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Perché l’esposizione delle banche italiane ai titoli di Stato rimarrà elevata. L’analisi di Moody’s
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Perché l’esposizione delle banche italiane ai titoli di Stato rimarrà elevata. L’analisi di Moody’s

22 ottobre 2024, 14:35 Ultimo aggiornamento: 15:16

Negli ultimi quattro anni le banche italiane hanno ridotto il loro portafoglio in titoli di Stato italiani di quasi il 20%. Questo è un fattore positivo per il credito, secondo Guy Combot, analista senior di Moody’s. Tuttavia, la loro esposizione al debito sovrano domestico rimane più alta rispetto ai competitor europei e rimarrà tale per tre motivi

Perché l’esposizione delle banche italiane ai titoli di Stato rimarrà elevata. L’analisi di Moody’s

L'esposizione delle banche italiane al debito sovrano domestico è diminuita, ma rimarrà significativa. Negli ultimi quattro anni, le banche italiane hanno ridotto del 20% le loro partecipazioni rilevanti nei titoli di Stato italiani (classificati Baa3 con un outlook stabile). «Ciò riduce il rischio che eventuali tensioni sulla solvibilità sovrana dell'Italia possano influenzare il settore bancario durante periodi di recessione economica, un aspetto positivo per il credito», sottolinea Guy Combot, analista senior di Moody’s. Tuttavia, avverte, l'esposizione delle banche italiane al debito sovrano domestico rimane decisamente più elevata rispetto a quella dei loro competitor europei. «Non ci aspettiamo che questo cambi per tre motivi», spiega l’esperto di Moody’s. Innanzitutto, «i depositi delle banche italiane superano i loro prestiti e investono il surplus principalmente in titoli di Stato italiani altamente liquidi, che le aiutano a soddisfare i requisiti di liquidità. In secondo luogo, i titoli di Stato italiani sono interessanti grazie ai loro rendimenti relativamente elevati. Terzo, le banche possono utilizzare opzioni contabili e regolamentari che proteggono il loro capitale dalle fluttuazioni del valore dei bond sovrani», spiega Combot.

Scende l’esposizione delle banche italiane ai Btp

Comunque, le partecipazioni delle banche italiane nei titoli di Stato domestici sono scese a 364 miliardi di euro ad agosto di quest’anno rispetto ai 452 miliardi di settembre 2020, 88 miliardi in meno o -19,5%. E i titoli di Stato domestici come quota dei loro attivi totali sono calati dall’11,9% al 9,4% nello stesso periodo. Allo stesso modo, i loro portafogli di obbligazioni sovrane domestiche erano equivalenti a 1,9 volte il loro capitale Common Equity Tier One (Cet1) a marzo 2024, in netto calo rispetto alle 2,6 volte alla fine di marzo 2018. In Francia e in Spagna è successo l’esatto opposto: l'esposizione delle banche francesi e spagnole al debito sovrano domestico è aumentata. Il calo riflette in parte gli sforzi delle banche italiane volti ad aumentare la diversificazione geografica dei loro portafogli sovrani. Anche il rimborso dei prestiti nell'ambito delle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Tltro) della Banca Centrale Europea, che alcune banche italiane avevano utilizzato per investire nel debito governativo, spiega la contrazione dei Btp in pancia agli istituti di credito italiani.

Ma Moody’s avverte: rimarrà rilevante

Perché l’esposizione delle banche italiane ai titoli di Stato rimarrà elevata. L’analisi di Moody’s

Fatte queste premesse, secondo Combot, l’esposizione delle banche italiane ai Btp rimarrà elevata rispetto ai concorrenti. Infatti, sono più esposte al debito sovrano domestico rispetto ai loro competitor europei: solo il 2% degli attivi totali per le banche francesi e l'1% per quelle tedesche. D’altra parte, il sistema bancario italiano è frammentato e alcuni istituti di credito più piccoli e le banche cooperative possono avere un'esposizione maggiore ai titoli di Stato nazionali rispetto alla media del sistema. L'esposizione ai titoli di Stato italiani naturalmente varia da banca a banca (si veda il grafico 7). Tuttavia, i portafogli sovrani delle banche italiane rimangono meno diversificati rispetto a quelli dei loro competitor in tutte le altre principali economie europee, con l'eccezione della Francia.

Perché l’esposizione delle banche italiane ai titoli di Stato rimarrà elevata. L’analisi di Moody’sPerché l’esposizione delle banche italiane ai titoli di Stato rimarrà elevata. L’analisi di Moody’s

Senza contare che le banche italiane hanno ridotto in modo modesto la quota di titoli con scadenza superiore ai 10 anni all'interno dei loro portafogli di obbligazioni sovrane. Tuttavia, hanno aumentato la quota di obbligazioni sovrane con scadenza compresa tra 5 e 10 anni, che è salita al 30% a giugno 2023 (ultimo dato disponibile) rispetto al 18% di dicembre 2020. Mentre la durata media del portafoglio è rimasta sostanzialmente invariata, intorno ai 5 anni, al di sotto della media europea di circa 7 anni (grafici 8 e 9). «Ci aspettiamo che la loro esposizione rimanga relativamente elevata. Questo è dovuto al basso rapporto prestiti/depositi delle banche, attualmente pari all’89%, che fornisce loro asset in eccesso che investono principalmente in titoli di Stato italiani altamente liquidi», conclude Combot. (riproduzione riservata)



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