Botta e risposta tra Stati Uniti e Canada. Washington annuncia dazi del 50% sulle automobili e sulla relativa componentistica e Ottawa risponde con misure speculari: dazi del 15%, 20% e 50% su oltre 700 prodotti americani, per un valore totale di 20 miliardi di dollari Usa. «I nostri dazi compensativi, dollaro per dollaro e aliquota per aliquota», ha dichiarato il ministro delle Finanze canadese François-Philippe Champagne.
I nuovi dazi al 50% si applicano ad alcuni settori importanti come acciaio, alluminio, mobili e abbigliamento, quelli del 25% su formaggi, elettrodomestici e alcuni prodotti ittici, mentre quelli al 15% saranno applicati a elettronica e utensili. E Ottawa vuole battere gli Usa sul tempo: se le misure imposte dal presidente Donald Trump entreranno in vigore dal primo gennaio 2027, quelle canadesi saranno attive dal prossimo 8 settembre.
Inoltre, il governo guidato da Mark Carney ha annunciato un pacchetto di sostegno, dal valore di 5,4 miliardi di dollari, per i lavoratori e i settori colpiti dalla guerra commerciale.
L’idea del governo canadese è di non cedere davanti alle minacce del tycoon. I nuovi dazi sarebbero stati evitati se le due parti avessero raggiunto un accordo commerciale prima di sabato, ma Ottawa ha sospeso i negoziati sabato 22 agosto, sostenendo che gli Stati Uniti chiedevano troppo e offrivano troppo poco.
Il ministro del commercio canadese Dominic LeBlanc oggi, 25 agosto, ha dichiarato alla Cnbc che non hanno intenzione di abbandonare i colloqui commerciali con gli Stati Uniti. «Preferivamo trovare un accordo che avvantaggiasse entrambi i paesi», ha affermato. «Crediamo ancora che sia possibile. Ma nel frattempo, non stiamo ad aspettare passivamente». Intanto Trump non arretra e provoca ulteriormente i suoi vicini suggerendo su Truth Social che gli Stati Uniti avrebbero interrotto i rapporti commerciali con l’Ontario e ventilando ripetutamente l’ipotesi di rinominare il lago Ontario in «Lago America». (riproduzione riservata)