Aumento di capitale Open Fiber al via in primavera. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, c’è l’accordo fra Cdp e il fondo infrastrutturale australiano Macquarie, i due grandi grandi soci di Open Fiber, per l’iniezione da un miliardo di euro di equity nella società della rete in fibra.
Il gruppo guidato da Giuseppe Gola fa capo per il 60% a Cassa e per il 40% a Macquarie. Oggi Open Fiber dovrebbe riunire un consiglio di amministrazione per varare una manovra cornice in grado di sbloccare l’iter per accendere nuovi finanziamenti bancari di una grandezza analoga e portare complessivamente nelle casse oltre due miliardi di euro. Serviranno a garantire l’operatività del gruppo e completare la rete entro giugno 2026.
Per quanto riguarda la valutazione dell’azienda della rete necessaria a definire gli impegni relativi dei singoli soci si attenderà poi il nuovo anno quando si conoscerà l’entità del taglio dei numeri civici per definire il reale perimetro delle aree grigie (quelle semi-concorrenziali) da coprire con la fibra e si avranno a disposizione gli oltre 600 milioni di euro aggiuntivi sulle aree bianche messi a disposizione dalla legge di Bilancio (da corrispondere in tre tranche tra il 2027 e il 2029).
Il consistente ridimensionamento delle aree grigie assicurerà che Open Fiber termini i lavori entro la scadenza di giugno 2026, senza perdere i fondi del Pnrr destinati al Piano Italia a 1 Giga e di sopportare meno costi per il completamento delle opere, guadagnando marginalità. Il compromesso trovato ora dai due soci consentirà a entrambi di partecipare all’aumento di capitale, dando un segnale al consorzio composto da 34 banche che dal 2016 stanno sostenendo Open Fiber. (riproduzione riservata)