L’aumento dei tassi è la ragione per cui sale il margine di interesse, un meccanismo di cui stanno beneficiando i conti bancari. E che, secondo gli analisti di Berenberg, si noterà anche nella trimestrale di Poste la cui pubblicazione è attesa per il 30 marzo. Berenberg alza quindi le stime per il 2022 sulla società guidata dal ceo Matteo Del Fante. E prevede che, grazie al forte flusso di cassa, Poste abbia la flessibilità necessaria per finanziare un piano di riduzione dei costi più ampio in futuro. Gli analisti (rating buy, target price 12 euro, un possibile rialzo rispetto ai valori attuali del 20%) ritengono che l'incertezza sulla riconferma dell’amministratore delegato all'assemblea degli azionisti del 2023 per un altro mandato di tre anni «stia diminuendo e questo fatto dovrebbe essere positivo per il titolo».
Ecco che i tre fattori presi assieme (utili più elevati, maggiore riduzione dei costi e minore incertezza sulla gestione) «contribuiranno a far salire il titolo Poste». Tuttavia, sottolineano gli analisti tedeschi, il rischio principale è ancora l'esposizione ai titoli di Stato italiani. Un fattore che accomuna Poste alle banche. Eppure dai Btp arriva anche una buona notizia, ricorda Berenberg. Gli analisti si aspettano un migliore margine di interesse netto nella divisione Servizi finanziari di Poste che dovrebbe aumentare dai 525 milioni del terzo trimestre 2022 ai 550 milioni attesi nel 2023, a salire a 575 milioni nel 2024 e 604 milioni nel 2025. Questo grazie «ai tassi di interesse più elevati guadagnati sul portafoglio dei bond governativi». Gli esperti ritengono che questo fronte andrà a compensare «il modesto aumento dei costi di finanziamento dallo 0% a, stimiamo, 30 punti base in futuro».
Berenberg si aspetta più liquidità «per finanziare una maggiore riduzione dei costi: prevede un flusso di cassa di 2,2 miliardi di euro nel 2022, in aumento rispetto a 1,9 miliardi registrati nel 2021 «grazie soprattutto alla crescita dell’attività assicurativa». Poste Vita può continuare a pagare il 50% degli utili alla capogruppo «dal momento che la solvibilità è forte», attesa del 215% per l’anno 2022 «ben al di sopra dell’obiettivo dei manager del 200%». Secondo Berenberg, Poste viaggia con un rapporto prezzo/utili attesi al 2024 dal consenso Bloomberg di 6,9 volte, «ben sotto la sua media degli ultimi cinque anni di 8,4 volte». Inoltre il gruppo ha un rendimento (yield) di oltre il 6% e prevede di alzare il dividendo del 7% annuo rispetto al livello del 2022 di 0,63 euro. Berenberg si aspetta da Poste un utile netto 2022 di 1,661 miliardi di euro da 1,577 miliardi del 2021. Per quanto riguarda invece il quarto trimestre del 2022, dovrebbe chiudersi con un profitto netto di 188 milioni. (riproduzione riservata)