Il prezzo dell’oro sale dello 0,49% a 2.079 dollari l’oncia con gli investitori che si preparano a un percorso aggressivo di tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel 2024. I mercati dei derivati scontano con una probabilità di quasi l'80% un taglio dei tassi entro marzo. Questo e i rendimenti più bassi dei Treasury Usa (al 3,5% quello del 10 anni) sono tipicamente favorevoli agli asset privi di rischio come l'oro, in rialzo del 13% nel 2023 e vicino al suo massimo storico a quota 2.146 dollari l’oncia. Tuttavia, il metallo giallo è ancora indietro rispetto, ad esempio, alle azioni (l'indice S&P 500 è prossimo a guadagnare un +24% nel 2023).
Tuttavia, l'oro potrebbe salire ancora nel 2024, specialmente in scia al taglio dei tassi di interesse negli Stati Uniti (i mercati ne scontano tre/cinque) e al deterioramento delle condizioni macroeconomiche globali. In generale, i prezzi dell’oro tendono ad avere una relazione inversa ai tassi di interesse. Con l’aumento del costo del denaro, la domanda di oro diminuisce poiché gli investimenti alternativi come le obbligazioni diventano più allettanti e producono rendimenti migliori. Al contempo, mentre l'economia statunitense è rimasta relativamente resiliente, altre parti del mondo, come la zona euro e la Cina, stanno affrontando un rallentamento sostenuto della crescita. Anche un aumento della domanda di beni rifugio, in caso di un'eventuale escalation nella guerra tra Israele e Hamas, potrebbe aumentare la domanda di questo metallo prezioso.
«Tra i metalli, siamo ancora molto positivi sull’oro. La dinamica del 2023 e i recenti nuovi massimi storici ne sono una testimonianza», affermano gli esperti di IG Italia nel loro outlook 2024, osservando che la domanda da parte di Banche centrali e grandi investitori rimane solida e nel 2024 dovremmo assistere a nuovi massimi storici. I driver di questo movimento, spiegano, saranno legati principalmente all’allentamento di politica monetaria da parte delle principali banche centrali, Federal Reserve in primis, e all’ipotesi di un hard landing dell’economia dopo il ciclo di rialzi dei tassi. «Entrambi i fattori, peraltro strettamente dipendenti tra loro, potrebbero alimentare un upside verso i 2.500 dollari l’oncia», prevedono a IG Italia.
Dal punto di vista grafico, il rimbalzo dei prezzi visto sull’area di 1.800 dollari l’oncia, minimi di marzo scorso nonché ultimo ritracciamento di Fibonacci nel rally partito a ottobre 2022, è stato davvero imponente e ha portato i prezzi verso i nuovi massimi storici. «Questo elemento sottolinea quanto sia forte il mercato sottostante. Nonostante il nuovo record storico a 2.146 dollari l’oncia sia stato raggiunto solo con un violento spike notturno, crediamo che questo possa essere rivisto e aggiornato nel caso il mercato dovesse superare quota 2.080 dollari, precedente massimo storico. Qui gli acquisti potrebbero fare da traino per la risalita che lo condurrà poco dopo l’estate 2024 a 2.500 dollari», concludono gli esperti di IG Italia.
In effetti, notano anche gli analisti di XTB nel loro outlook 2024, dal 2020 l’oro è stato mantenuto all’interno di un ampio range di consolidamento dei prezzi compreso tra 1.600 e 2.000 dollari l’oncia. Con la potenziale fine del ciclo di rialzi dei tassi negli Stati Uniti, la prospettiva che l’oro possa finalmente superare questo pattern di prezzo è in arrivo. «Uno scenario simile si è verificato durante il precedente ciclo di stretta del 2015-2018, in cui l’oro è rimasto all’interno di un range compreso tra 1.050 e 1.350 dollari. Con l’introduzione dei tagli dei tassi, l’oro ha intrapreso una chiara traiettoria ascendente», sottolineano a XTB.
La storia può, dunque, ripetersi. «Le aspettative del mercato suggeriscono che i primi tagli dei tassi potrebbero emergere già verso la metà del 2024. I dati statistici mostrano che l’aumento medio del prezzo dell’oro nei due anni successivi all’ultimo rialzo dei tassi è vicino al 20%. Se questo schema dovesse ripetersi, l’oro potrebbe non solo superare i suoi massimi storici, ma raggiungere potenzialmente livelli prossimi ai 2.400 dollari», stimano a XTB. Inoltre, «l’oro in genere registra guadagni poco prima e dopo il primo taglio previsto in un ciclo».
Il rischio principale di questo scenario è un potenziale ritorno ai rialzi dei tassi, che potrebbe portare a una ripresa della forza del dollaro e a un rally dei rendimenti. Da un punto di vista fondamentale, la domanda di oro è stata relativamente contenuta nell’ultimo anno. Tuttavia, indicano ancora gli esperti di XTB, un dollaro più debole, abbinato a uno yuan cinese e una rupia indiana più forti potrebbero cambiare questa situazione. Questi paesi sono fondamentali per la domanda fisica di oro. Inoltre, con la fine delle attività di vendita degli Etf sull’oro, i potenziali afflussi di capitale in questi fondi potrebbero stimolare un’ulteriore domanda di oro fisico. (riproduzione riservata)