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Nvidia vicina all’acquisto di Hugging Face per 14 miliardi: accelera la diversificazione nell’AI
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Nvidia vicina all’acquisto di Hugging Face per 14 miliardi: accelera la diversificazione nell’AI

02 settembre 2026, 08:35 Ultimo aggiornamento: 08:42

Il prezzo, quasi 14 miliardi di dollari considerando gli incentivi ai dipendenti, mostra quanto il ceo Huang sia disposto a investire per assicurarsi un ruolo centrale nel prossimo capitolo della rivoluzione dell’AI: sviluppatori e modelli open source

Nvidia si prepara a vincere una nuova scommessa sull’intelligenza artificiale. Il colosso dei chip guidato da Jensen Huang è in trattative avanzate per acquisire Hugging Face, startup diventata uno dei principali hub mondiali per la condivisione e lo sviluppo di modelli di AI. L’operazione potrebbe raggiungere un valore complessivo di circa 14 miliardi di dollari e un accordo, secondo quanto riferito da fonti vicine alla vicenda a Bloomberg, potrebbe essere raggiunto già questa settimana.

La valutazione dell’operazione sarebbe pari a 12,9 miliardi di dollari, mentre circa 1 miliardo potrebbe essere destinato a un pacchetto di retention per i dipendenti di Hugging Face. Una formula che segnala quanto, oltre alla tecnologia e alla piattaforma, Nvidia sia interessata al capitale umano della startup. Al momento, però, nessun accordo definitivo è stato raggiunto. Le condizioni e le tempistiche potrebbero ancora cambiare. 

La nuova frontiera dell'impero Nvidia

Per Nvidia sarebbe un’operazione dal forte valore strategico. Il gruppo di Santa Clara non è più soltanto il principale produttore mondiale di acceleratori per l’intelligenza artificiale, i chip utilizzati per addestrare e far funzionare i modelli. La strategia di Huang punta infatti a costruire un ecosistema sempre più ampio, nel quale hardware, software, modelli e strumenti per gli sviluppatori siano strettamente integrati.

Ed è proprio qui che si inserisce Hugging Face. Fondata nel 2016, la startup gestisce una piattaforma sulla quale sviluppatori e ricercatori possono condividere modelli di intelligenza artificiale e strumenti software. Nel mondo dell’AI è diventata una sorta di infrastruttura di riferimento per la comunità open source, consentendo di mettere a disposizione dei modelli che possono essere utilizzati e sviluppati da altri.

L’acquisizione consentirebbe, quindi, a Nvidia di controllare un punto strategico della filiera dell’intelligenza artificiale: non soltanto i chip sui quali vengono eseguiti i modelli, ma anche uno degli ambienti nei quali quei modelli vengono creati, condivisi e adottati.

Una scommessa sull’open source

La mossa assume particolare rilevanza alla luce della strategia di Jensen Huang sull’AI open source. Il colosso Usa ha interesse a sostenere un ecosistema nel quale lo sviluppo dell’intelligenza artificiale non sia concentrato esclusivamente nelle mani di pochi grandi operatori tecnologici.

Un paradosso, almeno in apparenza: proprio le grandi società tecnologiche rappresentano oggi una parte fondamentale della domanda per i chip di Nvidia e sono tra i principali clienti del gruppo, ma allo stesso tempo stanno investendo miliardi nello sviluppo di processori proprietari per ridurre la dipendenza dagli acceleratori della società californiana.

Per Huang, dunque, favorire un ecosistema più aperto può significare anche ampliare il mercato complessivo dell’AI e, di riflesso, la domanda di infrastrutture Nvidia.

Da 4,5 a quasi 13 miliardi di dollari

Il prezzo ipotizzato per Hugging Face evidenzia inoltre la rapidissima rivalutazione degli asset legati all’intelligenza artificiale. La startup era stata valutata 4,5 miliardi di dollari in un round di finanziamento tre anni fa. Se l’attuale trattativa andasse in porto a 12,9 miliardi, la valutazione sarebbe quasi triplicata in un arco di tempo relativamente breve.

Nvidia è già azionista di Hugging Face, insieme ad alcuni dei maggiori protagonisti della tecnologia mondiale, tra cui Alphabet, Google, Amazon, Intel e Salesforce. L’interesse non arriva quindi da un investitore esterno, ma da un gruppo che conosce già la società e il suo posizionamento nel mercato.

Il risiko dell’AI continua

L’eventuale acquisizione si inserirebbe in una campagna di espansione che Nvidia ha intensificato negli ultimi mesi. Il gruppo ha infatti concluso diverse operazioni e accordi strategici per ampliare la propria presenza oltre il business tradizionale dei chip.

Ad agosto ha siglato un accordo di licenza da 6 miliardi di dollari con la startup Poolside, operazione che comprendeva anche offerte di lavoro per numerosi dipendenti della società. In precedenza il gruppo ha investito 20 miliardi di dollari per acquisire la maggior parte di Groq, startup specializzata nei chip per l’intelligenza artificiale.

L’AI ha un potenziale notevole, l’ultima conferma arriva da Dell

Il filo conduttore è chiaro: Nvidia vuole presidiare una porzione sempre più ampia della catena del valore dell’AI, dal calcolo ai software, fino agli strumenti utilizzati dagli sviluppatori. Il tutto in un mercato che non mostra ancora segnali di rallentamento. La società di Santa Clara ha infatti fornito di recente una previsione particolarmente forte per l’esercizio fiscale 2028, indicando una crescita dei ricavi nell’ordine del 70%, ben oltre al stima del consenso degli analisti che si fermava a +45%.

Ultima Dell Technologies (+7% nelle contrattazioni after-hour a Wall Street) che ha rivisto al rialzo le previsioni sui ricavi annui da 167 miliardi a 192 miliardi di dollari e su quelli dei server ottimizzati per l’intelligenza artificiale a 74 miliardi per l’anno fiscale 2027, aumentando al contempo quelle sull’utile per azione a 25,50 dollari da 17,90 dollari per la seconda volta quest’anno, grazie proprio alla forte crescita della domanda dei propri server per l’AI, dotati dei chip di Nvidia e ricercati dai fornitori di servizi cloud per l’intelligenza artificiale, Nscale e CoreWeave, per la creazione di cluster di calcolo destinati all’addestramento e all’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale. (riproduzione riservata)



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