Si fa sempre più tragico il bilancio della piena improvvisa del fiume Bhote Koshi e le frane al confine tra Tibet e Nepal. Salgono a 180 le vittime accertate e oltre 1.300 i dispersi, di cui almeno 517 cittadini stranieri. Secondo la polizia nepalese, nel Paese risultano complessivamente disperse 823 persone, mentre il bilancio delle vittime è salito a 177.
Sul versante cinese, i media statali riferiscono che la colata di fango nell'area del porto di Gyirong, in Tibet, ha provocato tre morti. Altre 558 persone risultano disperse, tra cui 260 stranieri.
L’inondazione sarebbe stata causata dal crollo di un ghiacciaio. Lo ha annunciato ufficialmente l'Istituto geologico statunitense secondo il quale il terremoto di magnitudo 5.2 «è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti che ha causato conseguenze catastrofiche a valle».
I detriti trascinati dalla gigantesca alluvione che ha colpito la regione himalayana tra Nepal e Cina potrebbero avere formato dighe naturali e provocare una seconda ondata catastrofica in caso di cedimento. Questo l’avvertimento dell'International Centre for Integrated Mountain Development (Icimod).
La Cina ha attivato la risposta d'emergenza dopo le violente inondazioni che hanno colpito le aree al confine con il Nepal, attivando il livello II della risposta d'emergenza, il secondo più alto previsto dal sistema nazionale. Il presidente Xi Jinping ha ordinato di compiere «ogni sforzo possibile» nelle operazioni di ricerca e soccorso.
Le autorità hanno predisposto circa 30mila forniture di emergenza, tra cui tende, stufe, vestiti, coperte e letti pieghevoli, e stanziato 120 milioni di yuan, circa 14 milioni di euro, per gli interventi di ricostruzione e ripristino dopo il disastro.
Si sono mossi subito anche gli Stati Uniti, stanziando 500 mila dollari in aiuti per l'emergenza in Nepal. In particolare, l'amministrazione Trump ha destinato gli aiuti ad «alloggi di emergenza, beni di prima necessità e assistenza per l'acqua, i servizi igienico-sanitari e l'igiene delle comunità colpite» tramite l'organizzazione Catholic Relief Services, ha dichiarato il Dipartimento di Stato. (riproduzione riservata)