Prime crepe nel matrimonio tra OpenAi e Nvidia? Il colosso dell’Intelligenza Artificiale, stando a quanto riportato da Reuters, sarebbe scontenta delle prestazioni di alcuni dei chip forniti dal gruppo dei semiconduttori secondo quanto riportato all’agenzia da otto fonti riservate.
Per questo, già a partire dallo scorso anno, avrebbe iniziato a valutare delle alternative per i chip che supportano lo sviluppo di ChatGpt. Le due aziende, però, hanno provato già a smentire i rumors di contrasti.
A generare la necessità di una diversa tipologia di chip, stando a quanto riportato da Reuters, sarebbe la crescente importanza dei semiconduttori che supportano l’inferenza AI, vale a dire il processo che supporta la generazione delle risposte alle richieste degli utenti ai servizi di intelligenza artificiale come ChatGpt.
Sebbene Nvidia resti l’azienda di riferimento per l’addestramento dei modelli AI di grandi dimensioni, i chip per l’inferenza stanno diventando un campo in cui OpenAi valuterebbe alternative.
Sette fonti hanno affermato che OpenAI non è soddisfatta della velocità con cui l'hardware di Nvidia riesce a fornire risposte agli utenti di ChatGpt per specifici tipi di problemi, come lo sviluppo software e la comunicazione dell'AI con altri software. Tanto che, secondo due fonti citate da Reuters, OpenAi avrebbe discusso collaborazioni con alcune startup come Cerebras e Groq per fornire chip per un’inferenza più rapida. Tuttavia Nvidia ha stretto un accordo di licenza da 20 miliardi di dollari con Groq, bloccando le trattative.
Va ricordato che Nvidia starebbe discutendo un investimento fino a 100 miliardi di dollari in OpenAI, risorse da utilizzare anche per l’acquisto di chip avanzati dallo stesso gruppo. Tuttavia l’accordo, emerso con alcuni rumors a settembre, non è ancora stato finalizzato e nel frattempo il colosso dell’AI guidato da Altman ha stretto accordi commerciali con Amd e altri produttori.
Nel weekend il ceo di Nvidia, Jensen Huang, ha smentito possibili tensioni con OpenAI. In una nota la società ha detto che le aziende «continuano a scegliere Nvidia per l'inferenza perché offriamo le migliori prestazioni e il miglior costo totale di proprietà su larga scala».
Anche un portavoce di OpenAi, a Reuters, ha dichiarato che il gruppo di Altman continua ad affidarsi a Nvidia per alimentare la maggior parte dei processi di inferenza e che il gruppo di Huang continua a offrire il miglior rapporto qualità-prezzo. E Altman stesso, in un post su X, ha detto che Nvidia produce «i migliori chip di intelligenza artificiale al mondo» e che OpenAI sperava di rimanere un «cliente gigantesco per molto tempo». (riproduzione riservata)