Piazza Affari è un'infrastruttura strategica per consentire che l’ampia mole di risparmio delle famiglie italiane incontri le piccole e medie imprese a sostegno dell’economia reale. In tal modo si riescono a valorizzare due caratteristiche strutturali del sistema Italia. Ma senza l’autonomia nazionale pattuita dal Paese al momento dell'ingresso in Euronext (nel 2021) e dunque la garanzia di piena funzionalità di Piazza Affari, il listino milanese non potrà enfatizzare le sue specificità e mantenersi attraente per i capitali domestici e non. Questo il messaggio dell’interrogazione firmata dal responsabile economico di Forza Italia, Maurizio Casasco, che venerdì 14 marzo sarà discussa alla Camera per avere risposte dal Governo sulle iniziative in campo o ipotizzate per «garantire la piena valorizzazione dell'Infrastruttura nazionale in ottica federale europea e per porre la questione dell’importanza della Borsa di Piazza Affari a sostegno dello sviluppo del Paese».
L’autonomia di Milano sembra oscurata dai fatti e dal piano strategico Innovate for Growth 2025-27 di Euronext, che, si legge nell’interrogazione, «sembrerebbe evidenziare alcuni accentramenti di funzioni a scapito di Milano e a favore di altre piazze finanziarie, confermando un trend che nel corso del 2024 aveva dato vita al primo sciopero del personale di Borsa Italiana al quale è seguita una convocazione da parte del governo per il tramite del Ministro delle imprese e del made in Italy».
Nello specifico, se all’Italia sono stati concessi il data center a Bergamo e il Monte Titoli (già in maggioranza italiano), il management di più alto rango di Milano è stato spostato senza essere sostituito, dunque la funzionalità di Piazza Affari è stata sminuita nei fatti.
Un problema non solo italiano: si nota una centralizzazione del potere e delle funzionalità verso i centri di Parigi e Amsterdam il che sembra limare l’idea fondativa di Euronext, come «un gruppo di borse federate a favore invece di un gruppo centralizzato, lontano dai territori di riferimento» spiega l’interrogazione azzurra.
La limitazione dell’autonomia di Piazza Affari nel gruppo borsistico europeo pone inoltre «per l’Italia anche un eventuale problema nell’esercizio dei poteri di vigilanza da parte dell’Autorità preposta» ossia andrebbe ad essere ridotta la possibilità di azione della Consob e il suo sistema autorizzativo a priori.
Alla luce di tutti questi rischi e problemi riscontrati, Casasco chiede «quale sia l’intendimento del governo e se non intenda assumere iniziative, anche attraverso l'azione dell'azionista Cassa Depositi e Prestiti (quale azionista di rilievo del gruppo Euronext) e dei suoi rappresentanti nel board di Euronext».
L’intenzione di FI è accendere un faro e far sì che l’esecutivo prema al più presto l’acceleratore per far tornare protagonista Piazza Affari, anche perché mancano meno di due mesi alla nomina del presidente di Euronext programmata a maggio. Un’occasione per far valere l’importanza di Milano. E poi trovare un equilibrio tra economie e borse europee non può che essere un risultato positivo in ottica del perfezionamento dell'auspicato mercato unico dei capitali in Ue. (riproduzione riservata)