Officina Stellare rafforza la sua posizione nel settore delle telecomunicazioni spaziali con un nuovo contratto da 7,5 milioni di euro. La società vicentina, leader nella produzione di strumentazione opto-meccanica per i settori aerospazio, ricerca e difesa, ha annunciato la firma di un’importante commessa pluriennale con Thales Alenia Space Italia, joint venture tra la francese Thales (67%) e il gruppo italiano Leonardo (33%).
L’accordo prevede la realizzazione di una stazione ottica di terra di nuova generazione per applicazioni di comunicazione laser (lasercom) con una durata complessiva di 65 mesi.
Dei 7,5 milioni di euro la prima tranche, del valore di 2,5 milioni di euro, sarà rilasciata entro i primi 14 mesi dalla sigla del contratto e coprirà il completamento della fase iniziale di progettazione. Mentre la seconda tranche sarà erogata entro i successivi 51 mesi e coprirà i rimanenti 5 milioni; tale fase vedrà la consegna del terminale ottico di terra e la sua successiva validazione.
La commessa si inserisce all’interno del progetto HyDron (High Throughput Optical Network) Element #2, parte del programma Artes Scylight dell’Agenzia spaziale europea (Esa), finalizzato a sviluppare la prima rete ottica multi-orbita al mondo. Il sistema sarà in grado di garantire trasferimenti di dati fino a 100 Gigabit al secondo; collegare satelliti in orbita bassa e geostazionaria; estendere le reti terrestri in fibra ottica fino allo spazio; assicurare resilienza e indipendenza strategica delle telecomunicazioni europee.
Nello specifico, la stazione ottica di terra progettata da Officina Stellare integrerà tecnologie di ottica adattiva e una suite software avanzata per la simulazione della propagazione atmosferica del laser, assicurando prestazioni elevate anche in condizioni avverse.
Il progetto HyDron rappresenta un traguardo strategico per la creazione di un’infrastruttura europea di comunicazione sicura e indipendente dalle reti tradizionali. «Siamo davvero entusiasti di essere tra i player coinvolti in questo programma estremamente innovativo», ha dichiarato Gino Bucciol, co-fondatore e VP Business Development di Officina Stellare. «Si tratta di uno dei progetti più avanzati al mondo, interamente europeo, e conferma il nostro ruolo pionieristico nelle comunicazioni ottiche. Accanto a Thales Alenia Space e agli altri membri del consorzio, metteremo a disposizione la nostra competenza per lo sviluppo di tecnologie che rafforzeranno l’indipendenza strategica dell’Europa in un settore cruciale come quello delle telecomunicazioni».
Quotato all’Egm il titolo Officina Stellare è schizzato in chiusura del 6,21% a 15,40 euro dopo un massimo intraday a 15,50 euro. In un anno è salito del 30% circa. Per gli analisti di Value Track il fair value dell’azione è a 16,20 euro. Assumendo che Officina Stellare scambi in linea con i competitor storici a 12 volte l’ev/ebitda fino al 2029, un investitore che entra oggi al prezzo di mercato attuale ed esce a dicembre 2029 otterrebbe un Irr (asso interno di rendimento) lordo annualizzato del 28%, con un ritorno cash di 3,08 volte.
Negli ultimi anni la società è diventata un partner fondamentale per importanti aziende globali nei settori aerospazio e difesa e ha conquistato una posizione dominante in diversi progetti governativi e di agenzie spaziali, con un portafoglio ordini pari a 48,7 milioni (+18% anno su anno). Dal 2025 è entrata in una nuova fase del proprio percorso industriale con un cambiamento verso un modello di business più scalabile e orientato al prodotto, grazie alla partnership strategica con Skyloom Global, pioniere statunitense nella trasmissione di dati spaziali multi-orbita e nelle tecnologie di comunicazione laser.
Proprio per tener conto di questo cambio di strategia e dei maggiori investimenti pianificati, di recente Value Track ha rivisto le sue stime sul gruppo: al 2027 si aspetta un valore della produzione a 65,9 milioni, con un tasso medio annuo di crescita nel periodo 2024-2027 del 44%; un ebitda a 15,2 milioni, cioè 3,2 volte il dato del 2024; un indebitamento finanziario netto pari a 19,9 milioni con un free cash flow operativo ante imposte a 2,8 milioni. (riproduzione riservata)