È stato posticipato a domani, giovedì 27 marzo, il consiglio d'amministrazione di Pirelli che dovrà tentare di trovare una soluzione per la quota del socio cinese Sinochem, che rischia di mettere in pericolo il mercato Usa della multinazionale degli pneumatici. La riunione, inizialmente prevista per oggi, è stata spostata «per motivi di natura organizzativa».
Pirelli chiede al socio di Pechino di ridurre la sua partecipazione del 37%, a causa della normativa statunitense che dal 2027 introduce limitazioni per le aziende che hanno nell’azionariato una forte presenza cinese. Ma secondo diverse fonti, il cda di domani si preannuncia tutt’altro che in discesa, con la partecipazione diretta dei vertici Sinochem, tra cui il presidente Jiao Jian.
Tensioni si stanno facendo sentire anche sul titolo in borsa, con Pirelli che oggi, 26 marzo, ha chiuso in rosso del 2,8%. Negli ultimi tre giorni, la società ha perso circa il 4% del valore, soffrendo anche per i dati negativi del comparto auto, con il costante calo delle immatricolazioni in Europa.
Pirelli deve anche approvare il bilancio 2024, dopo i conti preliminari diffusi a febbraio che segnalavano ricavi per 6,77 miliardi di euro, in aumento dell’1,9% e superiori al target di 6,7 miliardi. Ma è chiaramente la futura governance e la partecipazione di Sinochem il tema principale sul tavolo del Consiglio di amministrazione.
Ai soci cinesi si chiede di scendere adesso sotto la soglia del 26,4%, ovvero di vendere circa il 12% delle azioni detenute, per un valore di 690 milioni di euro. A questo punto Camfin, che è il principale azionista di Pirelli, potrebbe decidere di incrementare la partecipazione, arrivando fino al 29,9%, comprando di conseguenza un altro 3,5%. Ma in caso Sinochem rifiuti questa soluzione, sarebbe possibile anche l’intervento del governo italiano, che potrebbe usare l’arma del Golden Power. (riproduzione riservata)