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Oreste Pollicino
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Perché le risposte di ChatGpt rivelano un potere algoritmico che va ben oltre Google

di Oreste Pollicino*
02 settembre 2026, 02:00 Ultimo aggiornamento: 07:08

L'UE impone a ChatGpt obblighi stringenti per valutare i rischi sistemici e garantire la trasparenza, con sanzioni fino al 6% del fatturato mondiale in caso di violazioni delle nuove normative

Non è soltanto una nuova casella aggiunta all’elenco dei soggetti vigilati da Bruxelles. La decisione con cui la Commissione Europea ha qualificato ChatGpt come «motore di ricerca online di dimensioni molto grandi» segna un passaggio più profondo: l’intelligenza artificiale generativa non viene più osservata solo come tecnologia che produce contenuti ma come infrastruttura capace di organizzare l’accesso alla conoscenza.

Nello stesso provvedimento Reddit e Roblox sono state designate come piattaforme online di dimensioni molto grandi. Tutti e tre i servizi hanno dichiarato di superare la soglia di 45 milioni di destinatari medi mensili nell’Ue, pari al 10% della popolazione, prevista dal Digital Services Act. Secondo i dati comunicati dai fornitori, ChatGpt raggiunge 159,1 milioni di utenti mensili nell’Ue, Reddit 57,2 milioni e Roblox 46,6.


Le nuove obbligazioni dovranno essere rispettate entro fine 2026 e il punto più interessante riguarda ChatGpt. La Commissione lo descrive come un servizio ibrido: un sistema di intelligenza artificiale che dialoga con gli utenti e risponde alle loro richieste anche effettuando ricerche sul web. È questa funzione a consentirne la qualificazione come motore di ricerca ai sensi del Digital Services Act.

I perché della nuova qualificazione giuridica

ChatGpt entra così nella stessa categoria giuridica di Google Search e Bing, sebbene architettura, funzionamento e modo in cui influenza l’utente siano radicalmente diversi. Il motore di ricerca tradizionale presenta una pluralità di collegamenti e lascia all’utente la scelta della fonte da consultare. L’assistente generativo tende invece a restituire una risposta unica, sintetica e linguisticamente autorevole. Non ordina solo le informazioni: le seleziona, le combina e le trasforma in una narrazione. Il potere di intermediazione non scompare; diventa meno visibile.


È questo il significato costituzionale della designazione europea. Quando la risposta prende il posto dell’elenco dei risultati il ranking non è più solo una graduatoria: è incorporato nella frase che l’utente legge e spesso accetta come conclusiva. La conseguenza non è che ogni funzione di ChatGpt ricade automaticamente nel Digital Services Act. La qualificazione riguarda il servizio nella misura in cui opera come intermediario e, in particolare, ricerca informazioni online. Né il provvedimento trasforma ChatGpt in una piattaforma responsabile della verità delle proprie risposte.

Attenzione dunque a non sovrapporre discipline diverse. L’AI Act regola il sistema di intelligenza artificiale, i suoi modelli, la trasparenza e i rischi connessi ai loro sviluppo e impiego; il Digital Services Act guarda invece al potere del servizio di mediare l’accesso a contenuti e informazioni. Le due normative osservano lo stesso fenomeno da prospettive differenti ed è proprio nella loro sovrapposizione che nasceranno le questioni più delicate.

Nuovi obblighi e possibili sanzioni per Chatgpt

La designazione fa scattare il livello più intenso degli obblighi europei. ChatGpt dovrà valutare almeno annualmente i rischi sistemici prodotti dal funzionamento e dall’uso del servizio: diffusione di contenuti illegali, effetti sui diritti fondamentali, manipolazione del dibattito civico e dei processi elettorali, conseguenze su sicurezza pubblica, benessere fisico e mentale e protezione dei minori. Dovrà poi adottare misure di mitigazione proporzionate, sottoporsi ad audit indipendenti, rafforzare la funzione interna di compliance, rendere disponibili dati alla Commissione e ai ricercatori abilitati. La Commissione potrà esercitare i propri poteri di vigilanza e in caso di violazioni imporre sanzioni fino al 6% del fatturato mondiale annuo.


Applicare queste regole a un sistema generativo tuttavia non sarà un esercizio meccanico. Come si misura il rischio sistemico di una risposta personalizzata che non viene necessariamente pubblicata né vista da altri utenti? Come si valuta l’impatto sulla libertà di informazione quando la selezione delle fonti è assorbita nel processo generativo? E come potranno auditor e ricercatori verificare fenomeni che dipendono dal prompt, dal contesto della conversazione, dalla lingua utilizzata e dal continuo aggiornamento del modello? Non basterà trasferire a ChatGpt gli strumenti costruiti per i social network o per i motori di ricerca tradizionali; serviranno metodologie capaci di esaminare le fonti privilegiate, le omissioni ricorrenti, la variabilità delle risposte e la tendenza del sistema a confermare le premesse dell’utente.

Cosa cambia per Reddit e Roblox

Per Reddit e soprattutto per Roblox la questione centrale sarà invece la governance dei contenuti creati dagli utenti e la protezione dei minori. La qualificazione come piattaforme di dimensioni molto grandi non significa imporre la rimozione generalizzata dei contenuti leciti ma pretendere che rischi prevedibili e strutturali siano conosciuti, documentati e affrontati. Nel caso di Roblox, che supera la soglia europea di appena 1,6 milioni di utenti, emergerà anche il tema della proporzionalità: gli obblighi devono essere rigorosi, ma calibrati su architettura, pubblico e capacità effettive del servizio.

Il nuovo approccio dell’Ue 

La decisione della Commissione mostra dunque un’Europa meno legata alle etichette tecnologiche e più attenta alle funzioni concretamente esercitate. È una scelta condivisibile purché non diventi regolazione per analogia priva di adattamenti. ChatGpt non è semplicemente un nuovo Google: concentra in un’unica interfaccia ricerca, selezione, generazione e persuasione. Per questo la sua designazione non rappresenta soltanto un ampliamento del perimetro del Digital Services Act ma segnala anche il passaggio dalla regolazione delle piattaforme che distribuiscono contenuti alla regolazione dei sistemi che costruiscono la rappresentazione digitale della realtà. La vera sfida europea è rendere visibile e verificabile un potere algoritmico che trae buona parte della propria forza dal fatto di apparire come una semplice risposta. (riproduzione riservata)

*ordinario di Diritto Costituzionale e Regolazione dell’Intelligenza Artificiale all’Università Bocconi e fondatore di Pollicino AIdvisory



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