Piazza Affari archivia un agosto brillante, con una performance che consolida un 2025 da record. Tuttavia, all’orizzonte si profila settembre, storicamente il mese più insidioso per il listino milanese. La stagionalità negativa e la memoria recente invitano alla prudenza, soprattutto su settori più fragili come utilities ed energia, mentre i finanziari mostrano segnali di maggiore tenuta. È quanto emerge da un'analisi di Gabriel Debach, market analyst di eToro.
«Agosto si è chiuso con un bilancio che conferma la forza straordinaria di Piazza Affari. Il listino ha guadagnato un 2,95%, portando il 2025 a +23,43%, miglior progressione dall'inizio del secolo e secondo solo al 1998. Un risultato di rilievo, seppure offuscato dal finale di mese: -2,57% nell'ultima settimana, con quattro sedute negative su cinque», afferma Debach. «Nonostante questo, l'ampiezza del movimento resta evidente: soltanto tre titoli in rosso ad agosto (a luglio furono 21, così come a giugno furono 24) e trentuno in positivo da inizio anno (uno in più rispetto ai 30 di fine luglio)».
«Settembre arriva con un peso che va oltre la statistica: è memoria recente, è ciclicità che si ripete. Dal 1998 rappresenta, in media, il mese peggiore per Piazza Affari, con una mediana di -1,95%. Ancora più significativo il dato degli ultimi anni: dal 2020 al 2024, l'indice ha sempre chiuso in calo. L'ultimo segno positivo risale al 2019. Una sequenza che non può essere ignorata, perché finisce spesso per condizionare le aspettative e alimentare dinamiche da profezia auto-avverante», aggiunge Debach.
Secondo l’analista, anche la stagionalità osservata a livello di singoli titoli conferma questa impostazione: i bancari e i finanziari mostrano maggiore resilienza, con mediane storicamente positive per Unicredit, Bper Banca e Banco Bpm. Al contrario, comparti difensivi come utilities ed energia tendono a soffrire in questo periodo, mentre il lusso continua a faticare nel trovare un vero slancio. (riproduzione riservata)