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Maratona Mont-Saint-Michel 2025. Géraud Paillot cammina per nove ore portando a termine il percorso, nonostante la sclerosi multipla. Il «miracolo» si chiama Kyogo (abbreviazione di «Keep On Going») ed è l’esoscheletro della B-Temia che ha permesso l’impresa, aprendo nuovi orizzonti di inclusione. L’episodio del maratoneta bretone non è un unicum. I dispositivi robotici indossabili stanno rivoluzionando non solo la sicurezza sul lavoro e l’ambito medico e riabilitativo, ma anche lo sport e le attività all’aria aperta, disegnando nuovi scenari. Un esempio? L’esoscheletro Hypershell Pro pensato per l’escursionismo: sensori basati sull’AI riconoscono il passo in ogni pendenza. Ciò garantisce un risparmio energetico muscolare che permette di coprire distanze maggiori. «Così anche le persone meno allenate possono tornare a vivere intense esperienze in montagna, che altrimenti non sarebbero più accessibili», afferma Georg Overs, direttore generale della regione turistica Villach, Faaker See, Ossiacher See, che ha promosso una particolare iniziativa: l’Hypershell Test Center per il noleggio e la prova sul posto dell’esoscheletro Hypershell Pro (presso la Happy SKIschule 3Ländereck sul Dreiländereck).

Ridurre lo sforzo fisico e rendere il trekking più piacevole è anche l’obiettivo dei pantaloni MO/GO che, grazie a un design ergonomico e adattivo, agiscono come esoscheletro promettendo maggior stabilità e potenza alle gambe. Nel dettaglio: all’interno del capo sono installati servomotori che assistono i movimenti dei quadricipiti e degli ischio-crurali. Ecco che allora ci si trova in salita con un aumento del 40% della potenza e una sensazione di riduzione del peso corporeo di 14 kg.

Anche lo slalom diventa quasi una «passeggiata» con Ski-Mojo, brevettato per sci e snowboard: riduce del 33% il carico sulle gambe assorbendo urti e vibrazioni, migliorando endurance e controllo nelle curve. Mentre il modello X1 di Dnsy sostiene anca e ginocchio durante tutti gli sport che sollecitano le articolazioni, come arrampicata, ciclismo e tennis. Grazie all’AI che promette una previsione rapida e precisa, la risposta arriva in 0,05 millisecondi. E non ci si deve più preoccupare di fronte a terreni impervi, il dispositivo si adatta automaticamente al suolo e ai cambiamenti di postura.

Si chiama Project Amplify, invece, il primo sistema di scarpe a propulsione assistita, firmata Nike. «Il nostro lavoro è sognare in grande, mettendo in primo piano l’atleta», ha dichiarato Michael Donaghu, vp of Create The Future, Emerging Sport and Innovation. «Il progetto è nato da una domanda: se trovassimo un modo per aiutare lo sportivo a muoversi più velocemente e su maggiori distanze con meno sforzo e più divertimento?».

La scarpa di prima generazione è stata creata con la collaborazione di Dephy, partner Nike esperto in robotica. Non è pensata tanto per ridurre i tempi dei runner più competitivi, quanto per l’appassionato che vuole arrivare più lontano. L’idea? Potenziare il suo movimento quotidiano, come se avesse un paio di polpacci extra. E un carico in più di solo svago. (Cristina Lantone) © riproduzione riservata