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Quando si dice «home fitness», il primo pensiero va alla cyclette d’antan, quella che tutti hanno voluto in qualche casa della propria vita e che, dopo un inizio entusiasmante, è finita nel dimenticatoio, trasformandosi in un comodo appendiabiti. Ebbene oggi l’allenamento a domicilio si presenta con tutt’altro appeal. Attrezzi sempre più evoluti, integrati agli altri dispositivi della domotica strizzano l’occhio al design contemporaneo. Uno fra tutti, i mirror smart.
A prima vista sembrano, a tutti gli effetti, autentici specchi. Ma in realtà si tratta di display interattivi, che offrono accesso a lezioni di allenamento su richiesta, sessioni di streaming live e routine di fitness su misura. Usano spesso i sensori di intelligenza artificiale e monitoraggio per personalizzare i workout individuali, offrendo anche un feedback in tempo reale sull’esecuzione dell’esercizio.

Un mix di interattività e prestazioni che presto ha conquistato sempre più credito: il mercato globale degli smart fitness mirror stimato intorno a 12,54 miliardi di dollari nel 2024, si prevede che crescerà con un tasso annuale del 25,60% fino al 2031, raggiungendo 125,41 miliardi di dollari. I motori principali di questa crescita? La crescente consapevolezza della salute, l’integrazione di funzionalità AI e IoT, la domanda di fitness domestico custom e l’espansione della domotica su larga scala. «In soli due metri quadri, si ha la possibilità di allenare tutto il corpo, grazie a tutti gli accessori inclusi. Proprio come una palestra all in one», spiega Alessandro Tarricone, ceo e founder di We Want More e co-founder insieme con Gianluca Tordi di Vorevo, casa produttrice del TrainPro Mirror. «Nei centri fitness è necessario passare da una stazione all’altra per stimolare i vari gruppi muscolari. Con questi attrezzi, invece, si ha a disposizione tutto quello che occorre per trattare il corpo intero con un solo macchinario».

Grazie alla digitalizzazione, inoltre, è possibile raggiungere un livello di profilazione molto elevato «All’interno del nostro dispositivo smart si può consultare una bacheca con oltre 200 esercizi divisi per gruppi muscolari e per accessorio, ognuno corredato da video tutorial», continua l’imprenditore. «Attraverso il touchscreen, l’utente imposta il carico digitale (che può andare dai 2 ai 100 kg). Inoltre sono disponibibili quattro tipologie di resistenza: isotonica, eccentrica, isocinetica e fluida. In base a queste impostazioni la persona può ideare una routine secondo esigenze molto specifiche». Naturalmente collegandosi all’app si possono monitorare i dati: calorie bruciate, peso massimo sollevato, volume totale dell’allenamento e altre informazioni utili per confrontare i progressi nel tempo. «Evolva, è disponibile su iOS e Android, ed è stata sviluppata con l’azienda We Want More. Funziona come ecosistema: consente di contattare personal trainer e nutrizionisti, che seguono a distanza gli utenti. Viene offerta una valutazione gratuita in videochiamata, piani di training e nutrizione a pagamento (1-3-6 mesi) e poi si accede a un e-commerce collegato ai nostri prodotti», spiega Tarricone.
La possibilità di customizzazione va a braccetto con la grande versatilità delle palestre digitali Mirror. «Si prestano non solo all’uso sportivo e classico, ma anche alla riabilitazione, grazie alle quattro tipologie di carico che consentono un’esecuzione controllata, adatta a diverse esigenze (bambini dai 14 anni, sportivi, anziani, post-trauma)», aggiunge il manager che, in azienda, porta anche il suo know how da personal trainer. La possibilità di creare profili multipli, fino a 20, consente a ogni membro della famiglia di usufruire di una scheda per obiettivi. «Gli anziani possono trarne un gran beneficio, per esempio, perché alcune modalità di forza (per esempio l’isocinetica) controllano il movimento e permettono esercizi sicuri».

Un vantaggio su tutti? «Lo specchio supporta il mirroring: si possono riprodurre contenuti dal telefono, ascoltare musica o guardare video su YouTube mentre ci si allena». Il modo migliore per non perdere motivazione, perché, si sa, è proprio la sostenibilità nel tempo a rendere un attrezzo efficace. «L’engagement dell’utente è maggiore, perché il percorso è più stimolante», conclude Tarricone. «Un plus è la flessibilità: ti alleni dove e quando vuoi, senza i vincoli. In più è una salva-spazio e digitale: rappresenta il futuro della fitness, che si sta sempre più spostando verso soluzioni tecnologiche, IoT e con intelligenza artificiale». © riproduzione riservata