La vittoria del No al referendum costituzionale non ferma l’intenzione del governo di riformare il sistema giudiziario. «Non voglio negare che speravamo di vincere il referendum», ma in ogni caso «non possiamo permetterci esitazioni: dobbiamo trasformare la delusione in opportunità, passare da una contrapposizione, anche troppo agonistica, a un percorso di virtuosa sinergia tra politica, magistratura e avvocatura». Lo ha sottolineato a MF-Milano Finanza il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto. E bisogna «cambiare rotta il più rapidamente possibile, per evitare che la memoria degli strascichi prevalga sulla necessità del fare». Tanto che, ha precisato il senatore di Forza Italia, «mi sono mosso immediatamente e personalmente per entrare in questa fase due».
Domanda. Ha già dunque avuto qualche riscontro da avvocati e magistrati?
Risposta. Devo dire che gli interventi di Rocco Maruotti, segretario dell’Associazione Nazionale Magistrati, e la disponibilità manifestata dall'avvocato Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense, lasciano ben sperare. L’obiettivo è quello di mettere ciascuno nelle condizioni di evidenziare le proprie proposte, tese a migliorare il nostro sistema giudiziario, cercando condivisioni più che diversità. Un punto di partenza utile, secondo me, potrebbe essere il documento che l’Anm aveva sottoposto al governo nel marzo del 2025. Il focus era su risorse, digitalizzazione e snellimento dei processi. È chiaro che politica e avvocatura potranno, a loro volta, formulare proposte e soluzioni.
D. Quali sono, secondo lei, le priorità da perseguire nel riformare il sistema della giustizia italiano?
R. Le direttrici sono tendenzialmente due: una logistica e una tecnico-procedimentale. Sia chiaro: per raggiungere i migliori risultati nell’interesse del Paese è necessario evitare preclusioni o pregiudizi. Come pure essere pronti a smussare spigoli vivi, sempre nell’interesse nazionale.
D. Intanto il giorno dopo la vittoria del No al referendum, si sono dimessi due membri della macchina del ministero della Giustizia: l’ormai ex sottosegretario Andrea Delmastro e il già capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi. Ne deriva qualche rallentamento operativo?
R. No, le attività proseguono in un clima di normalità. Abbiamo provvedimenti in Aula, lavori in Commissione, si va avanti regolarmente. Cercheremo, con Andrea Ostellari, di coadiuvare nell'urgenza il ministro Nordio per le deleghe tornate nelle sue mani: sul tema poi non resta che attendere la decisione della presidente del Consiglio, sulla nomina, o meno, del sostituto di Andrea Delmastro. Per quanto riguarda il capo di gabinetto, è stato appena nominato il presidente Antonello Mura, già alla testa dell'Ufficio Legislativo, persona di sicura esperienza e competenza . The ...work must go on. (riproduzione riservata)