Il mercato ha interpretato la sorpresa «hawkish» del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, come un’indicazione di una possibile pausa nel prossimo Fomc. Dirk Willer, economista di Citi, ha studiato come gli asset tendono a reagire, distinguendo tra una pausa e la fine di un ciclo di allentamento.
«Abbiamo rilevato che le azioni generalmente tendono a salire, ma solo nel breve termine se un indebolimento economico costringe la Fed a riprendere un approccio accomodante, mentre possono aumentare nel medio termine se il ciclo di allentamento è terminato», osserva l’esperto. «Sebbene abbiamo ridotto l’esposizione alle azioni all’inizio di questa settimana, manteniamo una posizione long sulle azioni e sul dollaro, viceversa sottopesiamo i tassi Usa (il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,56% post Fed, ndr)».
Gli asset rischiosi tendono a salire, ma la durata del rally dipende dal fatto che la debolezza economica porti o meno alla ripresa delle politiche accomodanti. «La stagionalità suggerisce ancora due settimane di forza e il nostro modello Vrp indica che il recente sell-off potrebbe essere un’opportunità di acquisto: il mercato potrebbe essere ipervenduto nel breve. Questo rafforza ulteriormente la fiducia nella nostra attuale posizione positiva sulle azioni e, su base tattica, potrebbe rappresentare un'opportunità per aggiungere un po' di rischio stagionale positivo», assicura Willer.
Per il reddito fisso, una pausa o un'interruzione significano generalmente rendimenti più alti, con i tassi che salgono di più in caso di fine ciclo.
Il dollaro ha margine di rafforzamento se ci si trova alla fine del ciclo, ma tende a muoversi lateralmente in caso di una semplice pausa.
Nonostante un dollaro più forte, l’oro generalmente aumenta in caso di una pausa, indipendentemente dal fatto che il ciclo di allentamento continui o meno.
L’indice S&P 500 di Wall Street continua a sovraperformare l’Europa solo se la pausa porta a un proseguimento del ciclo di allentamento.
Le small-cap sovraperformano i difensivi alla fine di un ciclo, mostrando un upside significativo rispetto ai periodi di pausa.
l carry sui mercati emergenti si comporta molto bene se si tratta solo di una pausa del ciclo, ma recupera rapidamente da un sell-off iniziale se si tratta della fine del ciclo.
La Fed ha abbassato i tassi di interesse per la terza volta nel 2024 durante la riunione di dicembre del Fomc, ma ha delineato un outlook piuttosto falco. Le proiezioni della Fed ora implicano solo due tagli dei tassi di 25 punti base per il 2025, rispetto ai 100 punti base totali previsti a settembre. Inoltre, le stime per l'inflazione core Pce sono state aumentate dal 2,2% al 2,5%, mentre le stime per il tasso di disoccupazione nel 2025 sono scese dal 4,4% al 4,3%.
«Durante la conferenza stampa non è stato chiaro se e come le proiezioni dei membri incorporino eventuali cambiamenti di politica da parte dell'amministrazione Trump», continua Willer. «Il nostro team di economisti Usa ritiene che il continuo indebolimento del mercato del lavoro porterà a una netta svolta accomodante da parte della Fed, spingendo il mercato a prevedere ulteriori tagli (attualmente sono prezzati solo 50 punti base di tagli fino alla metà del 2026).
Powell è stato inaspettatamente hawkish e i tassi sui Treasury a 10 anni sono scesi di 11 punti base. Troppo. Comunque, «dato il forte calo dei tassi questa volta, abbiamo identificato anche quando questi eventi sono stati accompagnati da grandi vendite sui titoli a tasso fisso. Curiosamente, ci sono stati solo tre di questi eventi: due alla fine del ciclo (1998 e 2003) e uno dopo quella che si è rivelata essere solo una pausa (1989)», spiega l’esperto di Citi che ha analizzato anche questi tre eventi.
E ha notato che è piuttosto raro assistere a grandi vendite di titoli a tasso fisso prima di una pausa da parte del Fomc. Mentre il 1998 potrebbe essere un modello (la Fed ha tagliato in un’economia statunitense essenzialmente forte), lo potrebbe essere anche il 1989. All'epoca l'economia entrò in recessione, una previsione non condivisa dagli economisti di Citi. «Il 2003 è meno applicabile, dato che avvenne dopo una recessione e alla fine di un lungo ciclo di allentamento. Naturalmente, non è possibile sapere ex-ante se siamo alla fine o se l'allentamento riprenderà», conclude Willer. (riproduzione riservata)