Conto alla rovescia per i risultati di Poste Italiane, attesi il prossimo 8 maggio. Equita si attende un solido trimestre e la conferma della guidance 2025 (ebit adjusted a 3,1 miliardi di euro e utile netto a 2,1 miliardi). In attesa, la Sim ha rivisto le sue stime e incluso la quota in Tim (24,81%). Di conseguenza il target price sull’azione è stato alzato del +4% a 17,7 euro (+0,46% a 17,36 euro il titolo in borsa) e il rating confermato a buy. In particolare, per il primo trimestre del 2025 Equita ha stimato ricavi netti a 3,2 miliardi (+4% anno su anno), un ebit a 0,78 miliardi (+10%), un margine al 24% e un utile a 0,53 miliardi (+6%).
A livello divisionale, ha previsto per Mail&Parcel ricavi a 968 milioni (+4%) con la corrispondenza in leggero calo anno su anno (-2%) in quanto le iniziative di re-pricing dovrebbero essere partite post chiusura del trimestre, mentre è stimato il mantenimento di una traiettoria a doppia cifra per i pacchi. La divisione dovrebbe riportare un ebit di 60 milioni (41 milioni nel primo trimestre del 2024). Per PostePay Services i ricavi sono attesi in crescita mid/high-single digit a 405 milioni con pagamenti in crescita mid-single digit nonostante alcuni impatti negativi sul transaction banking legati al contesto normativo; mobile stabile ed Energy in continua crescita. È atteso un ebit a 132 milioni (+12%).
Invece, per i Financial Services Equita si aspetta una crescita dei ricavi in area mid single digit a 1,38 miliardi (+4%) con un solido contributo del margine di interesse, sostanzialmente in linea ai 647 milioni del quarto trimestre del 2024 e in marcata crescita rispetto ai 590 milioni del primo. «Stimiamo che il primo trimestre sia stato un trimestre positivo anche sul fronte del collocamento di prodotti di risparmio gestito alla luce delle dinamiche di mercato e che la divisione riporti un ebit adjusted di 214 milioni, +8% o 209 milioni al netto dell’impatto dal Fondo di Garanzia», aggiunge la Sim. Infine, dall’Insurance Services sono attesi ricavi a 418 milioni, in crescita del +5% e un ebit adjusted a 369 milioni (+6%).
Dal punto di vista patrimoniale, nonostante l’impatto delle rimesse addizionali e del leggero incremento dello spread, «ci aspettiamo che il Solvency rimanga su livelli molto elevati e comunque oltre il 300%. A livello di stime, incorporiamo il contributo pro-quota dell’utile di Tim a partire dal secondo trimestre del 2025. Complessivamente, confermiamo le nostre stime sul 2025 con un ebit adjusted a 3,2 miliardi, un utile netto a 2,2 miliardi, leggermente più alte delle guidance della società, e alziamo quelle 2026-2027 del 3% in media. Le nostre stime non incorporano ancora gli eventuali benefici che potrebbero emergere da collaborazioni tra Poste e Tim». «Incorporando anche il valore pro-quota di Tim nella nostra somma delle parti alziamo il target price del +4% a 17,7 euro, pari a un p/e adjusted 2026 di 9,5. Il titolo tratta a un p/e adjusted 2026 di 9,2, leggermente sopra la media storica in area 8,5, continua a offrire un attraente e visibile rendimento del dividendo di oltre il 7% (118 centesimi nel 2025 e 125 centesimi nel 2026, ndr) e riteniamo rappresenti, nell’ambito dei finanziari, un profilo difensivo nell’attuale contesto di incertezza dei mercati. Buy». (riproduzione riservata)