La strategia della Bce per rispondere all’evoluzione digitale nei pagamenti è basato su alcuni pilastri: la creazione di una soluzione paneuropea per ogni tipo di operazione, la diffusione dei bonifici istantanei e la maggiore resistenza dell’infrastruttura. Nel frattempo prosegue l’attività preparatoria sull’euro digitale. Così la Bce ha indicato i principali ambiti su cui lavorare nell’Eurozona per far fronte alle nuove abitudini dei consumatori.
I contanti restano lo strumento più utilizzato nei pagamenti, ma stanno cedendo sempre più spazio ad altre modalità, a cominciare dalle carte. Secondo gli ultimi dati relativi al 2022, il cash pesa per il 59% delle transazioni, rispetto al 79% del 2016, per un controvalore pari al 42% del totale, dal 54% del 2016. Al contrario le carte oggi sono usate nel 34% delle transazioni, in crescita dal 19% del 2016, per un valore del 46%, dal 39% del 2016.
Nonostante questa evoluzione, l’Europa è ancora priva di un sistema comune su carte e commercio online che consenta di non dipendere dai leader del settore americani e internazionali. «Il predominio di fornitori non europei solleva una serie di preoccupazioni riguardo alla piena conformità ai requisiti del mercato europeo, ai costi per gli esercenti e per gli utenti finali e alla sovranità europea», ha osservato un articolo della Bce.
Francoforte ha sostenuto lo sviluppo dell’iniziativa privata di Epi (European Payment Initiative) che però è bloccata da divisioni nazionali tra le banche europee. La Bce si è detta a favore anche di soluzioni simili ad Epi, purché rispettino alcuni obiettivi dell’Eurosistema.
Un altro obiettivo strategico dell’Eurosistema è quello di affrontare la limitata diffusione tra le banche dei pagamenti istantanei dopo il lancio del SEPA Instant Credit Transfer (SCT Inst). In tal senso l’Ue è vicina a un accordo finale che imporrà agli istituti di credito di fornire bonifici istantanei a un costo non superiore rispetto a quelli ordinari. Infine l’Eurosistema ha incluso tra le priorità la resilienza dei pagamenti retail «alla luce degli sviluppi geopolitici» come la guerra in Ucraina.
L’evoluzione digitale può aumentare l’efficienza nei pagamenti ma comporta anche rischi come la frammentazione del mercato, le frodi e gli attacchi cyber. I pagamenti dovranno considerare anche gli sviluppi legati all’intelligenza artificiale e all’uso della distributed ledger technology (Dlt).
Per l’autonomia strategica europea resta fondamentale l’avvio dell’euro digitale. A novembre è stata avviata una fase di preparazione per la Cbdc (Central Bank Digital Currency) che durerà due anni. Il progetto è guidato da Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Bce che ha l’incarico in precedenza svolto da Fabio Panetta. Il governatore della Banca d’Italia è divenuto nel frattempo presidente del Cpmi (Committee on Payments and Market Infrastructures) della Bri. Cipollone e Panetta interverranno al Forex a Genova il 9 e 10 febbraio. (riproduzione riservata)