Pressing bipartisan per rinviare ancora una volta l’entrata in vigore dell’obbligo per le aziende italiane di assicurarsi contro i rischi delle catastrofi naturali. Lo slittamento già operato dal Milleproroghe dal 31 dicembre al 31 marzo 2025 dunque non è sufficiente né per le forze di maggioranza né per quelle di opposizione.
Partiti al governo e non propongono infatti come minimo di posticipare l’obbligo al 30 giugno 2025 se non di spostare il termine massimo al 31 dicembre 2025. Un emendamento del Pd va ancora oltre: prova addirittura con il 31 gennaio 2026. Da notare però che non risulta alcuna proposta a firma di senatori di Fratelli d’Italia. Questi sono solo alcuni dei 1.260 emendamenti al decreto Milleproroghe presentati in commissione Affari Costituzionali del Senato.
Non assumono un colore politico - provenendo da Forza Italia, Lega ma anche da Italia Viva - le richieste del rinvio di un altro anno (al 1° luglio 2026) dell’entrata in vigore della sugar tax, pensata per limitare il consumo di bibite a elevato contenuto di edulcoranti aggiunti.
Porta invece la firma della Lega il tentativo di prevedere una nuova rottamazione per le cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate fino al 31 dicembre 2023. Così come di matrice leghista è anche la richiesta del rinvio di un anno, dal 2026 al 2027, dell’aumento al 33% della tassazione sulle plusvalenze da cripto previsto in manovra. (riproduzione riservata)