Omoda 9 Super Hybrid: la nuova crossover da 537 CV e oltre 1100 km di autonomia
Futuribile, con immagine decisa e personale, interni e dotazioni di alta gamma, ha un sistema ibrido plug-in con oltre 500 cavalli che la fa consumare pochissimo. Proposta in unico allestimento, ha prezzo senza confronti
«Future, fashion, technology, green»: semplice focalizzare lo spirito del marchio Omoda. Un po’ meno, in apparenza, addentrarsi nel significato della sigla «Lohas», con la quale inquadra il ruolo della nuova crossover ibrida Omoda 9: definita dal costruttore, il gruppo cinese Chery che è anche il primo esportatore di automobili al mondo, «Lifestyles of health and sustainability». Definizione non solo creativa, ma emersa da uno studio alla Bocconi in occasione della Design Week, che focalizza le doti salienti del modello con le parole chiave: «Dinamismo, avanguardia e moda».

I proclami non mancano, ma la sostanza non è da meno, come Gentleman ha avuto modo di percepire in una presa di contatto in provincia di Brescia attorno al Montorfano: la collina morenica che proteggendo il Lago d’Iseo ha generato il microclima che ha consentito alla Franciacorta di diventare un’eccellenza vinicola mondiale.
Un po’ come i due marchi uniti Omoda & Jaecoo (che in un paio d’anni con oltre 400 mila auto vendute valgono già il 22% della produzione Chery, seimila delle quali in Italia in pochi mesi. Entrambi producono vetture a propulsione termica, elettrica o ibrida. Questa, come per Omoda 9, con sistemi brevettati definiti Super Hybrid che reinterpretano, rivoluzionandoli, gli schemi di funzionamento tradizionali, ottenendo percorrenze record.

Omoda 9, l’ultimo modello, pur essendo una crossover di taglia importante, con prestazioni conseguenti alla potenza (nominale complessiva, come sarà spiegato più oltre) dei quattro motori di oltre 500 cavalli, può arrivare a un’autonomia totale oltre i 1100 km.
Il nuovo modello è al vertice della gamma, in ampliamento entro la fine del 2025, con dieci possibilità di scelta. Tra le attuali già disponibili e i nuovi arrivi in ordine di apparizione: l’apripista Omoda 5 che aggiunge alla termica l’elettrica e l’ibrida, le già disponibili Jaecoo 7 termica e Super Hybrid, Omoda 9 protagonista di queste righe; quindi Jaecoo 5 (termica, elettrica e ibrida), Jaecoo 8 Super Hybrid, Omoda 7 termica e Super Hybrid.

Omoda 9 è un bel pezzo di design: sarà che Chery da anni monta Land e Range Rover per il mercato cinese, ma certi tratti denotano un’attenta osservazione del marchio britannico, realizzando quasi un’evoluzione futuribile di Velar. Ispirazione che denota stile attento alle regole auree delle proporzioni (0,618 il rapporto tra superfici vetrate e lamiere, con linee tese e nette come quella del lungo cofano che continua per tutta la vettura. Seguita dall’accenno di ondulazione che tende a convergere, nella coda alta, con il tetto spiovente, teso e sospeso (floating: galleggiante, come è definito fin dalla prima Range Rover del 1970 a oggi, restando un’icona raffinata e desiderabile.

Immediatamente identificabile dal frontale alto e squadrato, Omoda 9 si fa riconoscere anche al buio, con 134 led che lo incorniciano su tre lati, delineandone l’immagine solida e decisa. Completata dai proiettori matrix led intelligenti e dal lettering Omoda altrettanto luminoso: citazione, questa, che omaggia nuovamente Range Rover con la scritta a lettere in rilievo sul cofano.

Anche le misure sono importanti: 4775 mm per 1920 di larghezza e alta 1671, con passo lungo 2800 e coefficiente aerodinamico di 0,308. Aerodinamicità che favorisce l’economicità di utilizzo e l’autonomia: con serbatoio per 70 litri di benzina e batteria surdimensionata (plug-in, ricaricabile anche con corrente continua a 65 kW) da 34,5 kWh per 145 km di percorrenza (181 in città), Omoda 9 è omologata come citato a più di 1100 km ma in attesa di sfide (organizzate a breve) per andare oltre, come già accaduto con Omoda 7 Super Hybrid, che ha superato i 1400.

Uno sguardo alla tecnica: preceduto da un avvertimento ai puristi, di non fermarsi a cilindrata e potenza del propulsore termico, che non è il primo per cavalleria in questo modello. Sono infatti quattro i motori presenti: il termico di 1,5 litri a quattro cilindri funzionante a ciclo Miller da 143 cavalli, due motori elettrici anteriori da 75 e 90 kW (102-122 CV), uno per la trazione anteriore e l’altro per la gestione della batteria; il posteriore di trazione da ben 175 kW (238 CV). La potenza complessiva di 395 kW è nominale, tradotta in 537 CV secondo un calcolo del costruttore, perché i motori elettrici danno valori solo di picco e non costanti come il termico. Elevato il valore della coppia massima complessiva: 615 Nm.
La trasmissione integrale, in prevalenza posteriore, può ripartire tra due assi dal 10-90% al rapporto opposto, 90-10. Variabile anche l’apporto di trazione elettrica alle ruote: la batteria mantiene sempre almeno il 20-25% della capacità e non sforza il sistema, operando mediamente a metà carica.
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Alcuni altri dati: brillante l’accelerazione da 0 a 100 km/h di 4,9 secondi, la velocità è limitata a 180 km/h, il consumo omologato è di 1,7 l/100 km, che salgono a 7 nel caso di batteria completamente scarica, pressoché impossibile come appena spiegato.

Dalla tecnica al fascino: aprendo le portiere si spalanca la vista su uno stile da sketch. Con l’opzione extra, a 1000 euro, i rivestimenti in pelle nappa rossa (pannelli delle porte compresi) colpiscono, esaltando la pulizia del design. Disponibili in abbinamento alla carrozzeria Carbon black o all’opaca Matte grey (le altre sono Tech silver, mentre Khaki white è la sola senza sovrapprezzo). Artigianalità e minimalismo hi-tech, con la dominante plancia curva da 24,6 pollici e l’audio Sony (14 altoparlanti, due nel poggiatesta del guidatore), pensati per chi considerasse ancora l’auto una raffinata estensione della propria sensibilità estetica. Tecnologia con sistema integrato intelligente con il quale luci, musica e design interagiscono materializzando un’atmosfera (insonorizzata e prova di trattamenti con formaldeide) coinvolgente e personalizzabile. Connettività avanzata e wifi a disposizione. Un neo: non è regolabile l’inclinazione degli schienali posteriori. Il bagagliaio offre volume utile da 660 a 1783 litri.
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Alla guida le dimensioni non intimidiscono, dalle prime manovre assistite con le particolari telecamere perimetrali a 540° (non è un refuso) che mostrano anche cosa ci sia sotto l’auto, agli allunghi con scatti possenti. Agile per lo sterzo leggero, ha sospensioni a controllo magnetico (si autoregolano fino a mille volte al secondo), cerchi da 20 e pneumatici Michelin. Solo nella guida più sportiva la massa (non irrilevante) si fa sentire nei cambi di direzione repentini. Il comfort è curato anche con l’elevatissima insonorizzazione.
Sotto la pelle, l’architettura elettronica controlla 19 Adas fino al parcheggio autonomo, otto airbag che mantengono l’estensione per sei secondi dopo l’urto, proteggendo da eventuali eventi successivi.
Omoda 9 Super Hybrid è in consegna nell’unico allestimento a 51.900 euro, più le sole eventuali opzioni cromatiche esterne ed interne; promozione di lancio di 6500 euro in caso di permuta, finanziamento con 36 rate da 319 euro mensili, con Taeg 6,76%.
Garanzia di 7 anni o 150 mila km (illimitati per i primi tre anni), che sale a 8 e 160 mila per le batterie e i componenti del sistema elettrico. In più, assistenza stradale per qualsiasi ragione. Tre anni di garanzia, una rarità, sui ricambi: già disponibili al 98% e in consegna entro 24/48 ore, perché prima ancora di far sbarcare le auto al porto di Livorno, erano già stoccati nel deposito centralizzato.(Riproduzione riservata)
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