«L'economia europea affronta questa fase con una crescita superiore alle attese e un'inflazione tornata sotto controllo, pur restando esposta agli shock esterni. La dinamica del Pil, intorno all'1,5%, è stata sostenuta dal recupero dei redditi reali e dal graduale allentamento delle condizioni monetarie. Questo miglioramento non è stato tuttavia sufficiente a ridare vigore ai consumi, ancora frenati dall'incertezza globale e dal desiderio delle famiglie di ricostituire il valore reale della ricchezza eroso dallo shock inflazionistico».
Lo ha affermato il Governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, al 32esimo Congresso Assiom Forex, spiegando che un contributo crescente viene invece dagli investimenti, soprattutto nei beni intangibili. Le imprese più grandi e tecnologicamente più avanzate segnalano un aumento della spesa in intelligenza artificiale e servizi cloud. «Sono sviluppi incoraggianti; nel complesso, tuttavia, l'impatto sull'economia resta più contenuto rispetto agli Stati Uniti».
La debolezza dell'attività industriale è accentuata dalla concorrenza cinese, ormai estesa ai comparti a maggiore contenuto tecnologico; in Germania i segnali di ripresa, connessi anche con un orientamento di bilancio più espansivo, rimangono circoscritti a pochi settori. L'inflazione è scesa all'1,7% a gennaio. Secondo le proiezioni dell'Eurosistema, dovrebbe stabilizzarsi attorno al 2% nel medio termine, dopo una fase in cui rimarrebbe leggermente al di sotto dell'obiettivo.
Nel frattempo la Banca centrale europea ha mantenuto invariati i tassi ufficiali dallo scorso giugno e i mercati non si attendono variazioni nel 2026. I rischi inflazionistici sono significativi in entrambe le direzioni. Da un lato, i mercati energetici rimangono esposti alle tensioni geopolitiche. Un rincaro persistente delle materie prime o un'ulteriore frammentazione delle filiere produttive globali, con conseguente aumento dei costi dei beni intermedi, potrebbero alimentare pressioni al rialzo sull'inflazione. Dall'altro lato, un ulteriore apprezzamento dell'euro, una forte correzione dei mercati finanziari o un irrigidimento nelle condizioni di offerta di credito potrebbero mantenere la dinamica dei prezzi al di sotto dell'obiettivo per un periodo prolungato.
Il calo dell'inflazione osservato a inizio anno, leggermente accentuato rispetto alle attese, non modifica significativamente la valutazione di medio termine, ma segnala alcuni elementi da monitorare, ha sottolineato Panetta. Il principale riguarda l'evoluzione delle importazioni dalla Cina, che dall'inizio del 2024 hanno registrato un aumento dei volumi del 27% e un calo dei prezzi dell'8. L'impatto disinflazionistico per ora resta contenuto, ma è già visibile - i prezzi dei beni più esposti alla concorrenza cinese decelerano più rapidamente degli altri - e potrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi.
In presenza di rischi di segno opposto, la politica monetaria deve mantenere un approccio flessibile, ancorato alle prospettive di medio termine e fondato su una valutazione complessiva dei dati e delle implicazioni per inflazione e crescita. Le proiezioni di marzo offriranno al Consiglio direttivo della Bce ulteriori elementi per orientare le decisioni nei prossimi mesi. (riproduzione online)