Piazza Affari chiude in rialzo con il Ftse Mib che a fine giornata avanza dello 0,24%.
Sul fronte macro da segnalare che in Italia a settembre l'inflazione scende a +0,7%, il livello più basso registrato da inizio anno. Nel dettaglio, a settembre 2024, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato una diminuzione dello 0,2% su base mensile e una crescita dello 0,7% su base annua dal +1,1% del mese precedente.
Sul paniere principale milanese in ordine sparso le banche nonostante il contributo previsto da 3,5 mld in contenuto documento programmatico di bilancio, subito inviato a Bruxelles. Banco Bpm +0,57%, Bper -0,17%, B.Mps +0,11%, B.P.Sondrio -0,28%, Mediobanca +0,29%, Intesa Sanpaolo -0,27%, Unicredit +0,16%. Il contributo del settore bancario in dettaglio andrà a generare un gettito stimato di circa 3,5 mld euro nell'arco dei due anni 2025-2026, con un impatto annuale di circa 1,75 mld. La maggior parte del contributo, concordato tra il Mef e l'Abi, sarebbe strutturato come un anticipo di liquidità al governo, tramite lo stop temporaneo delle deduzioni su Dta (Imposte Differite Attive) anticipate, che varrà tra i 3 mld e i 3,35 mld e sarà recuperato tra il 2027 e il 2029. La restante parte per arrivare a 3,5 mld sarebbe colmata dallo stop alle deduzioni delle stock option. A detta degli esperti di Intermonte, il contributo previsto per le banche dalla Manovra così come è stato strutturato è positivo perché non va a impattare il conto economico come previsto l'anno scorso. Non c'è quindi rischio di riduzione o intaccamento delle remunerazioni, visto e il tema è semplicemente di cassa e non a livello di utile.
Denaro su Leonardo Spa (+2,72%%) su cui Equita Sim ha confermato il rating buy all'indomani della formalizzazione della jv con Rheinmetall.
Bene anche Tim (+2,56%) e Saipem (+1,9%).
Focus anche su Stellantis (+0,07%). La società stima che le consegne consolidate nel trimestre chiuso il 30 settembre 2024 sono state pari a 1,148 mln di unità, il 20% in meno rispetto allo stesso periodo del 2023. Dopo l'aggiornamento, che prelude alla pubblicazione dei risultati del terzo trimestre il 31 ottobre, il titolo risulta poco mosso a Piazza Affari (-0,93% a 11,9 euro).
Poco mossa Ferragamo (+0,23%) al centro di una raffica di tagli di stime e prezzi obiettivo dopo ricavi trimestrali sotto le attese e indicazioni caute sull'Ebit 2024. Se il consenso vedeva un dato trimestrale sui ricavi a quota 228 milioni di euro, Ferragamo ha segnato invece un calo del 9,6% a/a (-7,2% a cambi costanti) fino a quota 221 mln, per via della debolezza del mercato asiatico, del canale secondario e del business wholesale.
E' riuscita ad aprire infine Digital Value (-76,46%) coinvolta nel caso Sogei. Male, nonostante le rassicurazioni Sesa (-5,37%), che ha ribadito in un comunicato la sua estraneità alla vicenda giudiziaria. In una fase di mercato di Borsa che sta "indistintamente colpendo società operanti in settori collegati all'inchiesta che coinvolge Digital Value", Sesa fa sapere di non essere in alcun modo coinvolta in tali inchieste, di avere un focus strategico come gruppo in aree diverse da quelle svolte da parte di Digital Value e di detenere, attraverso Dv Holding, una partecipazione di "appena il 3,6%" nella società. Una quota acquisita per 4 milioni di euro nel corso del 2018, precisa Sesa in una nota. Da un punto di vista industriale, il business oggetto di indagine non rientra tra le attività strategiche del gruppo.