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Piccola, robusta e 100% Jeep: Avenger conquista la montagna lombarda

Dalle strade di Milano ai sentieri dell’Alta Valle Seriana, Jeep Avenger si dimostra compatta ma grintosa, ideale per un weekend tra natura, cultura e offroad. Un viaggio tra performance, stile e autenticità nel cuore delle Orobie

di Nicola D. Bonetti
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A metà del Medioevo, in vista della fine del primo millennio, i profeti di sventure spaventavano il popolino con la formula “Millanta e non più millanta”, da cui l’etichetta di millantatori, giunta fino ai nostri giorni. Quando si potrebbe esclamare, per il futuro dei modelli Jeep, l’analogo «Renegade e non più Renegade». La fortunatissima compatta, nonché prima Jeep costruita (anche) in Italia compie dieci anni, ma non avrà una serie successiva, almeno per qualche tempo. Eppure la «jeppettina», capace di superare il peccato originale, per i puristi del marchio, di aver usurpato il nome dal mitico (aggettivo scelto a ragion veduta) ed esclusivo allestimento delle Jeep CJ 5 e CJ 7: Renegade fu un nome tanto amato e diffuso, da diventare simbolo del modello stesso. Il modello attuale ha contato su due milioni di esemplari prodotti, mezzo dei quali destinati all’Europa, prima di passare il testimone alla già ben avviata, compattissima, Jeep Avenger.

Piccola, robusta e 100% Jeep: Avenger conquista la montagna lombarda

Al lancio di Avenger, Gentleman ha chiesto a Eric Laforge (allora responsabile Jeep per l’Europa), di inquadrare il modello: «In Italia Jeep ha raggiunto una visibilità pazzesca e la marca è vissuta come anche un po’ italiana. Dopo Renegade, la diffusione di Avenger sta dilagando: offre il motore termico a benzina, l’elettrico puro, le versioni e-Hybrid e 4xe» – benzina più ibrido per realizzare la trazione 4x4, presente nella gamma di ogni modello Jeep – «ci sono scelte per chiunque, compresi coloro che non si sentissero ancora pronti per il passaggio all’elettrico. Jeep Avenger e-Hybrid, inoltre, combina elettrificazione e cambio automatico, interpretando il desiderio di oggi di molti clienti, specialmente in Italia».

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Fedele alla filosofia Jeep, essenziale fin dalla Willys MB che del 1941 che creò la categoria fuoristrada originando quel marchio che la identifica tout-court, Gentleman ha scelto per la Prova Weekend la versione più semplice di Avenger: a benzina, con motore 1,2 turbo da 100 cavalli, senza altre integrazioni.

Alla guida mostra maneggevolezza, consistenza di sterzo e assetto, buona scorrevolezza, guidabilità gradevole dalla città all’autostrada, dalle zone collinari alla montagna. Dove apprezzare le modalità di guida: alle tre stradali Normal-Eco-Sport se ne aggiungono altrettante per il fuoristrada, Sand-Mud-Snow, con la comodità dell’hill descent control che frena automaticamente Avenger in discesa.

Piccola, robusta e 100% Jeep: Avenger conquista la montagna lombarda

Destinazione del weekend una zona secondaria dell’Alta Valle Seriana in provincia di Bergamo, per un turismo a breve distanza dalla metropoli, con approfondimenti storici e culturali, nonché gastronomici e, naturalmente, offroad come si conviene a una Jeep.

Da Milano, dove l’auto si destreggia con la facilità di guida da compatta e la sensazione di essere ben protetti anche dal traffico aggressivo, percependo il dna del marchio Jeep, si passa all’autostrada, dove il cambio a sei rapporti facilita la scorrevolezza. Uscendo a Bergamo dalla A4, meglio in orari con traffico scorrevole, si percorre la Valle Seriana,

con prima meta la capitale, Clusone.

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Città preromana dal particolare fascino, visse un periodo di ricchezza artistica con la Repubblica di Venezia dal 1427. Nel centro storico, dove si respira già l’aria di mezza montagna e, passeggiando, ci si trova di fronte all’orologio planetario nella piazza omonima. Simbolo di Clusone con le arcate del palazzo comunale e affreschi medievali, l’orologio risalente al 1583 è opera di Pietro Fanzago, che incuriosisce per i complessi meccanismi interni a contrappesi che consentono di indicare ora, giorno, mese, fasi lunari e segno zodiacale.

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Pochi passi ancora e si raggiunge la Basilica di Santa Maria Assunta: la chiesa più importante, alla sommità dell’abitato. Accanto alla maestosità, sul sagrato si affaccia l’altro simbolo clusonese: l‘affresco della Danza Macabra, sulla facciata orientata a Est dell’Oratorio dei Disciplini. Dipinto attorno al 1484 dall’artista locale Giacomo da Buschis è tra le più importanti rappresentazioni allegoriche dei temi medievali legati alla morte: trionfo, danza macabra e incontro dei tre vivi con i tre morti.

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Diverse le offerte per il pernottamento, secondo le esigenze: il massimo dell’accoglienza in zona – un classico da decenni – è nella Conca della Presolana. Il Milano Hotel Alpen Resort sa viziare per gastronomia ed enoteca, coccolando con la spa e le tradizionali attenzioni. Oppure ci sono agriturismi, anche di charme, o bed&breakfast con buon fascino, secondo i gusti, essendo la zona vocata al turismo sin dagli anni 50, nel comprensorio del comune di Castione della Presolana, adagiato ai piedi della montagna regina della vallata: massiccio calcareo alto 2500 metri, che si vede fin dall’autostrada. Alternativa rustica, per chi osasse la passeggiata con zaino di un’oretta scarsa ma senza difficoltà – lasciando l’auto a Malga Alta di Pora – si può pernottare (prenotando) al Rifugio Magnolini al Pian della Palù sul Monte Pora: con vista che spazia dalla Presolana al Lago d’Iseo. Per una nottata a tu per tu con le stelle, meglio ancora se con la luna.

Relax per essere pronti all’avventura della mattina successiva, scendendo da Castione fino a raggiungere, con piccola deviazione dalla Valle, l’abitato di Onore. Piccolo comune tra brevi valli confluenti, fu scelto come insediamento d’epoca romana in quanto non di passaggio e ben difendibile: il boom edilizio degli anni 60 mise alla luce tombe e accampamenti. Immerso nel verde, offre diverse escursioni fuori asfalto, che non necessitano di permessi di transito. Un tempo, storico paradiso del vanto orobico (così sono dette le montagne bergamasche) per il fuoristrada motociclistico (allora “regolarità”, oggi “enduro”) che generò campioni a tutti i livelli, l’area consente escursioni turistiche e paesaggistiche, con crescenti difficoltà. Valide per mettere alla prova la mobilità di questa piccola Jeep, che mostra di valere il marchio.

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Si procede apprezzandone la robustezza e la solidità costruttiva, senza pericoli né danni alla vettura stessa, lungo sterrati e fiumi di ghiaia e roccia (i “ghiaioni”), come mostrano le immagini. Tutto senza trazione integrale, come si nota nei passaggi più impegnativi con qualche slittamento anteriore, attenuato dal controllo di trazione. Permettendo comunque buona mobilità: consentita soprattutto dalla robustezza del pianale – anche staccando una ruota da terra non evidenza flessioni – e dal profilo inferiore, con i relativi angoli caratteristici: altezza da terra oltre 200 mm, angoli d’attacco e di dosso di 20°, di uscita di 34°, che limitano le interferenze con il suolo.

Jeep Avenger è degna del marchio per immagine – non si limita solo alla calandra che richiama le storiche feritoie verticali – ma soprattutto per le doti sopra descritte, alle quali si aggiungono la solidità duratura e la tipica percezione al volante di ogni Jeep: il senso di protezione, dalla città alla montagna.

Piccola, robusta e 100% Jeep: Avenger conquista la montagna lombarda

L’attività fuoristrada tra simili paesaggi dove regna la natura, rilassa la mente e, con l’aria frizzante dei monti, mette appetito. Ideale il picnic, ma a pochi minuti, uscendo dall’abitato di Onore lungo la strada verso Songavazzo, si può pranzare con la certezza della tradizione. Il ristorante La Baitella è panoramico con vista del massiccio della Presolana, offre un ambiente semplice e curato, con menu di primi orobici: casoncelli della Baitella, foiade ai porcini, rostraccheri (pizzoccheri di farina di mais rostrato rosso), gnocchi di zucca con trota, broccoli e pomodorini; spaghettoni Baitella 1976, trofie zola e salsiccia 1991. Per proseguire con le carni alla griglia, le tagliate e i secondi di ogni genere: tra i quali da non perdere i porcini con polenta. Infine, i dolci, per una degna conclusione, incorniciando il ricordo di un particolare weekend da «Jeepers». Con gusto. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 15/09/2025 11:36
Ultimo aggiornamento: 15/09/2025 11:37
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