A Piazza Affari continuano a prevalere le vendite, con l'indice Ftse Mib che si attesta a 22.269 punti (-0,96%). A essere penalizzate sul listino sono soprattutto le banche. D'altronde i finanziari beneficiano dello spread in discesa, ma sono invece penalizzati da una prospettiva di tassi ai minimi ancora a lungo. Banco Bpm segna un -2,62%, Ubi un -2,53%, Bper un -2% e Mediobanca un -0,98%.
Hanno un andamento contrastante, invece, le utility con Enel (+1,17%) e Italgas (+0,54%) in positivo, mentre correggono Terna (-1,4%), Snam (-1,2%), A2A (-1,1%). Oggi Equita sim consigliava cautela verso questo settore. Il Presidente della Bce, Mario Draghi, "ha bilanciato i propri messaggi, annunciando la fine del QE, ma rassicurando i mercati sulla dinamica dei tassi", ricorda Equita Sim. Ma gli esperti invece confermano comunque "una visione più prudente sui tassi d'interesse, mantenendo un sottopeso in portafoglio sulle utility, in quanto la fine del QE e l'aumento dell'inflazione (la stessa Bce vede un aumento all'1,6% nel 2019 dall'attuale 1%) può portare ad un aumento dei tassi più marcato rispetto alle attese di mercato".
Proprio l'interpretazione delle parole pronunciate ieri da Draghi sembra essere la chiave della giornata di oggi, dopo che ieri il mercato aveva accolto con favore il doppio messaggio lanciato da Francoforte. Resta poi sempre presente il timore degli effetti della guerra commerciale.
Intanto continua ad apprezzarsi Ferrari (+0,51% a 127,8 euro), su cui continuano i giudizi positivi degli analisti. Ieri Berenberg ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo a 135 euro, oggi Banca Akros ha migliorato il target price a 132,5 euro. In entrambi i casi la raccomandazione è buy. Positive anche Stm (+0,71%) e Salvatore Ferragamo (+0,6%).
Prosegue l'effetto Bce sullo spread Btp/Bund, in netta contrazione a 216,592 punti base rispetto ai 230,302 della chiusura di ieri, e sull'euro, con il cambio tra la moneta unica e il dollaro il calo dello 0,33% a 1,1595.
Secondo gli analisti di Societe Generale per vedere un recupero dell'euro servono dati macroeconomici dell'Eurozona più forti e un contesto politico più calmo in Italia. Per gli esperti il range di supporto chiave da monitorare è a 1,1450-1,1510
All'opposto la valuta Usa è sostenuta dai dati positivi oltre Atlantico, mentre anche la banca del Giappone ha mostrato di voler seguire una linea cauta e così il dollaro si apprezza a 110,88 yen.