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Oro, nuovo massimo storico. Scatta anche l’argento. Segnali di ipercomprato?
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Oro, nuovo massimo storico. Scatta anche l’argento. Segnali di ipercomprato?

23 settembre 2024, 10:46 Ultimo aggiornamento: 11:25

Le posizioni lunghe sui futures del metallo giallo sono tornate ai livelli dello shock Covid e i dati sugli Etf/Etc in oro fisico indicano continui afflussi netti durante il mese di settembre. L’argento cavalca l’onda della reflazione. I prossimi target

La corsa dell'oro non si ferma. Il metallo giallo ha aggiornato oggi, 23 settembre, il massimo storico a quota 2.631 dollari l’oncia. La ragione principale è legata alle crescenti tensioni geopolitiche che ne hanno accresciuto l'appetibilità. La paura di un aumento degli scontri in Medio Oriente, con Israele che avanza verso il confine con il Libano solleva preoccupazioni sulla possibile escalation del conflitto, spiega Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades. D’altro canto, a sostenere ulteriormente il prezzo del lingotto è il fatto che molte banche centrali, specie del sud est asiatico, sono le principali acquirenti in questa fase. 

Cosa spinge l’oro

Il metallo prezioso ha registrato un aumento della domanda dopo la decisione della Federal Reserve della scorsa settimana di tagliare i tassi di interesse di 50 punti base. In seguito all'annuncio, gli operatori hanno valutato l'inizio di un ciclo di allentamento, con la possibilità di ulteriori tagli dei tassi di 50 punti base entro la fine dell'anno e di ulteriori riduzioni nel 2025. «Questa prospettiva sta generando ottimismo tra gli investitori in oro, poiché i rendimenti del Tesoro si sono attenuati e il dollaro si è indebolito rispetto alle altre valute, facendo salire i prezzi dell'oro. In questo contesto, è possibile che si prospettino ulteriori aumenti dei prezzi soprattutto se il prossimo discorso pubblico del presidente della Fed, Jerome Powell, e la pubblicazione di venerdì dell'indice sull’inflazione preferito dalla Fed, l'indice Pce (Personal Consumption Expenditures), si allineeranno alle aspettative dovish del mercato», prevede Berlinzani.

Le posizioni lunghe sui futures dell'oro sono tornate ai livelli dello shock Covid

Così l’oro è riuscito a recuperare la caduta di mercoledì post taglio dei tassi Fed. I mercati restano convinti che la Fed dovrà fare di più per sostenere l'economia statunitense. Il Cme FedWatch suggerisce che ridurrà i tassi di un ulteriore 0,75% (rispetto allo 0,5% previsto dalla Fed) e del 2% (rispetto all'1,5% previsto dalla Fed) entro la fine del 2024 e il 2025, rispettivamente. «Non sorprende che ciò abbia fatto scendere sia il rendimento dei Treasury Usa a 2 anni, sia l'indice del dollaro (Dxy) ai minimi degli ultimi 2 anni, il che ha contribuito a far salire i prezzi dell'oro», afferma Mike Ingram, analista di Kinesis Money. «Anche le tensioni geopolitiche in corso e l'incertezza economica continuano a sostenere l'oro. Nonostante i prezzi elevati, la domanda di investimento in oro è rimasta robusta. Il più recente rapporto Cftc Commitments of Traders suggerisce che le posizioni speculative lunghe sui futures dell'oro sono tornate ai livelli dello shock Covid di marzo 2020. Nel frattempo, i dati sugli Etf/Etc in oro fisico indicano continui afflussi netti durante il mese di settembre. Anche la domanda di gioielli in oro, precedentemente un'area di relativa debolezza, mostra segni di ripresa nel mercato chiave dell'India».

Detto questo, precisa Berlinzani, «è tecnicamente difficile individuare target in un mercato che non ha punti di riferimento storico intorno a questi livelli, per cui, prima di avventurarsi in possibili vendite perché è alto converrebbe probabilmente, far costruire una configurazione a doppio massimo o a massimi decrescenti». Guardando al grafico dell'oro, nota Ingram, «il metallo giallo sta attualmente testando il livello di estensione di Fibonacci del 61,8% a 2.630 dollari l’oncia, ma l'Rsi ha raggiunto livelli di ipercomprato. È presente una resistenza obliqua ascendente significativa, ma un movimento sostenuto sopra questo livello espone un nuovo obiettivo di rottura al livello di estensione Fibonacci del 100% a 2.698 dollari l’oncia. Invece, i supporti si trovano alle estensioni Fibonacci del 38,2% e del 23,61%, rispettivamente, a 2.588 dollari l’oncia e a 2.562 dollari l’oncia e alla media mobile semplice a 20 giorni ascendente a 2.539 dollari l’oncia».

L’argento cavalca l’onda della reflazione

Non è da meno l'argento che ha superato la soglia di 31 dollari l’oncia (oggi, 23 settembre, scambia a 30,80 dollari l’oncia) per la prima volta dal 16 luglio, spinto dalla stessa combinazione di tassi Usa più bassi e dollaro più debole. Il tema globale della reflazione - a cui l'argento è più direttamente esposto - ha ricevuto un ulteriore impulso venerdì, quando la South African Reserve Bank ha deciso di sfruttare lo spazio creato dai tassi Usa più bassi per tagliare anche i propri tassi. Nel frattempo, la Banca del Giappone ha adottato un tono meno aggressivo di fronte allo yen più forte e al dollaro più debole. Il ciclo globale dei tassi sta chiaramente accelerando e gli annunci e le linee guida delle banche centrali globali rimarranno un punto focale per chi investe in argento in futuro. 

Tuttavia, il quadro della domanda di argento appare contrastato. Mentre il più recente rapporto Cftc Commitments of Traders suggerisce che la domanda degli investitori per questo metallo attraverso posizioni lunghe speculative nette sui futures è tornata a livelli elevati, i fondi Etf/Etc hanno recentemente visto deflussi con una chiara sensibilità al prezzo sopra i 29 dollari l’oncia. «I dati in arrivo suggeriscono che la crescita industriale è debole, sebbene il ribasso sia limitato poiché si prevede che il mercato dell'argento rimarrà in deficit strutturale nel 2024 a causa di un'offerta inferiore», spiega Ingram secondo il quale è necessario un movimento sostenuto sopra la resistenza a 30,86 dollari l’oncia per superare il massimo dell'11 luglio a 31,75 dollari l’oncia, mentre il supporto è a 29,78 dollari l’oncia. «Il momentum è forte, ma non ancora a livelli di ipercomprato», conclude Ingram. (riproduzione riservata)



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