Il Pnrr italiano procede sulla giusta strada ma dovrebbe accelerare per raggiungere tutti gli obiettivi al 2026. Sui 194,4 milioni di euro del Recovery che spettano all’Italia, finora ne «abbiamo ottenuti 122,3, pari al 63% della dotazione complessiva, e di questi è stato speso il 52%».
Per fare un confronto, la Spagna ha 163 miliardi assegnati, a oggi ne ha richiesti 48, pari al 30%, «cioè la Spagna ha richiesto meno di quanto l'Italia a oggi ha speso». Questa la fotografia scattata dal ministro per gli Affari europei e il Pnrr, Tommaso Foti, intervenuto in aula alla Camera al termine della discussione generale sulle mozioni di Azione e del Movimento 5 stelle sul monitoraggio e lo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il Piano si regge su 270.406 progetti, «di questi ne sono stati completati 164.566, pari al 60,86%. Questi valgono 46,43 miliardi e quindi il 33% dei 141 miliardi, che è il totale del paniere degli interventi». È evidente che quanto al valore - ha aggiunto Foti - che «prima si concludono i progetti che hanno minore impatto economico e quelli successivi sono quelli che hanno maggiore impatto economico».
E «non mi pare che aver completato il 60% dei progetti debba essere interpretato come un dato negativo», ribadisce il ministro. Certo non «va tutto bene». Vi è un 5% dei progetti «onestamente, va detto, che o non sono partiti o non si riescono a monitorare». Anche per questo «stiamo monitorando, stiamo premendo sugli enti attuatori che sono parecchi, diversi, in un piano così complesso, perché vi sia un'accelerazione sotto il profilo dei lavori e della spesa».
Allo stesso tempo proprio perché «le risorse le vogliamo utilizzare e non buttare siamo anche disposti a una riprogrammazione». (riproduzione riservata)