Nessuna recessione in vista né in Europa né negli Stati Uniti. Andrea Scauri, gestore azionario Italia di Lemanik, vede una crescita economica modesta con un miglioramento in Europa e un rallentamento della velocità negli Stati Uniti, in particolare dei consumi. «Le banche centrali ridurranno gradualmente i tassi di interesse reali: prima la Bce, poi la Fed», prevede Scauri.
A settembre la banca centrale statunitense ha sorpreso i mercati iniziando il ciclo di espansione monetaria con un taglio dei tassi di 50 punti base invece che di 25, mentre l'annuncio di un pacchetto coordinato di misure monetarie e fiscali in Cina, volto a contrastare la debolezza del mercato immobiliare, ha ulteriormente sostenuto i guadagni dei mercati azionari (l'indice MSCI China è salito di oltre il 20% da metà settembre, portando il multiplo prezzo/utile 2025 a 10 volte). Gli indici americani ed europei sono stati positivi, mentre quelli italiani leggermente negativi.
Ora per quanto riguarda la Fed, il mercato si aspetta una riduzione cumulativa dei tassi di interesse di quasi -200 punti base entro la fine del 2025 al 2,9%. Per la Bce, invece, le aspettative sono per un taglio di -160 punti base entro la fine del 2025 all'1,8% (con le probabilità di un taglio di 25 punti base alla prossima riunione del 17 ottobre salite all'87% dopo i deboli dati macro Pmi e i deboli dati sull'inflazione in Francia e Spagna).
Negli Stati Uniti la crescita del pil rimane robusta, con la stima della Fed di Atlanta per il pil reale annualizzato del terzo trimestre 2024 che è salita al +3,1% dal +2% del mese precedente. In Europa, invece, la crescita del pil nel terzo trimestre è prevista in lieve aumento, penalizzata soprattutto dal rallentamento dell'economia tedesca. «Il nostro scenario di base rimane quello di un atterraggio morbido dell'economia, nonostante i segnali di rallentamento e disinflazione, con le banche centrali che hanno ampio spazio per tagliare i tassi e iniettare liquidità nel sistema per finanziare i crescenti deficit pubblici», precisa Scauri.
La strategia che si riflette nel portafoglio consigliato dal gestore azionario Italia di Lemanik rimane invariata, ossia un portafoglio concentrato sulle utilities, un approccio molto selettivo sulle banche e sulle small/mid cap e nessun investimento in nomi industriali ciclici. «Questo approccio si riflette anche nell'aumento del nostro investimento in Tenaris», suggerisce Scauri, aggiungendo: «Non abbiamo investito in Stellantis perché continuiamo a ritenere che il titolo non abbia ancora toccato il fondo e non abbiamo investito in Stm perché, a nostro avviso, le stime debbano essere riviste materialmente al ribasso. Stiamo aumentando la nostra esposizione alle azioni di risparmio di Tim», complice la maggior visibilità sull'eventuale pagamento nel 2026 del dividendo cumulato non pagato agli azionisti di risparmio e le opportunità di ottimizzare la struttura del capitale del colosso tlc attraverso una conversione o un riacquisto di azioni. Infine, Scauri ha aumentato l'esposizione a Unipol su cui, per altro, c’è un certo appeal speculativo.
Infatti, Matteo Laterza, direttore generale di Unipol, ha confermato nel corso dell'Insurance Day di MF-Milano Finanza che ci sarebbe interesse per il dossier Mps in relazione allo sviluppo di una partnership di bancassurance. L’obiettivo potrebbe essere quello di avere una partecipazione importante nella banca per costruire un rapporto industriale attraverso una rete distributiva bancassicurativa. Laterza ha chiarito che Unipol è concentrata per raggiungere e superare gli obiettivi finanziari del piano industriale e sulla preparazione del nuovo business plan. Nei giorni scorsi il presidente di Unipol, Carlo Cimbri, ha ammesso che la compagnia assicurativa potrebbe essere interessata ad acquistare una quota fino al 10% del capitale della banca senese, anche se solo in concomitanza con un accordo commerciale di bancassurance. Non nel breve considerato che l’accordo distributivo della banca con Axa scade nel 2027.
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