Nvidia torna sotto i riflettori di Wall Street (e dell’intero mercato azionario globale) in vista della pubblicazione dei conti del secondo trimestre, prevista per domani mercoledì 26 agosto a mercati chiusi.
I numeri del colosso dei semiconduttori guidato da Jensen Huang, prima azienda per capitalizzazione di mercato al mondo (più di 5 mila miliardi di dollari), sono percepiti dal mercato come un appuntamento cruciale, che potrebbe offrire nuove indicazioni sulla tenuta del boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale in un momento in cui il principale indice azionario dei chip, il Philadelphia Semiconductor (Sox), nell’ultima settimana ha perso quasi il 5% del suo valore, con fenomeni di volatilità molto marcati.
Il titolo ha guadagnato circa il 18% dall'inizio dell'anno e il 55,6% da giugno 2025, ma si trova ancora circa il 6% sotto il record storico di 236,54 dollari raggiunto a maggio. La domanda, dunque, non è soltanto se Nvidia riuscirà a pubblicare un'altra trimestrale molto forte, ma quanto spazio ci sia ancora per sorprendere positivamente un mercato che ha già incorporato aspettative elevate.
La stessa Nvidia ha indicato una previsione di ricavi per il trimestre intorno a 91 miliardi di dollari. Il consensus raccolto da Lseg si colloca leggermente più in alto, a 91,9 miliardi, mentre Visible Alpha, il database di S&P Global Market Intelligence, arriva a 92,2 miliardi. Le attese sull'utile per azione sono invece comprese tra 2,09 e 2,13 dollari.
La guidance della società prevede inoltre un margine lordo del 75% su base adjusted, con spese operative rispettivamente di circa 8,5 e 8,3 miliardi di dollari. C'è però un dettaglio particolarmente importante: la guidance non incorpora alcun ricavo dal business dei data center in Cina. Eventuali vendite autorizzate nel Paese rappresenterebbero quindi un elemento positivo aggiuntivo rispetto alle attuali previsioni.
«Gli analisti considerano la guidance di Nvidia solo moderatamente prudente», osserva Axel Rudolph, market analyst di IG. E questo, secondo l'esperto, riduce lo spazio per una sorpresa positiva molto ampia. Nvidia ha infatti battuto la propria guidance sui ricavi per 13 trimestri consecutivi, ma il margine della sorpresa si è progressivamente ridotto: dal 22,8% del secondo trimestre dell'esercizio 2024 si è passati al 4,6% dell'ultimo trimestre.
A sostenere le aspettative è soprattutto il business dei data center, che continua a beneficiare della domanda da parte dei grandi operatori cloud dai carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale. Secondo un'analisi di S&P Global Market Intelligence, il consenso prevede per il secondo trimestre 85,7 miliardi di dollari di ricavi dai data center, oltre il 50% in più rispetto ai 56,4 miliardi che gli analisti prevedevano nel giugno 2025. Il ritmo delle revisioni al rialzo, tuttavia, ha iniziato a rallentare rispetto ai trimestri precedenti. Le stime per il trimestre presentano inoltre una dispersione significativa: si va da 83,5 a 91,5 miliardi di dollari.
Il punto è capire quanto a lungo possa proseguire questa crescita e quale sarà il contributo delle nuove generazioni di chip. Nvidia sta infatti attraversando la transizione tra Blackwell e Rubin, due piattaforme destinate a sostenere il prossimo ciclo di investimenti AI.
S&P Global Market Intelligence sottolinea che proprio le stime sulla famiglia Blackwell mostrano una dispersione particolarmente ampia: per il secondo trimestre le previsioni sui ricavi vanno da appena 6,3 a 76,3 miliardi di dollari, con un consenso di 38,4 miliardi. La differenza riflette le diverse valutazioni degli analisti sulla velocità di adozione della piattaforma e sulla dimensione del mercato che potrà essere raggiunta dai nuovi sistemi.
È proprio questo passaggio a rendere cruciale la prossima trimestrale: il mercato deve capire se il rallentamento atteso di Blackwell sarà compensato abbastanza rapidamente dall'arrivo di Rubin e se, nel frattempo, la domanda degli hyperscaler resterà sufficientemente forte.
Le valutazioni di Nvidia, uno dei rischi principali secondo gli operatori di mercato, agli analisti non appaiono in realtà necessariamente eccessive se rapportate alla crescita attesa: il consenso indica un rapporto prezzo/utili prospettico di circa 17, con una forchetta compresa tra 14 e 19.
Proprio perché le aspettative sul secondo trimestre sono già elevate, la guidance per il terzo trimestre potrebbe essere più importante del dato appena pubblicato. «È possibile che una trimestrale solida non sia sufficiente a sostenere il titolo se la guidance sul terzo trimestre dovesse risultare inferiore a quanto già incorporato nelle stime», spiega Rudolph. Al contrario, anche un risultato solo moderatamente superiore alle attese potrebbe essere accolto positivamente se il management alzasse le previsioni future e confermasse che il principale vincolo alla crescita resta l'offerta, e non un indebolimento della domanda.
Il consenso sul titolo, alla vigilia della trimestrale, resta ancora particolarmente forte: dei 62 analisti che coprono Nvidia ben 59 suggeriscono di comprare o accumulare, contro due neutrali e un solo esperto che ha fornito una raccomandazione di vendita (sell).
Il prezzo obiettivo medio è di quasi 305 dollari per azione (dai 208 attuali) il che implicherebbe un potenziale di upside superiore al 46%. (riproduzione riservata)