Se ne va una delle più antiche società di Piazza Affari. Alba Srl ha infatti comunicato di aver lanciato un'opa su Borgosesia, guidata dall’amministratore delegato Mauro Girardi, cui seguirà il delisting del titolo da Euronext Milan. Il gruppo milanese specializzato nel settore immobiliare e negli alternative assets è stato fondato nel 1873 ed è quotato a Milano da fine Ottocento. La capitalizzazione nel corso degli anni è scesa e ora il titolo vale attorno a 33,5 milioni di market cap.
La proposta è di 0,710 euro per ciascuna (cum dividendo) che include le cedole relative ad eventuali dividendi e incorpora un premio del 20,3% rispetto al valore del titolo del 16 febbraio di 0,590 euro. Il corrispettivo dell’operazione è di 33,87 milioni di euro. Martedì 17 febbraio il titolo è balzato del 18,7% a 0,7 euro.
Alba Srl è il veicolo detenuto dall’Istituto Atesino di Sviluppo (Isa), holding di partecipazioni presente da oltre 90 anni in Trentino-Alto Adige. La stessa Isa, Preto Srl, Carlo Tassara International (Cti), Sofia Holding Srl e Valentina Brioschi hanno sottoscritto un accordo in base al quale Isa si impegna a portare in adesione il 24,685% dei titoli (23,509% dei diritti di voto), Cti il suo 5,0% (4,762% dei diritti di voto), Valentina Brioschi e Sh il 19,998%.
Sempre in base agli accordi, entro il 25 febbraio il capitale sociale di Alba sarà suddiviso per il 40% in capo a Isa, per il 40% a Preto (controllata da Dario Tommasi e Pierangelo Tommasi, sono imprenditori con terreni e tenute vinicole in tutta Italia), per il 10% a Cti, società di partecipazioni industriali e investimenti finanziari di diritto lussemburghese che fa capo a Carlo Tassara, per il 10% a Sh, società di diritto italiano in mano a Valentina Brioschi.
Nel 2025 Borgosesia ha registrato un'accelerazione del percorso di transizione strategica verso il ruolo di alternative asset manager grazie all'acquisizione di OneOSix. Alla fine dell'esercizio, gli asset in gestione sono saliti a 693 milioni (+421% sul dato al 30 giugno) e il turnover di crediti deteriorati si è attestato a 203 milioni, a fronte di nuovi investimenti diretti per 18,3 milioni, per lo più rappresentati dall'acquisto di single name ipotecari e, per il restante, dalla sottoscrizione di note in operazioni di cartolarizzazione ed acquisto di titoli e partecipazioni conclusi dalla divisione Alternative (8,3 milioni di cui 0,6 milioni nel search fund EasyGo).
È proseguita l'attività di valorizzazione del portafoglio immobiliare proprietario destinata ad assumere, in termini di investimenti diretti minore rilevanza: ha raggiunto l'importo complessivo di 22,8 milioni con un decremento rispetto al 2024 del 33,3%. (riproduzione riservata)