Ipotesi di caporalato sul nuovo consolato Usa a Milano di piazzale Accursio, attualmente in costruzione.
Il pm di Milano Paolo Storari ha fatto scattare il controllo giudiziario d’urgenza nei confronti della società edile americana Caddell Construction, che si stava occupando di erigere la nuova sede diplomatica nella zona Nord Ovest di Milano.
La società dunque non cesserà il proprio operato (non è stato disposto il sequestro) ma verrà monitorata da un commissario, il commercialista Francesco Brigatti, nominato dall’autorità giudiziaria.
Secondo le ricostruzione della Procura, la società con sede in Alabama avrebbe sfruttato dei lavoratori indiani «attraverso la palese e reiterata violazione della normativa in materia di orario di lavoro, periodi di riposo, riposo settimanale e attraverso la corresponsione di retribuzioni in palese contrasto con la contrattazione collettiva nonché con la soglia di cui all'articolo 36 Costituzione». Le paghe corrisposte dalla società di costruzioni sarebbero infatti «notevolmente inferiori alla soglia di povertà», attorno ai due euro l’ora.
I manovali assunti da Caddell Construction sarebbero stati inoltre reclutati attraverso un’altra società, la Dynamic House, con sede a Nuova Delhi a cui gli stessi lavoratori pagavano una somma di 500 mila rupie (l’equivalente di 4.500 euro): un vero e proprio pizzo per poter essere assunti.
Giunti a Milano i lavoratori indiani, un migliaio dall’inizio del cantiere a ora, firmavano dei documenti non tradotti nella loro lingua.
Il contratto (attorno ai 1.200 euro) prevedeva vitto e alloggio a carico del datore di lavoro, ma i 500 euro per pagare il residence dove i dipendenti dormono venivano decurtati dallo stipendio.
Iscritto nel registro degli indagati Ulas Demir, l’uomo di origine turca messo a capo della succursale italiana di Milano della Caddell Construction. (riproduzione riservata)