Il fondo di salvataggio delle pmi quotate fa un altro passo avanti. L’Fnsi, veicolo messo in pista da Cdp, a capitale misto pubblico (49%) e privato (51%), vede ora un secondo fondo approvato da Consob, dopo quello di Intesa Sanpaolo a settembre. L’Authority dei mercati ha dato infatti il via libera a Equita, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza e in settimana dovrebbe approvare un terzo veicolo.
Entro dicembre altri operatori, fra banche, sgr, assicurazioni e fondi pensione presenteranno i loro veicoli per poter iniziare a investire nelle piccole e medie imprese quotate che soffrono da anni di mancanza di scambi e di liquidità. Una recente ricerca di Intermonte mette in evidenza la forte differenza di valutazione fra società grandi e piccole e medie. A Piazza Affari, infatti, il rapporto prezzo/utile atteso al 2025 delle società con una capitalizzazione sopra 1,2 miliardi è di 12,5 volte, che scende a 8,7 per le pmi con un valore di mercato inferiore ai 150 milioni. Queste ultime, di conseguenza, viaggiano a sconto di oltre il 30%. Ecco perché l’arrivo concreto del Fondo Nazionale Strategico Indiretto è così importante. Intermonte si aspetta che «cinque fondi possano essere approvati entro la fine del 2025 per raggiungere l’obiettivo di dieci operatori con fondi approvati e pronti alla raccolta entro il primo semestre del 2026». L’obiettivo minimo di raccolta dell’Fnsi è di 700 milioni, Intermonte si aspetta che possa toccare 1 miliardo. (riproduzione riservata)