«Le banche centrali devono essere preparate ad affrontare le conseguenze di shock se e quando si materializzeranno». Lo ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta in una conferenza a Helsinki, in merito ai rischi politici e geopolitici all’orizzonte, a pochi giorni dalle elezioni francesi. Panetta, riferendosi alla politica monetaria e senza citare Paesi, ha rilevato che la Bce deve considerare scenari più rischiosi accanto a quelli di base. In tal senso, vanno considerate le tensioni «tra Stati» ma anche quelle «all’interno degli Stati» dovute alle elezioni, che possono avere un impatto sull’inflazione difficile da prevedere.
Secondo Panetta, l’incertezza può svanire senza conseguenze, ma può anche causare deflussi di capitale e svalutazioni monetarie (tali da spingere in alto i prezzi) oppure ridurre la fiducia ed indebolire la domanda (bloccando la «fragile» ripresa in corso).
Perciò, ha osservato il governatore di Bankitalia, occorre che le banche centrali siano pronte a rispondere a eventuali shock garantendo «prontezza nell’utilizzare l’intera gamma di strumenti a disposizione per aggiustare l’orientamento monetario e proteggere la trasmissione della politica monetaria». Quest’ultimo richiamo appare in particolare un riferimento al Tpi (Transmission Protection Instrument), lo scudo Bce che ha l’obiettivo di evitare una frammentazione ingiustificata tra Paesi. Lo strumento si può attivare anche per Stati sotto procedura Ue per deficit eccessivo.
«I rischi politici e geopolitici rimangono elevati e richiedono consapevolezza, flessibilità e piani d’azione in base agli scenari», ha detto Panetta ricordando l’esperienza «istruttiva» degli ultimi 15 anni delle banche centrali.
Lo spread tra i titoli decennali francesi e quelli tedeschi è salito fino a 78 punti base nei giorni scorsi, mentre ieri è sceso a quota 71, comunque su livelli più alti rispetto ai 47 punti base registrati prima dell’annuncio di elezioni del presidente francese Emmanuel Macron. Lo spread Btp-Bund ha chiuso ieri a 154 punti base (era a 133 prima della notizia del voto in Francia).
«Non vedo per ora movimenti di mercato disordinati», ha detto il governatore finlandese Olli Rehn aggiungendo che la Bce «controlla la situazione in modo molto attento». Analoghe dichiarazioni erano arrivate nei giorni scorsi dalla presidente Bce Christine Lagarde e dal capoeconomista Philip Lane.
In tema di politica monetaria, Panetta ha sottolineato che occorre considerare i dati economici «senza sovrastimare deviazioni temporanee», anche perché «l’ultimo miglio nella disinflazione potrebbe richiedere soltanto pazienza e un monitoraggio attento». Inoltre il governatore di Bankitalia ha invitato i banchieri centrali europei a essere «cauti» evitando una «comunicazione erratica» e una «forward guidance casuale» legata a previsioni sui tagli dei tassi.
Quanto all’analisi economica, Panetta ha osservato che la persistenza dell’inflazione nei servizi è «solo apparente» poiché in questo ambito i prezzi sono saliti (e quindi poi scesi) in ritardo. Inoltre il carovita nei servizi è storicamente più alto di quello nei beni. L’effetto inflativo dei salari potrà essere mitigato dal calo dei costi intermedi, dai minori profitti delle imprese e da un recupero della produttività.
Inoltre sono arrivate buone indicazioni forward-looking dal calo dell’inflazione di fondo e dalla maggiore stabilità delle proiezioni sui prezzi. La Bce dovrà considerare poi, secondo Panetta, la stretta monetaria ancora in corso e l’effetto sul credito della riduzione del bilancio. Rehn ha giudicato «ragionevoli» le attese di mercato di altri due tagli quest’anno. La Bce intanto secondo Bloomberg avvierà la nuova revisione strategica dopo l’estate, con risultati attesi nel secondo semestre 2025. (riproduzione riservata)