L’oro continua a scintillare. Nella mattina del 27 agosto scambia a 2.546 dollari l’oncia, in lieve flessione e poco sotto il massimo storico. Nelle ultime settimane, i futures sul metallo prezioso hanno superato per la prima volta la soglia di 2.500 dollari, raggiungendo il picco intraday di 2.570 dollari il 20 agosto, trainati dal clima di incertezza geopolitica e dai tagli dei tassi attesi negli Usa.
Un fattore importante che ha spinto gli investitori a privilegiare l'oro come investimento è l'alto grado di incertezza nello scenario globale. Quest'anno in particolare è caratterizzato «dai grandi appuntamenti elettorali che si sono tenuti o si devono ancora tenere e che a dicembre avranno portato alle urne circa due quinti della popolazione mondiale», afferma Elisa Piscopiello, senior Etf Analyst di Legal & General Investment Management (Lgim). Secondo l'analista, i cambiamenti al piano politico, come quelli già visti in India e in Francia, e previsti a novembre negli Stati Uniti, «hanno notevolmente modificato il rischio associato» agli investimenti nei mercati azionari.
Un ulteriore elemento di turbolenza è dovuto alle tensioni e i conflitti sempre più estesi in tutto il mondo. In particolare, il fragile «processo di pacificazione in Ucraina e a Gaza, dove ogni giorno possono scoppiare nuove ostilità», limita la prevedibilità del mercato delle materie prime, soprattutto del petrolio, aumentando così la volatilità dei prezzi.
«Tutto questo rappresenta uno scenario favorevole per l’oro, in quanto è sempre stato considerato una soluzione di investimento ideale per tutelarsi contro l’incertezza», continua Piscopiello. «Inoltre questa commodity ha beneficiato anche dei considerevoli acquisti effettuati dalle banche centrali e dagli investitori asiatici – i quali stanno creando posizioni sia attraverso acquisti diretti, sia tramite Etf».
A contribuire al rafforzamento del metallo giallo sono anche «le prospettive di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, con conseguente indebolimento del dollaro, che a seguito della recente impennata della volatilità di mercato sembra non solo più probabile, ma anche in grado di sostenere questo rally almeno nel medio termine», spiega l’analista.
Esistono diverse modalità per investire in oro, dall'acquisto diretto del metallo all'investimento in società minerarie che lo estraggono. La strategia migliore «dipende da quelle che sono le necessità degli investitori», dice Piscopiello. «Nel caso dell’oro fisico, questo presenta il vantaggio di essere una riserva di valore che non deperisce ed è universalmente riconosciuta, anche attraverso le epoche. Inoltre, essendo un asset reale, l’andamento del prezzo è molto più legato a dinamiche specifiche del suo mercato e ciò lo rende uno scudo efficace contro l’inflazione, creando anche una correlazione positiva tra aumento dell’inflazione e performance».
Per quanto riguarda le società minerarie, «il valore delle loro azioni è fortemente collegato all’andamento dell’oro, ma può essere determinato anche da fattori idiosincratici», spiega l’analista. «Anche se gli investitori possono cercare di eliminare i rischi che questi fattori comportano, alcuni elementi di incertezza restano. Pertanto, investire in queste azioni è un’operazione orientata a creare un’esposizione al prezzo dell’oro, ma che garantisce anche un ulteriore premio di remunerazione del rischio». Gli investimenti societari, inoltre, offrono un vantaggio a livello di liquidità nonché il beneficio di «non dover sostenere i costi legati alla logistica e allo stoccaggio e un potenziale reddito aggiuntivo generato dai dividendi», conclude Piscopiello. (riproduzione riservata)