca dell’equilibrio tra le rispettive esigenze, il tutto nel recinto irremovibile dei 18,7 miliardi di coperture stabilite. Parallelamente però entro il 31 marzo 2026 dovrà essere trovata una quadra per nominare ben 58 nuovi consiglieri, direttori generali e presidenti, in 34 enti, agenzie e autorità amministrative pubbliche. Spaziando dall’Arera alla Consob, passando per l’Agenas e l’Agea. Questa la fotografia scattata dal rapporto di Monitoraggio e Controllo sulle nomine negli enti pubblici di settembre del Servizio per il controllo parlamentare della Camera.

Il nodo Arera

I vertici scaduti da più tempo sono quelli dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera): si lavora da agosto a un compromesso tra maggioranza e opposizione per nominare i sostituti del presidente, Stefano Besseghini, e dei quattro consiglieri di amministrazione Gianni Castelli, Andrea Guerrini, Clara Poletti e Stefano Saglia. Il governo è già dovuto intervenire approvando un decreto ad hoc per consentire una proroga dell’attuale collegio fino al 31 dicembre 2025. Ciò comporta però che l’Authority continuerà ad avere poteri limitati agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti fino alla fine dell’anno. Secondo fonti parlamentari poi si starebbe lavorando per aumentare gli attuali cinque componenti a sette e a un ulteriore decreto per aggirare il principio delle competenze nella scelta del Collegio: il governo starebbe pensando di ridurre la soglia attuale dei 2/3 dei componenti delle Commissioni parlamentari competenti per dare il via libera alle nomine.

Intanto da qui a dicembre una scelta andrà fatta, anche se la partita è tutt’altro che chiusa. Sembrano cambiate di nuovo le carte: Pietro Maria Putti, ad del Gme, avrebbe superato il commissario per la siccità, Nicola Dell’Acqua, nella corsa alla presidenza al posto di Besseghini. Anche sui commissari si rincorrono i dubbi su ciascuno dei membri dell’accordo tra parti raggiunto quest’estate ossia l’ex deputato Pd ed ex direttore generale di Ispra, Alessandro Bratti, la leghista Laura Ravetto, il forzista Giuseppe Moles (ad di Acquirente Unico) e l’ex senatore M5S Gianni Girotto.

L’incremento del numero di consiglieri potrebbe essere esteso anche ad altre autorità indipendenti in scadenza. Per esempio l’Antitrust, il cui collegio ridotto da cinque a tre componenti dal primo decreto del governo di Mario Monti è ora presieduto dal magistrato Roberto Rustichelli che terminerà il mandato - non rinnovabile - fra sei mesi.

Vitale verso la riconferma in Agea

Il governo si è mosso invece ancor prima della scadenza per confermare per altri tre anni l’attuale direttore dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), Fabio Vitale. L’ex Mise e Inps è molto vicino al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, proprio colui che ha firmato la lettera per il suo rinnovo.

Non è possibile una riconferma invece per il presidente dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) Stefano Laporta, perché ha ricoperto già due volte l’incarico. Tutto da decidere anche per tre enti pubblici altrettanto specifici: ad ottobre è scaduto il presidente dell’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp), Natale Forlani, già segretario nazionale della Cisl e dg del ministero del Lavoro; e bisognerà aspettare febbraio 2026 per la scadenza di Antonio Felice Uricchio alla guida dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur). In questo caso il processo tecnico è complesso: è il ministro dell’università e della ricerca a scegliere i nomi tra un elenco di 10-15 candidati, definito da un comitato di cinque membri designati uno ciascuno, dal ministro, dal segretario generale dell’Ocse e dai presidenti dell’Accademia dei Lincei, dell’European research council e del Consiglio nazionale degli studenti.

C’è particolarmente caos sulla strada del rinnovo dei vertici dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), commissariata dal governo. Dopo le dimissioni del direttore generale Domenico Mantoan, che seguivano l'allontanamento dalla poltrona della presidenza di Enrico Coscioni, è stato scelto Americo Cicchetti, già dg della programmazione del ministero della Salute, come commissario straordinario di Agenas.

La scelta del sostituto di Savona alla Consob

Il governo Meloni ha poi fino all’8 marzo 2026 per trovare un sostituto a Paolo Savona, in quanto presidente della Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob), scelto durante il governo Conte I, composto dal M5s e dalla Lega. Il nome più accreditato, ancora senza smentite ufficiali, è quello di Federico Freni, sottosegretario leghista all’Economia con l’esecutivo Meloni e prima ancora con quello di Draghi. A favore del romano e romanista Freni giocano gli ottimi rapporti con il titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti, e la stima di Palazzo Chigi. A molti però farebbe storcere il naso il fatto che il quasi 90enne Savona (li compirà a ottobre 2026) dovrebbe essere sostituito dal giovane 45enne Freni, che neanche rientra nei criteri per essere eletto al Quirinale (servono 50 anni). Non si può però sottovalutare il fatto che Freni abbia lavorato alla riforma e alla stesura del nuovo Testo Unico della Finanza.

Se il sottosegretario appare in pole position, non sono da escludere altre opzioni: gli attuali commissari dell’Autorità Federico Cornelli e Gabriella Alemanno, sorella di Gianni. Ma è anche plausibile la candidatura di Renato Loiero, consigliere economico della premier.

Non si può sottovalutare il fatto che l’importante scelta della Consob avverrà in concomitanza con la scadenza dei vertici delle grandi partecipate pubbliche che continuano a macinare risultati anche per i soci: Eni, Enel, Leonardo, Poste, Terna e Snam. E in aprile scadono anche i vertici di Monte dei Paschi di Siena, la banca controllata dalla famiglia Del Vecchio, Francesco Gaetano Caltagirone e (con il 4%) dal Mef. Insomma si prospetta impegnativa l’ultima tornata di nomine che farà il governo Meloni prima del voto del 2027. (riproduzione riservata)



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