skin track
Piazza Affari, le 30 azioni più forti tra guerre e tassi. Quali possono crescere ancora
Mercati Azionari Leggi dopo

Piazza Affari, le 30 azioni più forti tra guerre e tassi. Quali possono crescere ancora

11 ottobre 2024, 20:00

L’indice Ftse Mib dimostra una resilienza notevole alle guerre (+22% dall’inizio del conflitto a Gaza). Merito di un plotone di titoli con strategie aziendali efficaci, tra cui l’m&a. Il rally non è finito, ecco le azioni che possono continuare a salire, secondo gli esperti | Piazza Affari, le 12 migliori azioni con focus sull’Italia e dividendi oltre il 6%

Piazza Affari, indifferente al fragore delle bombe, marcia spedita. Ignorando la possibilità di un’escalation del conflitto in Medioriente, dove l’offensiva israeliana è aumentata concentrandosi in Libano e una reazione iraniana rappresenta il maggior fattore di rischio, l’indice Ftse Mib, a un anno dal primo anniversario dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, causa scatenante della guerra a Gaza, ha messo a segno un +22%, seguito a ruota dal Ftse Mid Cap (+19%) e dallo Star (+12,3%). Il copione cambia poco se si torna indietro al 24 febbraio del 2022, giorno dell’invasione dei russi in Ucraina: l’indice delle blue chip milanesi ha guadagnato un +30,7%, ma stavolta Ftse Mid Cap (+4,2%) e Star (-14,3%) non sono stati al passo. Poco importa, è evidente che i mercati sono immuni alle tensioni geopolitiche poiché non hanno un impatto diretto e immediato sui fondamentali dell’economia e delle aziende quotate.

Le azioni più forti tra guerre e tassi

Diversa sarebbe, però, la reazione nel caso di un conflitto su larga scala che coinvolga Iran e Stati Uniti e che possa avere ripercussioni sulla geografia politica ma, soprattutto, sul rialzo del prezzo del petrolio con effetti finali sull'inflazione. Uno scenario al momento improbabile, anche perché nell’altro fronte aperto, quello ucraino, c’è uno spiraglio di luce: il leader Volodymyr Zelensky, nel suo viaggio europeo (ha incontrato in settimana anche la premier, Giorgia Meloni, e Papa Francesco) non ha escluso che la guerra con la Russia possa finire nel 2025. Ma se non dovesse essere così, a Piazza affari ci sono molti titoli corazzati che si sono dimostrati più resilienti (si veda la tabella in pagina) di altri nel corso di entrambi i conflitti, e non sono solo blue chip, come verrebbe naturale pensare, che continuano a raccogliere una raffica di buy secondo il consenso Bloomberg nonostante il rally, ma anche mid e small cap.

Le strategie aziendali più efficaci

Partendo dal presupposto che il listino milanese ha ancora spazio per uno sprint: le valutazioni del Ftse Mib si confermano, infatti, contenute con un multiplo prezzo/utile attorno a 9 volte nel 2024 e a 8,6 volte nel 2025, inferiore sia a quello dell’Euro Stoxx, pari a 13 e 11,8 volte rispettivamente, sia alla media storica decennale (14 volte), c’è un comune denominatore che ha permesso a queste azioni di migliorare la loro performance nonostante le turbolenze geopolitiche. «L’attività M&A», spiega Gianmarco Bonacina, Head of Equity Research di Banca Akros, «è stato il principale fattore che ha influenzato titoli come Unipol: accorciamento della catena con opa su UnipolSai con conseguente eliminazione dello sconto holding» e ora l’interesse ad acquistare una quota fino al 10% del capitale di Mps, anche se solo in concomitanza con un accordo commerciale di bancassurance. «Poi c’è Newlat con l’acquisizione trasformativa di Princes nel Regno Unito con un forte aumento dell’utile per azione, Sogefi con la cessione del business filtrazione a premio sui multipli di borsa, Prysmian con l’acquisizione di Encor Wire con conseguente rafforzamento della posizione competitiva in Usa e creazione di valore finanziario». Senza dimenticare, sottolinea Angelo Meda, responsabile azionario di Banor, le opa su Servizi Italia e Piovan e in alcuni casi il recupero del settore di riferimento come per Fiera Milano. «In generale possiamo  dire che è stato il settore di riferimento ad aiutare queste aziende vincenti: nell’elenco», nota Meda, «ci sono i titoli della difesa, Leonardo e Ala, dell’energia, D’Amico, Eviso, Prysmian e le banche».

Banche ancora protagoniste

È evidente che molti dei titoli con l’elmetto sono banche (Bper, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Desio; Mps non è nella tabella perché dall’attacco di Hamas ha registrato un +106% ma dalla guerra a Kiev un -71%) che hanno beneficiato dell’aumento dei tassi di interesse da parte della Bce (da -0,5% nel 2022 a +4% nel 2024 ora ridotti al 3,5% ma sempre elevati). Il settore, che vanta un peso del 30% sul Ftse Mib, mostra un andamento solido, un quadro che per i prossimi mesi non dovrebbe mutare anche se il comparto sarà meno trainante, soprattutto in uno scenario più sfidante dovuto alla discesa dei tassi. Comunque, con una crescita economica modesta, non ci dovrebbe essere un deterioramento significativo del costo del rischio sui crediti. Senza contare che i dati del terzo trimestre del 2024, e in parte anche del quarto, saranno avvantaggiati nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente che aveva mostrato risultati conservativi.

Non solo difesa

Altri titoli, come Leonardo, «hanno chiaramente beneficiato dell’aumento delle spese militari da parte dei governi, Maire, invece, della domanda di impianti petrolchimici in Medioriente dopo la chiusura dell’export del gas russo», aggiunge Bonacina che tra i titoli del panel, guardando le large cap, è positivo su Intesa Sanpaolo (è la best pick di Banca Akros), Prysmian e Leonardo. Nessuna sopravvalutazione, dunque, in quanto premi/sconti sono giustificati dal cambio del mix/visibilità. «I rialzi di questi titoli sono giustificati dai fondamentali, specialmente su un orizzonte pluriennale. In alcuni casi i fattori sono strutturali: l’aumento delle spese della difesa, ad esempio, in altri bisogna valutarne ancora la sostenibilità come il tema tassi per le banche. Ma non possiamo parlare di sopravvalutazione in questo momento», chiarisce Meda che ha ancora un outlook positivo sul settore della difesa, «dove nel breve si sta verificando qualche rallentamento ma su un orizzonte pluriennale rimaniamo molto positivi», e sul mondo ciclico, «dove pensiamo che il taglio dei tassi e lo stimolo cinese aiuterà la crescita economica globale, mentre siamo più cauti sul mondo bancario con Intesa Sanpaolo che a questi prezzi è correttamente valutata: ci si può aspettare un ritorno solo di poco superiore al dividendo attuale».

La diversificazione geografica ripaga le più piccole dell’Egm

Nel plotone delle più piccole dell’Egm c’è anche chi ha raddoppiato, o quasi, il suo valore: Res, Eviso, Franchetti e Lindbergh. La resilienza di quest’ultimo titolo, spiega Alessandro Colombo, analista di Integrae Sim, è strettamente legata sia alla diversificazione geografica sia a quella settoriale delle sue attività. Da un lato, l'espansione internazionale, con particolare riferimento alla presenza in mercati come quello francese, permette alla società di mitigare i rischi legati a fluttuazioni economiche o politiche in un singolo Paese. Dall'altro lato, la diversificazione dei settori in cui Lindbergh opera, come la logistica specializzata tramite la business unit Network Management e l’economia circolare attraverso la business unit Circular Economy, consente alla società di operare una diversificazione operativa strategica. La recente apertura del business nel settore Hvac ne è un ulteriore esempio, evidenziando la capacità di espandersi in nuovi segmenti di mercato. «Questo contribuisce a rendere Lindbergh meno vulnerabile a crisi specifiche in un singolo settore. Inoltre, le previsioni per l’anno 2024 indicano che il business ha ancora margini di miglioramento nel lungo periodo», afferma Colombo. «Anche se il prezzo attuale potrebbe riflettere parte delle aspettative di crescita, la diversificazione settoriale e l’attenzione alla sostenibilità offrono ulteriori opportunità di guadagno».

Vale lo stesso discorso per Franchetti, riuscita migliorare la sua performance nonostante le turbolenze geopolitiche, grazie a un core business focalizzato sulla manutenzione e la gestione predittiva delle infrastrutture, un settore considerato cruciale e resiliente, anche in tempi di incertezza geopolitica, sottolinea Alessia Di Florio, analista di Integrae Sim. «La necessità di mantenere infrastrutture sicure, soprattutto in Europa e America Latina assicura una domanda stabile per i suoi servizi, rendendo il business meno vulnerabile a shock geopolitici. La società è anche fortemente focalizzata su soluzioni innovative, come software per la manutenzione predittiva e il monitoraggio delle infrastrutture. Questo approccio tecnologico permette a Franchetti di distinguersi e di mantenere un vantaggio competitivo, anche durante periodi di instabilità globale. Sicuramente gli investitori hanno già prezzato in parte le aspettative di crescita, «ma siamo confidenti», dice Alessia Di Florio, «che la capacità della società di espandere la propria attività, specialmente attraverso l'innovazione tecnologica e l'espansione geografica, sarà in grado di apportare ulteriore valore alle azioni nel medio lungo termine». (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO

229,00 € per 1 anno
328,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO + MF GPT PRO

138,00 € per 1 anno
198,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

160,00 € per 1 anno
229,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

-30%

SITO + MF GPT LIGHT
Sito senza limiti
+ The Wall Street Journal

69,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)