Le frodi sui pagamenti nell’Eurozona sono state pari a 4,3 miliardi di euro nel 2022 e 2 miliardi di euro nella prima metà del 2023. È quanto emerso nel rapporto congiunto pubblicato dalla Bce e dall’Eba che valuta i dati sulle frodi nei pagamenti segnalati dai fornitori di servizi di pagamento nell’Area Economica Europea. Le cifre riguardano bonifici, addebiti diretti, pagamenti con carta, prelievi di contante e transazioni in moneta elettronica.
La maggior parte delle frodi in termini di valore è legata a bonifici, mentre i pagamenti con carta hanno rappresentato la maggior parte in termini di volume. In particolare, nel primo semestre 2023 il valore totale dei bonifici fraudolenti inviati dai fornitori di servizi di pagamento europei è stato di 1,131 miliardi di euro e il valore delle frodi con carte è stato di 633 milioni di euro.
In termini di volume, sono state fraudolente 7,31 milioni di transazioni con carte europee nel primo semestre del 2023, mentre il numero di trasferimenti di credito, addebiti diretti, prelievi di contante e transazioni di moneta elettronica fraudolenti è stato significativamente inferiore. Le frodi sui pagamenti con carta si sono verificate prevalentemente con ordini di pagamento emessi dal truffatore, in seguito a carte smarrite o rubate e al furto di dati.
Nella prima metà del 2023 le frodi con carte emesse in Europa hanno rappresentato lo 0,031% del valore totale (ovvero 3,1 centesimi per ogni 100 euro di transazioni) e lo 0,015% del numero totale di pagamenti con carta. Tassi di frode simili sono stati osservati per le transazioni in moneta elettronica (0,022% in valore e 0,012% in volume). I tassi di frode sono stati sostanzialmente più bassi per altri strumenti, in particolare per i bonifici (0,001% in valore e 0,003% in volume).
Il rapporto ha confermato l’impatto positivo dei requisiti di autenticazione rafforzata del cliente (Sca) introdotti nell’ambito della direttiva europea sui servizi di pagamento (Psd2) e degli standard tecnici di supporto che l’Eba ha emesso nel 2018 in stretta collaborazione con la Bce. I tassi di frode per i pagamenti con carta sono inoltre risultati dieci volte più alti quando la controparte si trovava al di fuori dell’Europa e dove l’applicazione della Sca non è legalmente richiesta. (riproduzione riservata)