Parte il salvataggio di Eurovita, con Cinven che fa la prima mossa. Il fondo di private equity, attuale azionista della compagnia, cui più volte in passatto l’Ivass aveva chiesto di ricapitalizzare la compagnia per aumentare il Solvency II, ha deciso, come anticipato da milanofinanza.it, di versare subito in Eurovita 100 milioni di euro. Una mossa che apre al piano di salvataggio cui sta lavorando intensamente in questi giorni il commissario Alessandro Santoliquido destinato a coinvolgere le principali assicurazioni, ma anche banche e reti di consulenti che hanno distribuito in questi anni le polizze della compagnia, come anticipato ieri da MF-Milano Finanza. Se non si troverà un acquirente unico (ipotesi non ancora esclusa) servirà ricorrere a un’operazione di sistema, con Ivass e Ania con un ruolo di garanti, come se ne sono già viste nel mondo bancario ma che è tutta nuova in quello assicurativo dove è la prima volta che una compagnia Vita finisce in una procedura straordinaria, con i riscatti delle polizze vita dei circa 400 mila clienti Eurovita che sono stati congelati in via cautelare dall’autorità di vigilanza fino al 31 marzo.
In ballo, come noto, ci sono le gestioni separate di Eurovita in gran parte investite in titoli di Stato. E sei i Btp, come anticipato da MF-Milano Finanza, sono coperti dagli aumenti dei tassi d’interesse, grazie a contratti derivati, la protezione è però assente per gli investimenti indirizzati da Eurovita in altri titoli di Stato, in particolare tedeschi e francesi, sui quali il rialzo dei tassi ha provocato invece evidenti minusvalenze. Una situazione che sarebbe comunque gestibile, visto che, secondo le prime rilevazioni, se il portafoglio venisse liquidato (con la liquidazione coatta) le perdite medie per risparmiatori coinvolti sarebbero comunque inferiori al 10%.
Ma l’obiettivo è di evitare anche questo scenario per non avere contraccolpi sulla reputazione del settore, che sarebbero dannosi per tutti. Si lavora quindi per mettere in sicurezza la compagnia con un intervento che possa vedere la partecipazione di un ampio numero di soggetti. A partire dalla banche e dalle reti di promotori che hanno distribuito le polizze Eurovita in questi anni ai loro clienti, come FinecoBank, Banca Fideuram, ma anche la Cassa di Risparmio di Bolzano, il Credito Emiliano o la Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Oltre al comparto assicurativo con Unipol, Generali o Poste che potrebbero essere in prima linea. Tutte parteciperebbero all’operazione di salvataggio divenendo azioniste di una nuova Eurovita, magari con lo stesso Santoliquido garante di questa maxi operazione di sistema.
Lo sforzo maggiore, in ogni caso, sarà però quello di tranquillizzare i risparmiatori per evitare il registrarsi di una pioggia di riscatti una volta venuto meno il blocco dell’Ivass. L’operazione, in altri termini, dovrà essere ben congegnata per ridare fiducia agli assicurati, con il mercato che garantirebbe la solvibilità di Eurovita evitando che i circa 15 miliardi di riserve della compagnia si volatilizzino rapidamente in conseguenza dei riscatti, rendendo reali le minusvalenze presenti nelle gestioni che al momento sono solo teoriche, visto che portando quei titoli fino a scadenza il capitale verrebbe interamente restituito.
Una monovra che sarà più chiara, nella sua interezza, nei prossimi giorni con un impegno complessivo del sistema che, nonostante l’iniezione di 100 milioni di Cinven, dovrebbe essere comunque di almeno altri 300 milioni. Lo stesso fondo di private equity, oggi azionista al 100% e che secondo il piano di salvaggio dovrebbe uscire completamente, potrebbe versare altre risorse in Eurovita, anche se ad oggi non ci sarebbe alcun impegno in tal senso. «Cinven sta lavorando da tempo con il team di gestione e, più recentemente, con il commissario di Eurovita per trovare una soluzione a lungo termine alla base di capitale della compagnia. In questo contesto, il Fondo 5 di Cinven ha iniettato 100 milioni di euro in Eurovita, in coerenza con il suo desiderio di aiutare la compagnia e il Commissario a trovare una soluzione, a beneficio dell'azienda e dei suoi stakeholder», hanno dichiarato ieri i rappresentato di Cinven. (riproduzione riservata)